“La disperazione è tangibile”. È con queste parole che l’Unità di Strada di Caritas descrive la situazione riscontrata anche nella mattinata di domenica 18 gennaio al Palapalestre, a poche ore dallo sgombero degli sfollati del Grattacielo
È un appello diretto alla “città solidale” quello lanciato da Domenico Bedin (Viale K), dopo la decisione di farsi carico dell’accoglienza degli sfollati del grattacielo dopo lo sgombero del Palapalestre
Sarà l’Associazione Viale K a farsi carico, almeno temporaneamente, dell’accoglienza di una parte degli sfollati del grattacielo che da domenica 18 gennaio dovranno lasciare il Palapalestre
Nonostante lo sgombero del Palapalestre previsto dal Comune per domenica 18 gennaio alle 15, gli sfollati della Torre B del Grattacielo confermano il presidio davanti alla struttura: “Il Comune deve trovare una soluzione per tutti e non solo per i più fragili”
Lo chiedono - con una pec inviata formalmente al prefetto Massimo Marchesiello e al sindaco Alan Fabbri - tutte le forze politiche di opposizione: a partire da La Comune di Ferrara (capofila), dal Partito Democratico al Movimento Cinque Stelle, fino alla Civica Anselmo
di Simone Pesci
29 maggio 2012, le 9.02 del mattino. Una data e un orario che rimarranno per sempre impressi nella memoria del popolo emiliano, che dopo il sisma di domenica 20 maggio ha dovuto subire la replica appena 9 giorni dopo.
Una scossa fortissima, che ha colpito ancora di più una popolazione che stava già tentando di rialzarsi. Le vittime, nel ferrarese e nelle province limitrofe, furono 23 e oggi, 6 anni dopo, alle 9.02, i campanari ferraresi, con la collaborazione della Curia Arcivescovile, hanno deciso di commemorare quella triste giornata facendo risuonare 23 volte le campane della Torre della Vittoria.
In seguito, si sono uditi i rintocchi del campanile del Duomo e di tutte le altri torre campanarie della città. Un modo per affermare come Ferrara, e l’Emilia, abbia saputo reagire con determinazione a uno degli eventi più tragici della storia di queste terre.
L’iniziativa, dal forte significato simbolico e di notevole impatto emotivo, fa parte delle iniziative di “6inpied!”, il calendario della celebrazioni ufficiali dei sei anni dal terremoto.
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