
Vittorio Volpi all'uscita del tribunale
Copparo. Si avvia verso la conclusione la fase dibattimentale del processo che vede l’intero cda del 2006 di Area a processo per abuso d’ufficio. Ieri in tribunale a Ferrara è stato sentito Arrigo Bellinazzo. L’ex dg ha spiegato i motivi che indussero il cda ad affidare per 3 milioni di euro ad una ditta di Berra una parte dei lavori relativi alla realizzazione del quinto lotto della discarica Crispa, a Jolanda di Savoia: “c’era urgenza di svolgere i lavori di ampliamento della discarica e quindi si è andati all’affidamento diretto”.
Ieri sono stati sentiti anche tre testi della difesa: Vannia Brina, dell’ufficio legale di Area, che ha confermato che la delibera venne discussa all’interno del cda; Marcello Rossi, responsabile amministrativo, che ha spiegato come fosse stata prospettata la relazione d’urgenza da parte del direttore generale e come due anni prima l’azienda si fosse trovata in una situazione analoga, che sfociò in un grosso danno economico per Area; e il titolare della ditta Pozzati di Berra, incaricata dei lavori di ampliamento del 5º lotto della discarica. “Mi venne prospettata l’urgenza dell’intervento – ha spiegato davanti al tribunale collegiale composto da Caruso, Rizzieri e Attinà) – perché i lavori di movimentazione del terreno andavano fatti entro l’estate e non in novembre”.
Nel pomeriggio ha accettato di parlare anche l’imputato numero uno, l’ex presidente Vittorio Volpi. Anche lui, di fronte alle domande del pm Nicola Proto, ha sostenuto che l’urgenza derivava dal fatto che, come mi fu detto, in 5 o 6 mesi si sarebbe esaurito l’impianto”. Per non subire una situazione come quella di due anni prima, “alla quale – precisa Volpi – riuscimmo a far fronte grazie alla vendita di terreni di nostra proprietà”, il presidente decise per l’affidamento diretto: “quando ci dissero che l’autorizzazione della Provincia, che ci era stata promessa entro il 2005 come compensazione per esserci accollati anche i rifiuti di Mesola e Migliaro, avrebbe subito dei ritardi, abbiamo optato per quella soluzione, che ci ha permesso di mantenere i conti in equilibrio e non dover costringere i sindaci soci ad alzare la tariffa della Tia”.
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