Parlato dopo lo 0-0: “Degli 11 titolari hanno cercato l’intesa solo in 3 o 4”
Il tecnico non è soddisfatto della prestazione contro il Brescello Piccardo. Dall'Ara richiama il gruppo: "Non dobbiamo dare la colpa al singolo"
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Mai dare per spacciata l’Adamant Ferrara. La squadra di coach Bianchi, con le spalle al muro, infila un parziale di 11-0 negli ultimi ottantatré secondi di partita, e va a vincere incredibilmente una partita che sembrava già segnata: San Vendemiano si arrende 81-77
Raffiche intense da Ferrara alla costa, con numerosi interventi in provincia. Le situazioni più impegnative tra Portomaggiore e i Lidi di Comacchio. Resta l'allerta fino a lunedì
Cala il sipario sulla sesta edizione della manifestazione enogastronomica che per tre giorni ha animato il centro storico tra sfide culinarie, grandi chef e specialità del territorio
La vittima, una 78enne di Occhiobello, era stata convinta di essere coinvolta in un'indagine per rapina. Il 37enne è stato fermato dai militari con il denaro e 84 grammi d'oro, oltre a sette involucri di cocaina
Codigoro. L’avrebbero adescata contattandola sul web e da allora per lei sarebbe stato un crescendo di sevizie e umiliazioni, fino a essere introdotta in un giro di prostituzione in locali per scambisti. Un incubo – secondo la versione della vittima – durato diversi anni, fino a quando la ragazza ha deciso di raccontare parte di quanto le era accaduto alla polizia di Bologna.
Le indagini, coordinate dal pm Maria Gabriella Tavano, avevano portato il Gup di Bologna a rinviare a giudizio quattro ferraresi e un mantovano, tutti di età compresa tra i 38 e i 58 anni. Per loro i capi d’imputazione sono quelli di induzione e sfruttamento alla prostituzione minorile in concorso, produzione di materiale pedopornografico e sfruttamento della prostituzione.
Il relativo processo è iniziato presso il tribunale di Bologna. I cinque uomini dal 2002 al 2004 avrebbero costretto una ragazzina bolognese, all’epoca non ancora sedicenne, ad avere rapporti di gruppo con loro per poi avviarla, una volta divenuta maggiorenne, alla prostituzione portandola al limite della disperazione, tanto profonda da indurla a tentare il suicidio ingerendo farmaci scaduti.
La giovane, che aveva parlato di problemi economici in famiglia, aveva accettato di avere un rapporto sessuale in cambio di 50 euro con uno dei cinque, un ferrarese di 48 anni conosciuto sul web. Dopo il primo incontro lo sconosciuto le aveva prospettato la possibilità di ulteriori guadagni se avesse accettato di prostituirsi con altri suoi amici. Da quel momento per la ragazza sarebbe stato un crescente ciclo di violenze di gruppo protrattesi per anni e con più di un incontro a settimana. Il gruppo dei cinque si sarebbe in seguito allargato, ma la vittima, per paura dei suoi aguzzini che l’avrebbero terrorizzata con minacce, non ha parlato con nessuno della situazione fino al 2009, quando un ragazzo con cui aveva stretto una relazione sentimentale l’ha convinta a rivolgersi a una psicologa.
Proprio nel 2009 il sostegno di questo ragazzo e della psicologa l’hanno persuasa a rivolgersi alla polizia.
Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza, filtro, del processo. Il tribunale collegiale di Bologna, presieduto da Rita Zaccariello, dopo le prime eccezioni difensive – che hanno ribadito la totale estraneità ai fatti contestati ai propri assistiti – ha rinviato il processo al 30 settembre 2011. La ragazza, oggi 24enne, che abita nel Bolognese, si è costituita parte civile.
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