dom 30 Apr 2017 - 1493 visite
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La caccia alle streghe contro le Ong che salvano i migranti in mare

di LEONARDO BIANCHI

Pubblico qui un testo scritto da Leonardo Bianchi (che ringrazio per avermelo permesso) sulla sua pagina facebook sulla caccia alle streghe scatenata da alcuni sciacalli contro le ONG che operano per salvare vite umane nel Mediterraneo, e che riassume un articolo più lungo e informato, che invito a leggere, pubblicato dallo stesso giornalista su vice.com: “Cosa c’è dietro la caccia alle streghe contro le Ong che salvano i migranti in mare” (28 aprile, qui).

Da diversi giorni, politici, media e magistrati vanno in giro a dire cose gravissime contro le Ong che fanno salvataggi in mare. Il tutto senza dati concreti, ovviamente; ma solo con accuse vaghe (Gianni Riotta, sempre lucido, ha parlato di “pirateria a fin di bene”) e illazioni vicine al complottismo più spinto.
Il caso più eclatante è quello del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. Nonostante risulti aperta un’“indagine conoscitiva” (senza indagati e senza reati), il pm è in televisione un giorno sì e l’altro pure a dire cose del genere: “Alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi (http://bit.ly/2qip3zI)”.

Lo stesso Zuccaro, però, ha detto che:

di prove si può parlare soltanto a fronte di conoscenze che possano essere utilizzate processualmente e queste al momento mancano.

Tradotto, questo significa che – per ora – tutto quello che abbiamo è: il nulla.
Insomma, siamo a un grado di separazione dal Piano Kalergi.

Non a caso, queste presunte collusioni per “invaderci” e “destabilizzare l’economia” sono state smentite – tra gli altri – dalla Guardia di Finanza e dal vicepresidente della Commissione UE, che al momento non mi risultano essere dei burattini di Soros.
L’ammiraglio Enrico Credendino (comandante della missione Sophia-EUNAVFORMED, quindi non esattamente un apostolo della sostituzione etnica), ha inoltre detto che i salvataggi nel Mediterraneo non costituiscono un “pull factor”, cioè un fattore d’attrazione.
Ma poco importa. A forza di gettare fango, Di Maio può continuare a blaterare di “taxi del mediterraneo” e “ong finanziate dagli scafisti”; il PD può urlare alla “svolta razzista” del M5S (salvo dimenticare che alcuni suoi esponenti hanno a loro volta attaccato le Ong); e i media possono riempire pagine e pagine con “rivelazioni” esplosive e profili sulle stranezze dei “signori immigrati” a capo delle Ong.

Ora, è fin troppo evidente la finalità di questa caccia alla streghe: far sparire quelle imbarcazioni di soccorso dal Mediterraneo.
Eppure, dovrebbe essere ben chiare le possibili conseguenze di questo disimpegno – che avverebbe in un contesto dove la SAR libica non esiste più, e le operazioni di salvataggio in mare si sono drasticamente ridotte per una precisa scelta politica presa a livello europeo.

Scrive Emilio Drudi su ADIF – Associazione Diritti e Frontiere:

Le più immediate sono almeno due. La prima, la più grave ed evidente, è che aumenteranno le sofferenze e le vittime, esattamente come è avvenuto dopo la ‘chiusura’ di Mare Nostrum. […] La seconda è che, allontanando le Ong, si toglieranno di mezzo testimoni scomodi di quanto si sta verificando in mare e, di riflesso, anche in Libia e in Africa: testimoni che specie negli ultimi mesi hanno documentato gravissimi episodi di violenza di cui si è resa protagonista la Guardia Costiera libica. Quella Guardia Costiera alla quale l’Italia e l’Europa vogliono affidare il compito di “gendarme del Mediterraneo.
Tutto questo è più che noto a Roma come a Bruxelles. C’è da chiedersi, allora, a chi giovi.

Per finire, qui una breve rassegna di pezzi utili a fare un po’ di chiarezza nel marasma disinformativo esploso nelle ultime settimane:
Colpire le ONG per attaccare i salvataggi in mare
Perché danno fastidio le Ong che salvano i migranti in mare?
Proactiva Open Arms “Nulla da nascondere, noi salviamo vite, quello che dovrebbe fare l’Europa”
Soccorsi in mare tra macchina del fango e riconoscimenti internazionali
Perché le ong che salvano vite nel Mediterraneo sono sotto attacco
Cosa abbiamo visto in 15 giorni a bordo di una nave che salva i migranti nel Mediterraneo

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