C’era uno slogan in mezzo ai tanti dei 200mila che ieri hanno marciato a Roma per rivendicare la qualità di bene pubblico dell’acqua. A portarla da piazza Repubblica fino all’imbocco di piazza Navona erano i comitati e le associazioni ferraresi. Recitava “Acqua pubblica senza se e senza spa”. Togliere questo bene di prima necessità dalle mani delle società di capitali e dai loro profitti è stato il grido con cui una quarantina di ferraresi hanno accompagnato ieri a Roma la manifestazione nazionale contro la gestione ai privati delle risorse idriche e contro quei provvedimenti – decreto Ronchi del 2009 e articoli 150 e 154 del decreto ambientale 152 del 2006 – che la prevedono.
La delegazione ferrarese era partita da Bologna con uno dei due pullman organizzati in Emilia-Romagna. L’appuntamento era nella Capitale alle 14.30. “Da qui è partito un corteo variegato – racconta Marzia Marchi di Legambiente -, composto da persone che venivano da tutt’Italia, da Cuneo a Reggio Calabria”.
Lo striscione del Comitato acqua pubblica di Ferrara è stato tra i più apprezzati. Ma non sono mancati applausi per chi esponeva “L’acqua in brocca non si tocca”, “Acqua, ti voglio bene pubblico” o “Per venire qui oggi non mi ha pagato nessuno”, con riferimento alla concomitante manifestazione del Pdl.
“La partecipazione è stata davvero straordinaria – sorride Marzia Marchi – ed è stata apprezzata anche dai cittadini romani, che si rendevano conto che stavamo facendo una cosa necessaria. Molti di loro hanno accompagnato i manifestanti calando lenzuola e striscioni dai balconi e dalle finestre”.
Accanto a comitati e associazioni ferraresi, si sono notati anche rappresentanti della Cgil, di Sel, Irene Bregola ed Elisa Corridoni del Prc, Sergio Golinelli e Barbara Diolaiti dei Verdi.
Dopo la “prova di forza” di ieri, da domani l’obiettivo sarà la campagna referendaria con la relativa raccolta firme che partirà a metà aprile “per abrogare i provvedimenti che privatizzano l’acqua – aggiungono i portavoce del comitato -; nel frattempo chiediamo coerenza al consiglio comunale nel modificare lo statuto in modo da decretare la qualità di bene pubblico privo di rilevanza economica dell’acqua”.
Un passaggio che in commissione statuto sembra fermo al palo. “Nel caso cercassero di aggirarlo – “minaccia” Marchi – abbiamo già pronte le contromisure”.
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