
Il capo di gabinetto della questura Emanuela Napoli e il comandante della squadra mobile Pietro Scroccarello
Con 9 provvedimenti cautelari, emessi dal gip Silvia Migliori, di cui 8 eseguiti ieri (uno è tuttora ricercato) si chiude una lunga indagine portata a termine dalla squadra mobile di Ferrara che mette la parola fine a un giro di eroina che da Bologna portava la droga a Ferrara.
L’indagine ha avuto inizio nel gennaio 2010. Nel corso delle operazioni 7 sono stati gli arresti in flagranza, con 600 grammi di eroina sequestrata, oltre a due auto e 9mila euro in contanti, 12mila telefonate registrate, 120 clienti assuntori identificati.
Dietro queste cifre si nasconde un piccolo (ma l’aggettivo forse è riduttivo) mondo di consumatori di droga ferraresi, “tutti potenziali clienti – avverte il vice questore Pietro Scroccarello – della criminalità, che coltiva in questo modo quelli che ritiene possano diventare i suoi fedelissimi tossicodipendenti”. L’eroina che filtrava attraverso il gruppo di spacciatori era di pessima qualità, con un principio attivo di appena il 4% della merce, “il cui taglio a volte – aggiunge Scroccarello – avveniva anche con veleno per topi”.
E qui si apre una finestra sul mondo che collega lo spaccio di droga alla malavita. Un mondo nel quale “non si registra, per quanto riguarda la nostra città – avverte il comandante della Mobile – alcuna diminuzione di quantità”. A cambiare è invece la clientela, “che ormai comprende tutte le fasce di età e tutti i ceti sociali”. A tranquillizzare il normale assuntore, infatti, è il fatto che l’assunzione di eroina non avviene per via venosa, bensì per inalazione o perché fumata, “il che a livello psicologico – fa notare Scroccarello – non fa pensare al cliente di essere un tossicodipendente”.
E invece proprio la droga di bassa qualità crea il cliente che, col tempo, non riuscirà più a staccarsi da quello che fino a poco tempo prima riteneva solo un vizio.
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