lun 15 Mag 2017 - 1657 visite
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Spal, le sconfitte 2 a 1 che portano fortuna

Carissimi Amici di Ferrara e le sue storie, in questo caso, di SPAL.. Oggi ve ne propongo una, che si rallaccia un po’ all’altra, di qualche tempo fa, (autobiografica di quando Muzzio ci regalò in Serie A.) Sono ricordi un po’ annebbiati a dire il vero, di un personaggio che mi piace etichettare come “Il Tifoso Ignoto”: “Giancarlin”. A nome dei tantissimi tifosi che purtroppo non ci sono più e non possono godersi questo “miracolo sportivo” che ci hanno regalato : La Società tutta, Semplici e soprattutto i Giocatori… grandissimi interpreti, bravi, bravi, bravi! Grazie. Maurizio.

 “Giancarlin” il…tifoso Ignoto!

20 Giugno 1965: Potenza SPAL 2 a 1, sconfitta e Serie A. 13 Maggio 2017: Ternana SPAL, 2 a 1, sconfitta e Serie A. Analogie storiche di due trionfi sportivi della SPAL. Vale la pena che vi racconti ciò che visse il mio amico, ultra tifoso “Giancarlin”, ché andò a Potenza in pullman. Mi raccontò di un viaggio allucinante, i torpedoni dell’epoca non avevano l’aria condizionata, solo ventilatori che distribuivano il calore , più ché rinfrescare. Si potevano aprire i finestrini, ma c’era sempre qualcuno che non gradiva la corrente d’aria creata da tale pensata. Arrampicarsi per strade impervie per conquistare lo stadio che avrebbe, con risultati un po’ concatenati, potuto realizzare, come quelli che sabato ci hanno regalato la Serie A.

Il Potenza, autentica bestia nera della SPAL in quanto vinse pure all’andata a Ferrara 3 a 2 con doppietta dello scatenato Boninsegna, che diventerà uno dei cannonieri più forti d’Italia e non solo. Segnarono Carrera e Bercellino II° per il Potenza e Bagnoli per la SPAL. La sconfitta di Potenza mise dubbi in testa agli “eroici” tifosi di quella allucinante, per certi versi, avventura. Non c’erano le comunicazioni attuali, nemmeno la radio di “Tutto il calcio minuto per minuto”sembrava avesse idee chiare, o forse trascurava la Serie B? In qualche bar durante qualcuna delle numerose soste, ci fu chi provò chiamare con telefono a gettoni, un amico giornalista: irreperibile, niente … nessuna certezza, nessuna notizia ufficiale una tortura!

Chilometri su chilometri di quello che poteva esser un ritorno trionfale, ma per la poca e imprecisa comunicazione del tempo, si rivelò come una lunga epopea di incertezza Si resero conto, all’arrivo a Ferrara, dalle bandiere, sventolanti nei bar della Città e da notizie dei parenti e amici, che li aspettavano da ore, che la SPAL era in A. Improvvisamente la stanchezza svanì, la “sbornia da trionfo” scoppiò all’improvviso . Serie A…Serie A… Serie A! “Giancarlin” era un personaggio straordinario, partì per la Germania nel dopoguerra, lavorò per un poco in una’industria automobilistica, ma poi, viste le condizioni bestiali a cui erano sottoposti i lavoratori, quasi tutti italiani meridionali, in baracche – lager, lasciò il posto sicuro e tornò nella sua Ferrara. Mi piace pensare che lo fece anche per stare vicino alla sua SPAL della quale era “tifoso saganato” da sempre. Sposò la figlia d’un noto,storico, ristoratore ferrarese.

Ci si dava appuntamento nel “curvino dalle assi di legno”, nella zona in alto, vicino alla tribuna, ove ci si trovava, mi raccontava le sue storie, compresa quella del “viaggio allucinante a Potenza”! Notai che negli anni aveva smesso di fumare le puzzolenti Alfa e ora si era dato alle più costose sigarette americane. Fumava molto, troppo. Per un lungo periodo non lo vidi allo stadio. Cosa assai inconsueta. Tornò pallido, smagrito. Mi raccontò, facendomi vedere un pacchetto delle sue amiche sigarette:- Védat Cicio, i m’à cavà uƞ palmóƞ, colpa ad quésti chì . Mò péna gnù fóra da l’suspdàl a j’ò tacà iƞcóra a fumàr, aƞ sóƞ brìśa bóƞ ad smétar…(guardando il campo mestamente,) st’altr’an mi la SPAL a la vdrò da lasù (e indicò il cielo.) Vedi Ciccio,(era il mio soprannome da ragazzino che ancora qualcuno mi appioppa,)mi hanno asportato un polmone, colpa di queste qui. Ma appena uscito dall’ospedale ho ricominciato a fumare, non riesco a smettere …(guardando il campo mestamente,) l’anno prossimo io la SPAL la vedrò di lassù (e indicò il cielo). Purtroppo mi aveva detto la verità, la domenica successiva non c’era. Non vide mai più, almeno dal “curvino dalle assi di legno”, la sua Beneamata.

Io lo ricordo con rimpianto, distintamente. Sono umili, sconosciuti ai più, individui incancellabili nella storia della storica tifoseria spallina. Io ho voluto ricordare con “Giancarlin” la schiera di tali personaggi, quelli che erano vicini a noi allo stadio, per anni, e che ora non ci sono più. Chissà se i numerosi “Giancarlin” sono da qualche parte e possono godersi, da lassù, come mi disse lui “quel maledetto giorno” nel “curvino dalle assi di legno”? Forse le nuvole e il cielo che ripetono i colori della SPAL sono bandieroni che sventolano i tantissimi tifosi “Giancarin”… è bello pensarlo, le favole,(come la SPAL in A,)a volte si avverano? Chissà!

 La SPAL arrivò terza e l’anno calcistico successivo, 65/66 , fino al 67/ 68, rimase in Serie A, per poi precipitare sempre più in basso negli anni fino all’”Era Colombarini” che ci ha riportato in quello che è uno dei più prestigiosi campionati di calcio del Mondo. Ciò Giancarliiiiin: a séƞ in AAAAAAA! J’ét cuƞtént? Al tò amigh Cìcio.

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