Nascerà una nuova civica a Ferrara. C’è già il nome e il simbolo. E c’è un gruppo che sta per raccogliere le firme per fondare la nuova lista che correrà alle amministrative del 2013. Il nome è uno dei più ferraresi che si potessero trovare, “Il Listone”.
A fondarla è un gruppo di circa 40 persone, tutti “illustri sconosciuti”. Età media 35/40 anni, professioni le più diverse, ma un comune denominatore: fare il bene della collettività.
I primi movimenti del futuro “Listone” hanno visto gli aderenti incontrare il movimento dei Grilli estensi per sondare una eventuale ipotesi di “apparentamento”. “Un faccia a faccia che risale a circa due settimane fa – conferma la portavoce dei grillini Silvia Mantovani -, durante il quale hanno chiesto se eravamo disposti a farci coinvolgere in questo loro progetto. Ma noi grilli siamo e vogliamo rimanere fuori dai partiti e ci siamo limitati a dare loro suggerimenti su come muoversi”.
Suggerimenti che vedrebbero presto i prossimi civici creare una mailing list, un gruppo su Facebook, l’appoggio a qualche iniziativa o battaglia ecologista, la formulazione dello statuto, fino alla raccolta firme – ne servono 500 – per creare la lista da presentare alle prossime comunali.
“Tutto è nato dall’idea di ex compagni di scuola – racconta uno dei protagonisti dell’iniziativa, Mirco Lambertini -, che non riescono più a ritrovarsi nei discorsi e nei programmi di Tagliani e Zappaterra o di Dragotto e Malaguti: siamo agli antipodi rispetto ai partiti tradizionali”.
Il programma al momento può essere solo in fase di abbozzo, ma qualche idea chiara già traspare: “ecologia, industria e sviluppo sostenibile, nessun estremismo e soprattutto la voglia di fare il bene comune; il “pubblico”, lo dice la parola stessa, deve essere di tutti”.
Oltre che dai partiti, il Listone si differenzierà anche dalle attuali civiche. “A differenza di Progetto per Ferrara o Io amo Ferrara – incalza Lambertini – non siamo imprenditori e non ragioniamo come tali; non pensiamo in termini di profitto dell’amministrazione ma di raggiungimento del bene comune. Noi siamo, inoltre, politici di professione, ma semplicemente cittadini che vogliono che la cosa pubblica sia amministrata nell’interesse di tutti”.
Quanto al simbolo, i fondatori l’avrebbero individuato tra i vasi del museo etrusco di Spina. “In alcuni reperti – descrive Lambertini – sono raffigurati gli antichi filosofi guerrieri: liberi pensatori, aperti al dialogo e al confronto, ma con in mano scudo e lancia, pronti a difendere le idee per cui si battono”.
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