Politica
13 Aprile 2010
Dopo le regionali e la sconfitta di Comacchio il popolo del Pd chiede di cambiare

“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

di Marco Zavagli | 5 min

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Naomo: “Ferrara è la mia città. Nessuna sentenza potrà cambiarlo”

"I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo". Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la 'squalifica' di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all'applicazione della Legge Severino

Non può permettersi di perdere ancora. Dopo Comacchio il Partito democratico a Ferrara si trova di fronte a un bivio obbligato. Per evitare di fare la fine dell’asino di Buridano, morto di fame per non saper scegliere quale dei due piatti mangiare, i democratici devono dare una sterzata alla propria politica territoriale e prendere una strada precisa, quella che porta all’ascolto della base. Pena un susseguirsi di altre sconfitte.

Sicuramente dopo Cento, Bondeno, il ballottaggio a Ferrara e in Provincia e la ritirata alle regionali, il maggior partito di governo è costretto a un serio esame di coscienza. Basta scorrere gli ultimi dati elettorali. Alle elezioni regionali di due settimane fa, rispetto al 2009, il Pd ha perso più di mille voti. Se il raffronto viene fatto con le regionali del 2005, il risultato è impietoso: i votanti a Ferrara sono stati oltre 12mila in meno. A consolidare il trend decrescente ci ha pensato ieri il ballottaggio di Comacchio che ha consegnato al ballottaggio quasi 20 punti percentuali in più al centrodestra.

Un esame di coscienza si diceva. Se non lo faranno spontaneamente i vertici del Pd, a cominciare da quelli locali per arrivare a quelli nazionali, è facile presumere che ci penseranno i loro elettori – quelli rimasti – a costringerli.

Qualche esempio emblematico arriva dai numerosi commenti sconfortati pubblicati su Estense.com, che danno il senso di una generale delusione. Tanto che a leggere queste righe sembra di riascoltare il j’accuse di Nanni Moretti a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Era il 2002. Ma, fatte le debite proporzioni, forse non sembrano passati tanti anni.

Ne è conferma, ad esempio, Alex, che si chiede se “ora a bocce ferme il segretario del Pd ci dirà ancora che in provincia di Ferrara il suo partito è andato bene?”. A confermare il sentimento diffuso di frustrazione arrivano anche i 66 commenti positivi contro i 9 negativi assegnati dai lettori a questa riflessione.

Non usa mezzi termini nemmeno Nina Vanin, secondo la quale “il Pd ha meritato di perdere: la Cicognani non era la persona giusta da candidare. Calvano, insieme a tutto il gotha del Pd, faccia un’attenta riflessione sul risultato di questo voto. Uscite dalle sedi di partito, tornate fra la gente e ascoltatela”. Anche qui 63 pollici alzati contro 5 premiano lo sfogo della lettrice.

Prende di mira il segretario provinciale anche Tripleh: “Calvano invece di fare la solita campagna antiberlusconiana dovrebbe risolvere i problemi del suo partito che come al solito si dimostra fragile e a pezzi”; mentre per Ernesto “forse non è più il momento di fare riflessioni farlocche, per il Pd, per coloro che devono giustificare il permanere dei propri glutei sulle poltrone su cui sono poggiati ora. Con questa sconfitta, tra l’altro di un Comune così importante a livello provinciale si è sentenziata la poca consistenza e l’inefficacia della classe dirigente attuale. Rinnovare non significa solo mettere persone giovani ai vertici del partito, ma persone concrete e capaci; forse occorre qualcuno con un po’ di capelli bianchi, che sappia indicare la strada da percorrere; ma attenzione qualcuno che nella sua carriera politica abbia veramente combinato qualcosa di concreto”.

Che la sedia principale di Viale Krasnodar sia diventata bollente non è un mistero nemmeno per Draco che sottolinea come “la colpa è di tutti ma di certo questa volta Calvano non la passerà di certo liscia considerando che nel Pd ferrarese il congresso è alle porte… se avrà un po’ di serietà si metterà da parte… per fare posto a qualche altro giovine?? magari non solo anagraficamente”.

Il rischio di continuare su questa strada per il Pd è quello di continuare a perdere. Non lo nasconde Loris, scrivendo che “dopo questa sconfitta, se andiamo avanti così, finiremo per perdere anche Ferrara. A livello nazionale abbiamo fatto la figura che sappiamo, adesso nella nostra provincia, patria del Pd, perdiamo Comacchio, ma come siamo combinati, a chi ci hanno dato in mano i vecchi dirigenti!!! E loro, che fine hanno fatto? E’ giusto arrabbiarsi con i responsabili di adesso, ma quelli di prima dov’erano quando dovevano decidere a chi dare il partito!!!”.

I vertici provinciale vengono messi all’indice anche da Agide, che si chiede “dove sono finiti? Forse sono impegnati anche oggi, giornata nera, a dire che va tutto bene, che “dobbiamo solo accelerare”, ad una inaugurazione di un museo o di una strada. Oggi sento dire in continuazione che però Comacchio era una “piazza difficile”. Ma come erano solo 65 anni che si vinceva… non ho parole”.

Anche Gfv chiede al Pd di fare “autocritica e proponga candidati credibili e preparati al loro mandato”, mentre secondo Mauro il fatto che “ha votato al ballottaggio circa il 40% del totale è segno che gli elettori del centrosinistra non sono andati a votare non condividendo la candidatura Cicognani; la giunta a Comacchio era stata squassata dagli scandali ed anche questo ha avuto il suo peso; ricordiamo che Carli nel 2000 e nel 2005 veniva da due sonore sconfitte e ritengo che la sua affermazione derivi da una disaffezione degli elettore del centro sinistra; il Pd si deve dare una mossa: più ascolto meno presenzialismo; quando i dirigenti del Pd verranno a trovare i cittadini? Perché lasciare tanto spazio alle destre?”.

“Siamo sinceri più che vincere la destra a Comacchio ha perso il centrosinistra – conferma Oliver -, combinandone di tutti i colori, fin dall’epoca della cacciata dalla giunta provinciale di Pierotti che dopo è diventato ago della bilancia ed ha fatto perdere il Pd e tutta la compagnia cantante! I voti in meno al centrosinistra sono quelli che l’altra volta lo avevano fatto vincere. Cosa merita una classe dirigente di questa fatta? Di perdere le elezioni ma anche di perdere gli ultimi privilegi rimasti! Il centro sinistra si deve rifondare… ma per davvero con valori (ne avevamo tanti..dove saranno finiti) seri e classe dirigente degna di questo nome”.

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