Cronaca
8 Dicembre 2010
Condanne fino a 7 anni per associazione a delinquere e truffa

Pene pesantissime per i mutui gonfiati

di Marco Zavagli | 3 min

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Pene pesantissime per i “mutui gonfiati”. Si è concluso con condanne fino a 7 anni il processo “Easy money”. Il giudice non ha fatto sconti per i quattro imputati accusati di aver creato un giro d’affari di diversi milioni di euro grazie alla concessione di mutui tarati su prezzi di acquisto di gran lunga più elevati rispetto al valore reale dell’immobile.

La truffa venne scoperta nel 2007 grazie alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Occhiobello e di Castelmassa e dalla Guardia di Finanza di Rovigo. Per quei fatti erano imputati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata a istituti di credito quattro persone (oltre a due già condannate in patteggiamento). Tra questi Claudio Albini, 45, di Ostellato, uomo chiave dell’organizzazione. L’uomo gestiva l’agenzia immobiliare Alba di piazzetta Combattenti di Ferrara. Da qui partiva la documentazione necessaria per il mutuo. Accanto a lui l’ex direttore di un’agenzia dello stesso istituto di credito truffato, la Bipop Carire di Bologna, Pierluigi Cortesi, 42 anni di Bologna, e Maira Pasquini, 51 anni, di Argelato (Bologna), manager della società di intermediazione finanziaria M&L di Bologna. Con loro c’è Edgardo Mistri, 60 anni, geometra originario di Portomaggiore ma residente a San Lazzaro, in provincia di Bologna.

I quattro trovavano compratori in cerca di una casa e li mettevano in contatto con l’istituto di credito che concedeva i mutui gonfiati. In poco meno di un anno sarebbero stati concessi mutui per 76 case. Le carte provenienti da Alba finivano nelle mani della società di intermediazione diretta da Maira Pasquini, convenzionata con la sede della Bibop Carire diretta da allora Cortesi, che – secondo l’accusa – avvallava i mutui dopo aver fatto stimare la maggior parte degli immobili da un perito esterno, Edgardo Mistri, che avrebbe gonfiato fino a 3 volte il relativo valore.

Il tribunale ha inflitto pene anche maggiori di quanto chiesto in fase di requisitori dalla pm Patrizia Castaldini. Albini, per il quale l’accusa aveva ha chiesto 5 anni, è stato condannato a 7 anni per associazione a delinquere e truffa. Entrambi i capi di imputazione sono stati riconosciuti anche alla Pasquini, condannata a 4 anni e 6 mesi contro i 3 chiesti dal pm.

A Cortesi è stata inflitta una pena di 3 anni e mezzo, mentre Mistri è stato condannato a 2 anni e 2 mesi (per loro è stata riconosciuta solo la truffa).

“Condanne fuori da ogni proporzione” si rammarica l’avvocato Carlo Alberto Campili, che difende Albini, che annuncia che “sicuramente ricorreremo in appello”. Ricorrerà anche Claudio Maruzzi che difende Cortesi: “non riusciamo davvero a spiegarci tali condanne; leggeremo le motivazioni ma è inevitabile il secondo grado”.

Il giudice ha condannato anche al pagamento di 5mila euro di provvisionale a favore di una inquilina che lamentava di non aver mai firmato per la concessione di un mutuo a suo nome. Parte civile era anche la Carire. Il danno nei suoi confronti verrà liquidato in sede civile.

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