Politica
9 Marzo 2010
Mobilitazione con bandiere e necrologi contro il decreto salva liste

In 500 per il requiem della democrazia

di Marco Zavagli | 4 min

Leggi anche

Naomo: “Ferrara è la mia città. Nessuna sentenza potrà cambiarlo”

"I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo". Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la 'squalifica' di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all'applicazione della Legge Severino

Più che una manifestazione era un corteo funebre. Una parata a lutto con le bandiere di partiti e associazioni a sfilare davanti alla prefettura, per l’occasione metafora della camera ardente dove riposa la democrazia.

E per far capire che metafora e realtà non sono così distanti sui muri e al collo delle oltre 500 persone che ieri pomeriggio si sono radunate in corso Ercole I d’Este c’erano anche i necrologi: “la Federazione della Sinistra annuncia la scomparsa della democrazia, uccisa dal governo Berlusconi il 5 marzo 2010 attraverso l’approvazione del decreto interpretativo per le elezioni regionali. I funerali si terranno il 28 e 29 marzo”.

Poco prima della notizia della bocciatura da parte del Tar del Lazio del decreto interpretativo e in attesa del prossimo escamotage per far ammettere le liste del Pdl nel Lazio, i partiti di centrosinistra insieme a sindacati, associazioni e comitati (Federazione della sinistra, Partito Democratico, Cgil, Cisl, Anpi, Arci, Legambiente, Italia Dei Valori, Federazione dei Verdi, Grilli Estensi, Cittadini del Mondo, Gente di Sinistra, Sinistra Aperta, Sinistra Ecologia e Libertà, Unire la sinistra Cento, Popolo Viola, il Meetup dei Cittadini della Nuova Resistenza amici di Borsellino e Schönau e Radicali) hanno dato vita al requiem contro il cosiddetto decreto salva liste.

Una delegazione formata da un componente per ognuno degli organizzatori è entrato verso le 18.30 in prefettura per portare le istanza dei manifestanti al prefetto.

Intanto fuori qualcuno intonava “Bella Ciao”. Mentre tutt’attorno fioccavano le dichiarazioni di sdegno contro il governo Berlusconi. “Ci associamo alla richiesta del nostro presidente nazionale Angelo Bonelli che ha chiesto l’intervento degli osservatori Onu – afferma Barbara Diolaiti dei Verdi -. Davvero stanno saltando gli elementi fondamentali della democrazia. Ormai ci stiamo abituando a tutto, ma forse la gente non è disposta ad arrivare fino a questo punto”.

La senatrice del Pd Teresa Bertuzzi è reduce dalla Francia, dove ha partecipato alla festa delle donne organizzata dal Committes di Lille “e dove ho incontrato numerosi italiani all’estero – aggiunge lei –: ci chiedono di fermare questo scandalo, dicono che non ne possono più di essere dipinti come cittadini di un Paese in cui le istituzioni sono messe alla berlina, si sentono ridicolizzati”.

“Il vaso è veramente colmo – continua la parlamentare -. Per noi del centrosinistra lo era da un pezzo, ma adesso anche l’elettorato del Pdl ha iniziato a indignarsi. Questo la dice lunga sulle dichiarazioni di un governo che si dichiara forza politica democratica”.

Passa Mario Zamorani, vestito da uomo sandwitch: un cartellone sul petto e uno sulla schiena per dire “l’antidemocrazia è nel cuore delle istituzioni”. In strada ci sono anche i sindacati. “È un momento veramente grave – riflette Giuliano Guietti, segretario generale della Cgil di Ferrara -, da tempo ci sono tanti segnali di questa degenerazione, ma quest’ultimo atto conferma che non è esagerato dire che il sistema democratico è in discussione. È un dovere per tutti mobilitarsi e far sentire la propria voce”.

Ancora più duro Stefano Caldironi di Rifondazione: “l’attacco alla democrazia è avvenuto con il decreto salva liste che, insieme alla finanziaria che mina alla base l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, fa parte di un disegno eversivo di questo governo. Siamo ormai alla dittatura della maggioranza, di cui la massima espressione è questo provvedimento che modifica le regole del gioco in corsa. Non era mai accaduto in 60 anni di storia repubblicana”.

Di fronte alla sede della prefettura ci sono anche i giovani del sindacato studentesco Rua. “Abbiamo voluto partecipare – spiega la portavoce Giulia Bertelli – anche se la problematica non è strettamente legata al mondo studentesco, ma questo passo indietro dell’esecutivo fa capire che non abbiamo un governo in grado di promuovere qualcosa come una riforma universitaria. Sembra solo capace di creare leggi a sua immagine e somiglianza”.

Non parla di golpe come il suo segretario nazionale, ma Valerio Vicentini richiama comunque Di Pietro, che “aveva fatto la sua chiamata alle armi democratiche – sorride l’esponente dell’Italia die Valori – e questa è la nostra risposta. Insieme a tutto il centrosinistra testimoniamo il nostro disgusto”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com