
L'arresto di uno dei rapinatori a Comacchio
“Un’operazione condotta con successo e rapidamente: la più efficace arma di prevenzione del crimine”. Sono le parole del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Antonio Labianco, che ieri mattina ha incontrato la stampa per fare il punto sulle indagini che hanno portato all’arresto di tre pericolosi malviventi. Riscontri, testimonianze, osservazioni e pedinamenti, ma anche intercettazioni e tabulati telefonici: i carabinieri hanno messo in campo tutte le loro risorse per chiudere il cerchio dell’operazione Sali e tabacchi. Indagini lampo ma impegnative, che lo scorso 30 novembre hanno permesso di eseguire le ordinanze di custodia cautelare ordinata dal gip Monica Bighetti, su richiesta della pm Patrizia Castaldini nei confronti di due siciliani di 45 e 46 anni, residenti nel basso ferrarese, Rosario ‘Saro’ Salerno e Francesco ‘Filippo’ Di Raimondo, e di un 46enne napoletano, Sereno ‘Mario’ Quirino. Proprio gli occhi azzurri di quest’ultimo avrebbero facilitato le indagini dei carabinieri, poiché restavano impressi alle vittime e ai testimoni delle sue rapine. Oltre a questo indizio, l’ora tarda e il modus operandi dei tre avrebbe infine condotto i militari delle compagnie di Ferrara e Comacchio, coordinate dal maggiore Gabriele Gainelli e dal capitano Luca Nozza, a intrecciare le rispettive indagini.

- Una scena della rapina alla tabaccheria di Montalbano e la pistola usata
I tre uomini sono ora accusati di rapina a mano armata in concorso ai danni di un bar tabacchi a Montalbano (lo scorso 4 gennaio), con un bottino da 3mila euro, e di aver rapinato, ferendo alla testa con una mazza da baseball, un cittadino di Vigarano Pieve, lo scorso 15 febbraio. La vittima, tra l’altro, avrebbe riconosciuto il suo aggressore in Quirino, con cui aveva avuto rapporti di lavoro in passato. Non solo.
I due siciliani, Salerno e Di Raimondo, furono fermati lo scorso 10 aprile al casello di Ferrara sud con due pistole (due delle tre riscontrate nei video delle telecamere interne alle tabaccherie rapinate): la perquisizione della loro auto era scattata a seguito di alcune intercettazioni in cui riferivano di raggiungere il terzo uomo. Intercettazioni che avrebbero così permesso agli inquirenti di arrestarli per porto illegale di armi clandestine.

- Da sinistra Rosario Salerno, Francesco Di Raimondo, Sereno Quirino
L’accusa però non si ferma qui: tira in ballo anche la ricettazione in concorso, poiché i tre avrebbero infatti usato auto rubate per mettere a segno i loro colpi. Infine, come hanno riferito ieri gli inquirenti, i malviventi avrebbero attuato un proficuo piano di investimento dei proventi delle loro rapine: sarebbe emerso dalle intercettazioni effettuate tra febbraio e aprile. I tre avrebbero trafficato cocaina in diverse città del nord Italia, non solo a Ferrara.
“Forse questa è solo la punta dell’iceberg – ha dichiarato il comandante Labianco – data la potenzialità offensiva dei tre uomini. Le indagini continuano per accertare se siano coinvolti in altri episodi criminosi”. Questa è dunque una prima tranche dell’inchiesta Sali e tabacchi: nel frattempo, gli inquirenti fanno sapere che i tre sono indagati per altri due colpi a tabaccherie: una a Voghiera, il 19 dicembre 2009, per un bottino da circa 3mila euro e una a Comacchio, avvenuta il 14 gennaio, per un bottino da 1.500 euro.
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