Provincia
19 Dicembre 2009
Caso delle lettere contro vertici Carice. Per il gup il fatto non sussiste

Assolti i “corvi di Cento”

di Marco Zavagli | 2 min

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00005357-originalCento. Il loro era passato alle cronache locali come il caso dei “veleni alla Caricento” o dei “Corvi di Cento”. Ora Marco Mattarelli, dipendente Caricento ed ex presidente dell’associazione ‘Amici della Cassa’, e Antonio Gallini Pirani, imprenditore di Casumaro socio della Caricento, possono tirare un sospiro di sollievo e tirarsi fuori dei bei sassolini dalla scarpa. Ieri sera il gup Monica Bighetti li ha assolti dall’accusa di calunnia perché «il fatto non sussiste».

Il reato, contestato loro dall’istituto di credito della città del Guercino, potrebbe però, a detta del giudice, essere derubricato in diffamazione semplice. Motivo per cui gli atti sono stati restituiti alla procura per il processo davanti al giudice di pace.

I fatti risalgono a qualche anno fa, quando i due imputati – difesi Pirani dall’avvocato Fabio Anselmo e Mattarelli da Pierfrancesco Perazzolo -vengono chiamati a rispondere di  calunnia e diffamazione nei confronti del gotha bancario centese. Era l’autunno del 2004 quando cominciarono a circolare missive con accuse, generiche e argomentate, su alcuni dirigenti ed amministratori della Caricento, lettere che furono inviate a organi della banca centese, ad autorità di controllo degli enti bancari e a personalità del mondo economico centese. Da qui sorse la querela nei confronti dei due imputati e nacque l’indagine svolta dalla pm Cinzia Apicella.

Nel mirino delle lettere c’erano alcuni vertici del mondo bancario centese, oggi costituiti parti civili. Si trattava di Alberto Pivetti (ex presidente Caricento, assistito dall’avvocato Filippo Sgubbi) e di Alberto Cilloni (ex dirigente Caricento e consigliere, assistito dal legale Alberto Bova).

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