Cronaca
2 Dicembre 2010
Ieri hanno parlato le difese chiedendo l’assoluzione per i quattro imputati

Mutui gonfiati, verso la sentenza

di Marco Zavagli | 3 min

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Si è conclusa ieri l’istruttoria dibattimentale del processo “Easy money”, che vede alla sbarra quattro persone per l’indagine sui presunti “mutui gonfiati” che interessò il territorio ferrarese tre anni fa.

Secondo l’accusa i quattro trovavano compratori in cerca di una casa e li mettevano in contatto con un istituto di credito che concedeva mutui tarati su un prezzo di acquisto di gran lunga più elevato rispetto al valore reale dell’immobile. Sarebbero così riusciti a creare così un giro d’affari di diversi milioni di euro che attraverso i prestiti finanziati dalla banca finivano nelle tasche dell’organizzazione.

Ma la presunta truffa venne scoperta nel 2007 dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Occhiobello e di Castelmassa e dalla Guardia di Finanza di Rovigo. Per quei fatti sono imputati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata a istituti di credito quattro persone.

Tra questi Claudio Albini, 45, di Ostellato, quello per il quale il pm ha chiesto la pena più elevata: 5 anni (3 anni per i coimputati, mentre altri due imputati hanno scelto il patteggiamento). Proprio Albini secondo la procura sarebbe stato un uomo chiave dell’organizzazione. L’uomo gestiva l’agenzia immobiliare Alba di piazzetta Combattenti di Ferrara. Da qui partiva la documentazione necessaria per il mutuo. Accanto a lui nomi insospettabili, come l’ex direttore di un’agenzia dello stesso istituto di credito che si presume truffato, la Bipop Carire di Bologna, Pierluigi Cortesi, 42 anni di Bologna, e Maira Pasquini, 51 anni, di Argelato (Bologna), manager della società di intermediazione finanziaria M&L di Bologna. Con loro c’è Edgardo Mistri, 60 anni, geometra originario di Portomaggiore ma residente a San Lazzaro, in provincia di Bologna.

In poco meno di un anno sarebbero stati concessi mutui per 76 case. Le carte provenienti da Alba finivano nelle mani della società di intermediazione diretta da Maira Pasquini, convenzionata con la sede della Bibop Carire diretta da allora Cortesi, che – secondo l’accusa – avvallava i mutui dopo aver fatto stimare la maggior parte degli immobili da un perito esterno, Edgardo Mistri, che avrebbe gonfiato fino a 3 volte il relativo valore.

Ieri nella sua arringa, l’avvocato Carlo Alberto Campili, che difende Albini, ha “chiesto l’assoluzione, perché le risultanze dibattimentali non provano senza alcuna ombra di dubbio la colpevolezza del mio assistito”. Per l’avvocato Claudio Maruzzi che difende Cortesi, invece, “non è plausibile l’ipotesi associativa, dal momento che non si riscontrano esigenze di tutela dell’ordine pubblico. Per quanto riguarda la presunta truffa, invece, visto che i mutui venivano pagati regolarmente, non si può riscontrare un danno patrimoniale, come invece presupporrebbe la fattispecie di reato in questione”.

Il giudice ha rinviato l’udienza al 7 dicembre per eventuali repliche della pm Patrizia Castaldini.

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