Codigoro. Difficile fare chiarezza se chi chiede chiarezza resta nel buio. Paolo Calvano entra nella querelle infuocata nata in seno al circolo del Pd di Codigoro. Ma chiede di giocare a carte scoperte. A partire dai nomi.
“Intervengo nel dibattito sviluppatosi su questa testata – ci scrive il segretario provinciale del Pd – relativamente alla presunta mancanza di trasparenza e collegialità nella gestione del circolo di Codigoro, al fine di riportare ad un clima di normalità il confronto interno al Partito Democratico”.
Calvano era stato tirato in ballo nell’ultima “puntata” della diatriba sorta all’interno dell’organismo locale dei democratici del paese del Basso ferrarese. Uno dei firmatari rivelava come il segretario provinciale fosse già stato informato in via ufficiosa di quanto avveniva nel circolo e a lui si rivolgeva a nome dei sei “ribelli” per una presa di posizione che facesse sì che “le voci di dissenso non rimangano lettera morta” (vai all’articolo).
E Calvano assicura di non essere rimasto sordo, anzi: “avevo già da tempo condiviso – rivela a Estense.com – con la segretaria di quel circolo, Nella Ronconi, l’opportunità di avviare, in vista delle elezioni amministrative del 2011, un percorso di approfondimento e confronto con la segreteria ed il direttivo di Codigoro, stabilendone una convocazione in mia presenza nelle giornate successive alla Fiera”.
Quell’incontro infatti, previsto inizialmente per ieri sera, è stato rinviato già nei giorni scorsi al prossimo martedì 21 settembre. Prima di quella convocazione, però, ecco arrivare le due lettere inviate “in via esclusiva”, come sottolinea il segretario, alla stampa. Alla luce di quanto contenuto in esse, “e – di nuovo – in accordo con la segretaria Ronconi, abbiamo ritenuto opportuno che tali incontri con gli organismi dirigenti del partito codigorese saranno anche occasione per affrontare apertamente le problematiche interne al circolo”.
Se sulle rimostranze al momento Calvano non batte ciglio, il naso si storce riguardo alle modalità con cui sono state esternate. “Spiace da un lato constatare – conferma – che l’invito ad intervenire, per favorire la soluzione di problemi interni del partito, mi sia giunto solo tramite la stampa (si veda l’articolo pubblicato il 13 settembre), un metodo che certamente rende eclatante una notizia, ma che non aiuta chi è chiamato ad intervenire a ristabilire un normale percorso di confronto”.
Non solo. La speranza di Viale Krasnodar è ovviamente che “la convocazione degli organismi dirigenti del territorio e la discussione nelle sedi di partito sia sufficiente per affrontare e dirimere la questione, poiché a tutt’oggi non ci è ancora pervenuta l’identità dei firmatari delle lettere inviate ai giornali, salvo quello di una componente della segreteria del partito di Codigoro che mi ha fatto pervenire le sue dimissioni da quell’organismo”.
L’anonimato, o la riservatezza, sarebbero quindi controproducenti, secondo Calvano: “mantenere riservati i nomi dei firmatari sia un atto poco trasparente, a maggior ragione se compiuto da chi trasparenza la richiede, e che rende di fatto più complicata la risoluzione delle problematiche denunciate”.
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