Cronaca
8 Dicembre 2010
Due testimonianze a favore per un giovane imputato di violenza sessuale, minacce e uccisione di animali

Denunciato di stupro per soldi

di Marco Zavagli | 2 min

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Avrebbe detto di essere stata vittima di abuso sessuale, minacce e avvelenamento dei suoi animali solo per denaro. È quanto ipotizza la difesa dell’imputato di un ragazzo di 20 anni (difeso dagli avvocati David Zanforlini e Sara Bruno) imputato per violenza sessuale, minacce e uccisione di animali dopo le ultime testimonianze prodotte ieri in aula.

I fatti risalgono al 2006, quando la presunta vittima, all’epoca 15enne, esce per una serata in compagnia insieme alla coppia, composta dall’imputato e da una amica di 16 anni. Prendono un gelato e poi vanno a casa del ragazzo per vedere un film in dvd. Seduti sul letto, davanti alla tv, lui improvvisamente avrebbe assunto un atteggiamento violento e l’avrebbe costretta minacciandola e dandole anche uno schiaffo a un rapporto orale di fronte all’amica. Le minacce sarebbero continuate anche dopo la violenza. Lui, per convincerla a tenere la bocca chiusa, le avrebbe avvelenato i tre cani che possedeva, per farle capire che alle sue parole potevano seguire i fatti.

Ieri in tribunale a Ferrara sono stati sentiti sei testi, tra cui i due consulenti, uno della procura e uno della difesa, che hanno esposto le proprie conclusioni sugli sms di minacce arrivati sul cellulare della ragazza. Entrambi hanno riferito che i messaggi provenivano probabilmente da una cabina telefonica ed è quindi impossibile risalire al mittente.

Sono state poi sentite le due donne che avevano scritto agli avvocati della difesa, ricostruendo la vicenda in modo diverso rispetto alla ricostruzione della vittima.  Davanti al tribunale collegiale (composto dai giudici Caruso, Giorgi, Attinà) ne hanno confermato il contenuto. Una do loro ha detto che la ragazza che ha denunciato la violenza sessuale era solita frequentare la propria figlia. In uno dei momenti in cui le due giovani si sono trovate a casa sua, avrebbe sentito la giovane raccontare di aver avuto un “incontro ravvicinato con l’imputato” e che lo avrebbe in seguito denunciato. Alla domanda del giudice sui motivi del gesto ha risposto: “per soldi”.

Nel corso dell’udienza è stata sentita la stessa minore (costituitasi parte civile tramite l’avvocato Riccardo Venturi), che ha confermato di conoscere la donna e di frequentarne la figlia.

L’udienza è stata rinviata alla prossima settimana per la discussione e la sentenza.

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