Argenta
17 Ottobre 2010
Donigaglia torna a parlare in aula e accusa un “tradimento politico”

Il “male oscuro” della Coopcostruttori

di Marco Zavagli | 2 min

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Giovanni Donigaglia

Argenta. Aveva chiesto al giudice di poter parlare al termine dell’udienza relativa al capitolo Cir nel processo Coopcostruttori e così è stato. Giovanni Donigaglia, dopo che in aula è stato sentito nuovamente il maresciallo delle fiamme gialle Nicola Varesano (che ha parlato per un paio di ore di fatture e affari legati alla Cir), ha ricordato i primi anni del 2000, quando “portavo personalmente i conti e le fatture in Sicilia”.

L’ex patron del colosso dell’edilizia di Argenta ha contestato le 1300 “fatture false” conteggiate dalla procura, assicurando che “se i commissari non avessero rinunciato o rescisso i contratti, la Coopcostruttori avrebbe potuto incassare decine di migliaia di euro”. La fatture secondo Donigaglia, “venivano stornate perché si incassavano i soldi quando ce n’erano”.

Si appella alla legge sulla cessione dei crediti futuri Donigaglia, per spiegare che senza la possibilità di cedere previsioni di guadagno “in edilizia, visti i tempi di pagamento, non lavorerebbe nessuno: sono fatture di credito futuro, perché chiamarle false?”.

L’imprenditore riassume la storia recente della ccoperativa facendo risalire la crisi dell’azienda “al male oscuro. la morte arrivata per tradimento politico. l?azienda non andava miracolata, andava solo salvata”.

Donigaglia continua la sua ricostruzione ricordando come la Coopcostruttori lavorasse praticamente in maniera esclusiva per enti pubblici, “croce e delizia per un’azienda”. “Delizia perché sai che hai del lavoro da svolgere, croce perché non sai quando verrai pagato. I soldi li hai quando incassi e aver ceduto i contratti significa aver ceduto tutte le risorse che potevi avere. Automaticamente si crea il buco. Siamo stati soffocati da fatti finanziari”.

Alla prossima udienza, il 22 ottobre, verranno sentiti cinque funzionari delle società di revisione. Il 4 novembre i consulenti di parte.

All’inizio dell’udienza, poi, il giudice collegiale ha acquisito tutti i documenti contenuti nei vari container disseminati in provincia, concentrandoli ad Argenta, presso l’ex sede della Coopcostruttori, ma formalmente a disposizione del tribunale. È stato nominato il dottor Enrico Baraldi quale custode. Il relativo incarico sarà conferito il 22 ottobre.

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