ven 5 Mag 2017 - 1679 visite
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Non c’è invasione, non c’è il complotto di Zuccaro, c’è solo propaganda razzista

di MAZZETTA

Dopo il testo di Leonardo Bianchi, proseguo la pubblicazione di testi di controinformazione – meglio sarebbe dire: di antidoti contro l’idiozia, il razzismo, l’odio on line, il rutto libero e la scoreggia razzista – sulla montatura a danno delle ONG che operano nel Mediterraneo. Che nel frattempo, ma che te lo dico a fare?, si sgonfia come un palloncino bucato. Il testo di oggi è del giornalista e blogger Mazzetta (che ringrazio per il permesso), proveniente dal suo blog Mazzetta. Ce la possiamo fare, che vi invito a frequentare.
Perché noi il razzismo non lo LODIAMO: L’ODIAMO, punto e basta! [g.d.m.]

L’improvviso tracimare sui media del Procuratore Capo di Catania ha riportato a galla uno dei cavalli di battaglia di Salvini e delle sue  cattive compagnie di destra, che da tempo sostengono l’esistenza di una «invasione» dall’Africa e accusano diversi soggetti, dai «buonisti» fino ai perfidi finanzieri non cristiani, d’esserne complici.

IL PROCURATORE COMPLOTTISTA

Le accuse lanciate e poi subito ritrattate da Zuccaro non sono niente di nuovo, visto che fanno altro che ricalcare la propaganda di destra degli ultimi anni. Nonostante gli immigrati che arrivano con i barconi siano solo una minima parte di quanti diversamente «sbarcano» nell’Unione Europea e nonostante tendano a non rimanere nel nostro paese, sono infatti loro il bersaglio preferito della canea xenofoba. Salvini e compagnia malata le hanno provate tutte, per anni hanno fatto terrorismo annunciando che con i barconi sarebbero arrivate terribili malattie, poi è stata la volta dei terroristi, e ovviamente non si sono risparmiati le accuse di complicità a quanti, istituzioni e no, hanno partecipato e sostenuto le operazioni di soccorso in mare. Ma con scarso successo, allarmi e accuse indimostrate erano finora rimaste confinate a lungo nel perimetro della destra meno presentabile. Poi qualche giorno fa l’improvvida uscita di Zuccaro le ha improvvisamente sdoganate, facendo sì che venissero adottate anche da esponenti di partiti (come il PD) e media che fino ad allora avevano respinto quelle illazioni come calunniose. Che in effetti, in mancanza di prove e della minima consistenza logica delle accuse, sono rimaste tali anche dopo le sparate di Zuccaro.

IL COMPLOTTO IMPOSSIBILE

Quelle di Zuccaro sono infatti illazioni che per di più appaiono poggiarsi proprio sulla nota propaganda della destra. Il Procuratore stesso ha detto che si tratta di «ipotesi» e di non avere prove sulle quali poggiarle, ma dove Zuccaro ha rivelato che le sue convinzioni derivano dalla lettura della peggiore tra la propaganda di destra è nella frase con la quale ha adombrato la possibilità che qualcuno (?) finanzi le ONG che soccorrono i migranti al fine di «destabilizzare» il nostro paese. Accusa che, se fosse minimamente plausibile, sarebbe gravissima e da verificare con urgenza, ma si tratta invece di una panzana chiaramente infondata. Il presunto complotto infatti si risolverebbe nel contributo «privato» all’opera di salvataggio condotta e diretta dalle autorità e dalla Marina italiana, che coordina e compie il grosso del lavoro nel Mediterraneo. Un contributo al quale c’è da sottrarre quello delle ONG più strutturate e note, che lo stesso Zuccaro assolve («su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire»). Resterebbe quindi solo l’operato di alcune ONG minori nel sospetto del procuratore di Catania, per di più limitato a quella parte delle loro operazioni di soccorso non coordinate con le autorità italiane. Davvero poca cosa per ammissione delle nostre stesse autorità, ma Zuccaro ha chiaramente raccolto l’idea dalla vulgata della propaganda di destra, quella che non ha difficoltà nell’identificare in George Soros l’oscura forza che finanzierebbe alcune (?) piccole ONG perché si facciano cavalli di Troia dell’invasione dell’Europa.

SALVINI COSTRETTO A RILANCIARE

L’improvviso attivarsi dei media mainstream e di esponenti di quasi tutto l’arco parlamentare, che si sono affollati a chiedere «chiarezza» per una vicenda che è già chiarissima da anni, ha peraltro avuto l’effetto evidente di costringere quelli come Salvini a rilanciare. E infatti sono bastate poche ore perché il leader della Lega annunciasse la presenza di armi e droga sui barconi, senza dimenticare l’ormai obbligatorio riferimento a Soros. Resta da vedere se il M5S sarà lesto nel seguire il leghista come lo è stato quando questi ha annunciato che i barconi portavano l’Ebola o quando Zuccaro ha lanciato i suoi sospetti sulle ONG, trovando subito esponenti pentastellati pronti a metterci del loro. Come Di Maio che ha accusato chi opera i soccorsi in mare di fare da taxi per gli invasori e poi ha provato a giustificarsi, mentendo, dicendo di aver preso il termine da un rapporto di Frontex, dove però non c’è. Strano servizio di taxi quello che lascia morire percentuali significative dei suoi clienti, ma si sa che per certa destra che i centri di detenzione sono alberghi e i migranti sono turisti ai quali forniamo comodi trasporti, vitto abbondante, alloggio dignitoso e pure 35 euro al giorno. L’interesse per chi affoga nel Mediterraneo è da quelle parti è visibilmente inferiore a quello riservato per un qualsiasi gattino vittima di un incidente stradale e non lo abbiamo scoperto di recente.

NON ESISTE ALCUNA INVASIONE

A monte di qualsiasi discorso bisogna comunque ricordare che l’allarme-invasione è comunque del tutto infondato e che non c’è nessuna invasione. Il nostro paese è tra quelli dell’Unione che ospitano meno persone nate all’estero e poi immigrate e la maggior parte di queste sono cittadini della stessa Unione o comunque europei. Gli immigrati in Europa sono inoltre in larghissima maggioranza cristiani, anche quelli che arrivano dall’Africa con i barconi. Nemmeno i numeri sull’immigrazione irregolare autorizzano a parlare d’invasione. Secondo il rapporto Clandestino (finanziato dalla UE e pubblicato nel 2009), nel 2008 nell’UE c’erano da 1,9 a 3,8 milioni d’immigrati con i documenti non in regola, in calo sul passato, meno dell’1% della popolazione. Lo stesso anno negli Stati Uniti (300 milioni d’abitanti) ce n’erano 11,3. Dopo il 2008 i flussi migratori verso l’Europa si sono peraltro ridotti a causa della crisi economica e solo la crisi siriana ne ha determinato un’impennata temporanea. L’invasione non c’è e l’immigrazione non è neppure «islamica», visto che gli immigrati di religione musulmana che arrivano in Europa sono circa un quinto del totale. Se poi per magia si chiudesse domani il passaggio dal Mediterraneo non cambierebbe assolutamente nulla, l’unico vantaggio sarebbe nel risparmio di vite umane, che non è esattamente il problema in cima alle preoccupazioni degli xenofobi e dei razzisti, che in questi anni hanno delirato persino dell’esistenza di un piano per la «sostituzione» degli europei con popolazioni immigrate. Tutte le volte che qualcuno usa il termine «sostituzione» allude infatti all’esistenza di complotto impossibile che avrebbe appunto come scopo la sostituzione degli europei con una popolazione d’immigrati. Perché sono più facili da sfruttare. Complotto impossibile anche perché di questo passo per sostituire gli europei i congiurati ci metterebbero qualche centinaio d’anni, necessitando comunque della complicità degli europei che nel frattempo dovrebbero riprodursi al minimo ed emigrare in forze. Non ci sono più i complotti di una volta, ma molti son di bocca buona quando si tratta di difendere e marcare il territorio e si fanno bastare la robaccia che passa il convento razzista.

OLTRE LA PROPAGANDA RAZZISTA

L’afflusso di persone via mare dall’Africa è sicuramente un problema politico più di quanto lo sia dal punto di vista pratico e dell’impegno delle risorse. Sono infatti questioni prevalentemente politiche quelle che impediscono l’istituzione di uno o più canali umanitari dall’Africa all’Europa e che hanno plasmato la situazione attuale in maniera tantoa assurda da offrire spazio ai deliri dei razzisti. Quelli che arrivano dall’Africa sono infatti una parte modesta di quantiche affluiscono nell’area UE e vorrebbero permanerci, a prescindere dal possesso dei titoli necessari per entrare e permanere, la maggior parte di questi infatti arriva a bordo di mezzi di linea provvista di visti per il turismo o lo studio e rimane al loro scadere. Quelli che scelgono di necessità la rotta del Mediterraneo e i barconi sono i disperati, quelli che fuggono dalle guerre, da paesi falliti o da tirannie alle quali richiedere il visto sarebbe impossibile o troppo pericoloso. La maggior parte di questi si sobbarca così viaggi lunghissimi quanto pericolosi, quasi tutti attraversano il Sahara, nei quali la traversata sui barconi è solo l’ultima tappa. Nonostante le numerose evidenze in proposito è proprio su questi che si è abbatte e si è abbattuta la propaganda razzista, che da anni si prodiga nella proposta «soluzioni» impossibili quanto inumane al problema degli sbarchi. Soluzioni del tutto indifferenti alle sofferenze dei migranti e spesso rozze e brutali come la cultura dalle quali emergono. Soluzioni che hanno come comun denominatore lo stop all’immigrazione, sian quelle dei razzisti più lontani dall’umanità che propongono di sparare ai barconi, sia quella del governo che cerca qualcuno che faccia il lavoro sporco in sua vece, fermando e trattenendo i migranti in qualche lager libico sponsorizzato dall’Europa. Un accordo simile a quello raggiunto dall’Unione con la Turchia che si è accollata 2 milioni di siriani, ma che la Libia non sembra per niente attrezzata ad onorare. Un accordo sulla pelle dei migranti, impediti nel loro sacrosanto diritto di cercare una vita migliore o asilo nei paesi d’elezione, ma anche un accordo che ha visto l’Europa pagare per frenare gli arrivi e placare così l’isteria xenofoba scatenata dalle immagini dell’esodo dei siriani che cercavano una strada per l’Europa. Isteria alla quale molti governi europei hanno risposto costruendo muri e rifiutando l’accoglienza dei profughi, strategia non disponibile per i paesi che come l’Italia sono in prima linea e dotati di un confine marittimo che non si può murare.

SDOGANARE L’ODIO E LA CALUNNIA

Piegate dalla propaganda razzista, l’Italia e l’Europa hanno così preferito investire in costose quanto pericolose operazioni di salvataggio invece aprire un corridoio umanitario che avrebbe risolto alla radice sia i problemi di sicurezza che stroncato le aspirazioni dei «mercanti d’uomini» che riempiono i gommoni di disperati. Una soluzione più umana, più giusta e più economica che non può essere adottata a causa dell’opposizione ideologica delle destre xenofobe. Destre che a questo punto hanno preso di mira i soccorsi in mare, prima accusandoli di incentivare i passaggi con la loro stessa presenza (la teoria del Pull Factor che sembra fatta apposta per oscurare l’esistenza dei Push Factors) e ora, per quel che riguarda alcune ONG, addirittura di complicità con i trafficanti e con forze che vogliono destabilizzare l’Italia e l’Europa.
Sono quelli che definiscono «buonisti» quanti invocano il rispetto della della vita e dei diritti umani dei migranti, quelli che vedono i barconi pieni di musulmani che possono essere solo «terroristi» o «parassiti», quelli che a ogni naufragio lasciano trasparire una malcelata soddisfazione sulle reti sociali e che si esprimono in una lingua tutta loro, fatta di termini che accendono immediatamente la platea razzista. Invasione, sostituzione, buonista, sono termini della neolingua razzista, vere e proprie parole d’ordine, che non hanno corrispondenti nel mondo reale, ma che nella realtà alternativa della propaganda xenofoba ( quella delle fake news e degli alternative facts) colpiscono immediatamente l’attenzione e la fantasia dei destinatari, eccitandone la reazione brutale quanto poco mediata. Una reazione insorta con grande evidenze anche dopo le parole di Zuccaro, quando persino l’UNICEF, che di certo non trasporta i migranti, ma che si occupa di protezione dell’infanzia, è stata investita da una canea di persone infuriate per il semplice fatto d’essere impegnata anche nel soccorso dei minori che arrivano con i barconi. Differenze che non importano ai razzisti, una volta poste sul banco degli accusati «le ONG» si è aperta la caccia all’ONG «complice» dei migranti, quale che sia il suo ruolo e il suo status. Lo stesso odio e lo stesso livore riversato al tempo su Giuliana Sgrena, sulle due simone, su Laura Boldrini o Cecile Kyenge, l’odio riservato a chiunque abbia l’ardire di ricordare che i migranti sono prima di tutto esseri umani e, come tali, portatori di diritti universali che il nostro paese riconosce e che i nostri cittadini dovrebbero essere orgogliosi di poter garantire. Chi riconosce che i migranti sono esseri umani titolari di diritto, come peraltro affermano anche le nostre leggi, diventa così un buonista, un complice degli scafisti o, quando va bene, uno pagato per assecondare un afflusso di parassiti nel nostro paese. Per il razzista medio e per l’estremista di destra infatti i volontari umanitari sono sempre animati da secondi fini e quando non sono volontari, ma pagati, sono complici di politiche malvagie che si arricchiscono con i nostri soldi, anche se le ONG sono private e tali sono anche i fondi che le finanziano.

TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE

Ben pochi paiono riconoscere ai migranti quei diritti, su tutti quello alla vita, per garantire i quali l’Europa e l’Italia hanno da anni varato operazioni di soccorso nel Mediterraneo, costituendo un coordinamento unico affidato al nostro paese e organizzando i soccorsi in mare con le navi della nostra Marina e di quelle di altri paesi e, infine, quelle delle ONG intervenute a tamponare le falle lasciate nel dispositivo dal ritiro del naviglio di alcuni paesi europei prima presenti. Soccorsi dei quali si sa tutto, un fenomeno sul quale da anni la magistratura svolge indagini volte a contrastare l’attività degli scafisti, soccorsi che non avevano mai sollevato accuse di complicità o di partecipazione a oscuri complotti, se non nelle parole di qualche esagitato politico di destra. Ora all’improvviso fa scandalo che i soccorsi avvengano nelle acque libiche, spuntano quelli che chiedono perché i migranti non si possano rifilare alla piccola Malta e quelli che non sono razzisti, ma che non hanno nessuna difficoltà a lasciare al mare il compito di sfoltire l’ondata migratoria.  Soccorsi e identificazioni che paradossalmente invece rendono i migranti che arrivano con i barconi dall’Africa i meno «clandestini» di tutti. Per niente clandestini, visto che sono censiti, identificati e dotati di documenti d’identità e per niente «invasori» visto che 100/200.000 persone all’anno non sono sufficienti a interpretare l’invasione di una federazione con 500 milioni d’abitanti e nemmeno dell’Italia, che da sola ne conta comunque 60 e che per di più esibisce un saldo migratorio clamorosamente negativo, dimostrandosi incapace di trattenere i suoi giovani, ma anche i derelitti africani che sbarcano in Italia in cerca di fortuna e che poi la vanno a trovare altrove. Strano paese quello disprezzato persino dai migranti africani, che invece di preoccuparsi dei motivi di questo scarso appeal preferisce consumare il suo tempo discutendo di un’invasione che non c’è.

Una mappa dei Push Factor africani, via OMS.

I RAZZISTI CONQUISTANO IL MAINSTREAM

La strategia razzista è semplice quanto brutale e si risolve sempre e comunque nella criminalizzazione dei migranti e di quanti, siano istituzioni o privati, sono impegnati ad assisterli o semplicemente a gestirli. I migranti e i richiedenti asilo si respingono, dalle coste come dai piccoli paesi nei quali il governo cerca di distribuirli. Gli immigrati non piacciono agli «italiani brava gente», quelli che non sono razzisti, ma che ce li fanno diventare gli immigrati. Per questo il lancio delle «ipotesi» accusatorie da parte di Zuccaro pare un atto estremamente irresponsabile, un atto peraltro stimolato dalla stessa propaganda di stampo razzista-complottista, nella quale il procuratore di Catania sembra aver tratto ispirazione per formulare la sua incredibile ipotesi di un complotto per destabilizzare l’Italia, facilitando il passaggio sulle nostre sponde d’appena qualche migliaio di migranti all’anno. Per questo stesso motivo appare ancora più irresponsabile il comportamento dei principali quotidiani e dei politici del campo progressista, che invece di respingere al mittente i vaneggiamenti indimostrati di Zuccaro hanno pensato bene assecondarli e fornirli di una dignità che non meritano. Così le ipotesi di Zuccaro sono diventate per molti la prova provata del complotto o, al minimo, di una complicità tra scafisti e «ONG» all’ingrosso. Anche se lo stesso Zuccaro ha detto esplicitamente che la gran parte di queste sono al di sopra di ogni sospetto, per il razzista medio le parole di Zuccaro bastano e avanzano come segnale per aprire le gabbie e ricoprire d’insulti quelle organizzazioni e gli operatori umanitari che si occupano d’assistere i bisognosi. Siamo arrivati così alla diffamazione dei soccorritori e alla denuncia del soccorso come malvagio espediente per favorire l’invasione che non c’è, il tutto con il sostegno di numerosi parlamentari provenienti da quasi tutto l’arco costituzionale e dalle maggiori testate. Uno spettacolo indegno d’un paese civile, benzina per i roghi dei razzisti che in tutta Europa attaccano migranti e rifugiati, un tumore che s’insinua a minare principi sacri per la nostra Costituzione e le leggi internazionali, un’infezione che dilaga grazie alla complicità dei media mainstream e di quei partiti che dovrebbero avere nel loro DNA la difesa di quelle norme che ci elevano dalla barbarie, la difesa dei diritti umani, la conquista dei quali è costata tanto sangue e sacrifici all’umanità.

C’è il dilagare del razzismo e dei razzisti alle porte, non sono i migranti che minacciano la nostra civiltà, la minaccia alla nostra civiltà viene dal di dentro. Non c’è alcuna invasione, i barbari sono sempre stati tra di noi.

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