ven 11 Ago 2017 - 687 visite
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Credo nella Sinistra, non voterò mai Cinque Stelle

Faccio seguito all’articolo “Credevo alla sinistra, voterò Cinque Stelle” di “Faccio il Sovversivo” apparso su queste pagine il 10 Agosto 2017.

A ben guardare, la vita di una democrazia rappresentativa, come quella italiana, è molto semplice.

Si inizia sempre con uno “stato” in cui la popolazione è inferocita con il partito che in quel momento si trova al potere. La ragione dell’incazzatura è sempre la stessa: il partito in questione, qualunque esso sia, si è spacciato come partito “di sinistra”, cioè come partito “rivoluzionario” e come partito che sta “dalla parte del popolo”, ma poi, una volta raggiunto il potere, ha iniziato a fare gli interessi dei soliti potenti danneggiando il “popolo” in tutti i modi possibili.

A questo punto, ovviamente, tra la popolazione prende piede un nuovo partito che, per ovvie ragioni di immagine di solito si auto-descrive come “movimento – non partito – privo di qualunque connotazione politica”. Questo nuovo partito ha come unica ragione di esistere la sconfitta del partito al potere. Per essere più credibile, questo nuovo partito giura sulla tomba della propria madre che, una volta conquistato il potere, porterà al patibolo i traditori del partito precedente, abolirà i partiti ed abolirà il potere.

Ovviamente la popolazione inferocita vota questo nuovo partito e questo nuovo partito conquista il potere.

Altrettanto ovviamente, il giorno dopo aver conquistato il potere, il nuovo partito comincia a fare gli interessi dei soliti potenti (che sono gli unici in grado di pagare i suoi servizi) e si preoccupa solo di difendere le posizioni conquistate.

A questo punto, si ritorna all’inizio del percorso e si ricomincia a giocare. La popolazione è nuovamente inferocita ed un nuovo partito “anti-partiti” si profila all’orizzonte.

Se ci pensate bene, tutti i partiti che potete ricordare nella storia d’Italia (e del Mondo) hanno seguito questo percorso evolutivo. Negli ultimi anni lo hanno fatto prima Forza Italia di Silvio Berlusconi, proponendosi come alternativa alla DC ed al PSI, travolti da Tangentopoli, poi lo ha fatto la Lega Nord, proponendosi come alternativa alla Cassa per il Mezzogiorno, poi lo ha fatto il PD di Matteo Renzi, proponendosi come alternativa a Berlusconi ed a Salvini, poi la Lega Nord che si è proposta come alternativa al PD “buonista”. Ora lo fa il M5S proponendosi come alternativa a quel golpista antipatico di Matteo Renzi. Tutti i partiti che potete ricordare sono riusciti a raggiungere il potere solo presentandosi al pubblico come la sola possibile “vendetta” nei confronti di chi ha gestito il potere prima di loro.

Ovviamente, continuando a seguire questa logica, non si potrà mai avere un “buon governo”. Quando si è fortunati, ci si ritrova con dei disastrosi incompetenti, come il M5S a Roma. In altri casi ci si ritrova con dei veri delinquenti, come Lega Nord, Forza Italia ed Alleanza Nazionale ai tempi del regime di Silvio Berlusconi (quello delle olgettine… ve lo ricordate?), di Umberto Bossi (quello dei diamanti da investimento e del figlio “trota” laureato in Albania… ve lo ricordate?) e di Gianfranco Fini (l’unico “puro”, probabilmente).

Quando non si è fortunati, ci si ritrova con Benito Mussolini (ex-Socialista, poi fascista) ed Adolf Hitler (ex-paladino della Grande Germania, poi… Adolf Hitler). Sia zio Benito che zio Adolfo sono stati eletti democraticamente (ed entusiasticamente) dai popoli che hanno rovinato, ve lo ricordavate?

Questa è la ragione per cui, personalmente, voto da sempre per lo stesso partitino dell’estrema sinistra che, quando è al massimo del suo splendore, riesce a raccogliere soltanto il 2% dei voti. D’altra parte, non credo che le persone che mi assomigliano davvero possano essere più del 2% della popolazione. Quando questo partitino supererà la soglia del 5% e riuscirà ad entrare in parlamento (e quindi avrà la possibilità di fare dei danni), voterò per qualcosa di diverso.

In fondo, per i poveri mortali, come me e come voi, la politica – questa politica – può essere al massimo un hobby. Noi giochiamo con i soldatini per passare il tempo ma le guerre vere le combattono i soldati in carne ed ossa e le decisioni vere le prendono i soliti “colonnelli” che conosciamo bene. Non siamo “abilitati” a giocare sui tavoli degli adulti, coi soldi veri. È meglio rendersi conto dei propri limiti.

Tuttavia, c’è una cosa che dovete sapere: non è affatto vero, come diceva Winston Churchill, “che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.”

Sono state concepite (ed in alcuni casi persino sperimentate nella pratica) molte altre forme di governo nel corso della storia dell’Uomo e non tutte si sono dimostrate (in laboratorio o sul campo) peggiori della democrazia. In realtà, ci sono persino intere facoltà universitarie, dotate di decine di ricercatori, che si occupano proprio di questo tema: i dipartimenti di “Scienze Politiche”. Questi dipartimenti, oltre ad immettere sul mercato intere generazioni di disoccupati e sotto-occupati, hanno l’abitudine di immettere sul mercato anche grandi quantità di studi sul tema “forme di governo” e non tutti questi studi sono privi di interesse.

I difetti principali della democrazia sono ben noti agli “addetti ai lavori” e sono note da tempo varie soluzioni, alcune delle quali sono utilizzate nella pratica da millenni con notevole successo (ad esempio dalle SPA, dalle SRL e dalle Cooperative). Dato che questa è una “lettera al direttore” e non un trattato, mi limito a descrivere qui di seguito una sola coppia soluzione/problema come esempio. Per il resto, fate un giro in biblioteca a Scienze Politiche a Bologna.

Uno dei difetti della democrazia rappresentativa è che non si assume la responsabilità di attribuire il potere a nessuno. Si limita a scaricare il problema sulle spalle dell’elettorato. Questo ha l’effetto negativo di non eliminare le lotte per il potere che affliggono quasi tutti i sistemi. Come avrete notato, infatti, i nostri rappresentanti in parlamento hanno passato quasi tutta l’estate a discutere della legge elettorale (cioè della conservazione del loro potere personale) e non dei problemi del paese (e cioè dell’uso del potere di cui già dispongono). Questo è normale in un sistema dove alle prossime elezioni il potere deve essere nuovamente assegnato.

Non è difficile immaginare una soluzione. Una delle molte possibili è rappresentata da un sistema simile al nostro in cui i cittadini eleggono però il Governo, non i parlamentari, scegliendo la squadra che preferiscono tra le molte che riescono a candidarsi. Questo governo deve poi ottenere l’approvazione delle leggi da un parlamento che non è eletto ma sorteggiato. Sì, avete capito bene: sorteggiato. Un certo numero di persone sorteggiate a caso tra quelle che si sono candidate e che sono in possesso dei titoli per farlo: un diploma od una laurea, un certificato penale pulito e via dicendo.

In questo modo, il problema della riassegnazione del potere viene portato fuori dal parlamento semplicemente perché i parlamentari non hanno più nessun modo per difendere il potere che hanno momentaneamente conquistato, nè per sè stessi, nè per il partito di cui fanno parte. A questo punto, in parlamento si può finalmente discutere dei problemi del paese e non di quelli dei parlamentari. Saranno eventualmente i partiti a discutere fuori dal parlamento, in campagna elettorale, delle strategie migliori per riconquistare il potere con una squadra di Governo ed un programma credibili ma questo è esattamente quello che vogliamo tutti: una competizione tra i migliori, in campagna elettorale, per ottenere la squadra migliore.

Questo è solo un esempio. Lo scopo di questo esempio è chiarire un punto: quando vi raccontano che non esistono alternative a questo schifo, vi stanno prendendo per i fondelli. Le alternative esistono, molte di esse sono ben note agli “addetti ai lavori” ed alcune sono persino usate nella pratica da millenni (per esempio per governare le società di persone e di capitali, come ho già detto).

Per questo scopo varrebbe davvero la pena “lottare”: per ottenere un sistema di governo migliore di questa schifezza che ci trasciniamo dietro da anni. Fino a quando non sarà possibile votare su questi temi, francamente è meglio a continuare a giocare con i nostri soldatini di piombo.

Alessandro Bottoni

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