Politica
14 Dicembre 2016
Chiude la società creata da Sateriale nel 2007 per la riqualificazione del Palaspecchi e dell'ex Amga

Il Comune mette in liquidazione la Stu Immobiliare

di Daniele Oppo | 5 min

Leggi anche

Party abusivo con 450 giovani, stop della Finanza e dei Vigili del Fuoco

Un evento musicale a pagamento, organizzato e pubblicizzato sui social come una vera e propria festa aperta al pubblico, è stato interrotto dalla Guardia di Finanza e dai Vigili del Fuoco di Ferrara al termine di un controllo congiunto che ha fatto emergere gravi irregolarità sotto il profilo autorizzativo, fiscale e della sicurezza

Dopo quasi dieci anni di servizio l’Amministrazione comunale ‘spegne’ la Stu Immobiliare, società nata sotto Sateriale nel 2007 per la riqualificazione urbana, mettendola in liquidazione.

La delibera presentata in commissione martedì pomeriggio dall’assessore al Bilancio Luca Vaccari dovrà prima passare il vaglio del Consiglio comunale, ma difficilmente non otterrà i voti della maggioranza (si vota anche sull’adeguamento degli statuti della partecipate alla legge Madia).

La società di trasformazione urbana (abbreviato in Stu) fondata dal Comune ufficialmente nell’ottobre del 2007 – sotto la guida del sindaco Gaetano Sateriale – con capitale sociale di 120mila euro, aveva l’obiettivo ambizioso di riqualificare due luoghi simbolo: il Palaspecchi e l’area ex Mof-Darsena. Poi l’ambito di operatività venne allargato negli anni successivi all’Amga di via Bologna e all’area Stazione-Grattacielo. Proprietà divisa in due: il pacchetto di maggioranza alla Holding Ferrara Servizi (che è una controllata del Comune) e una quota residuale direttamente al Comune. Nel 2010 – sindaco Tiziano Tagliani – con una delibera di Giunta la Stu venne finanziata con un fondo da 500mila euro. L’ultimo dato pubblicato nell’apposita sezione del sito del Comune riporta un capitale sociale di 230mila euro, diviso tra i soliti due soci: il Comune di Ferrara con quota pari a 99.200 euro e Holding Ferrara Servizi Srl con quota pari a 130.800 euro. L’ultimo bilancio è stato chiuso ad aprile di quest’anno in sostanziale pareggio. Ad oggi conta un solo dipendente a tempo determinato, il cui contratto è in scadenza a fine anno.

Per il Comune gli obiettivi sono stati raggiunti. Questo tipo di società spuntarono come funghi negli anni Duemila grazie al dlgs 2567/2000, ma storicamente non hanno avuto molta fortuna. Oggi il Comune di Ferrara vede invece il bicchiere mezzo pieno e ritiene che “si [sia] completato l’apporto progettuale propedeutico all’approvazione degli strumenti urbanistici (Piani di Recupero di iniziativa Pubblica) di tutti i comparti e aree di intervento affidate alla Società” e che dunque al termine del 2016 “si saranno raggiunti gli scopi che l’Amministrazione Comunale aveva inteso sviluppare attraverso la Società”, intesa “unicamente come strumento di progettazione e definizione degli interventi da definire in alcuni comparti ritenute aree strategiche per eccellenza rispetto alla più ampia strategia pianificatoria del Comune di Ferrara”.

Questa è anche la lettura data da Vaccari in commissione, che ha fatto storcere un po’ il naso a Vittorio Anselmi, consigliere di Forza Italia: “Qualcosa l’ha fatto con il progetto stazione-grattacielo e in parte per l’ex Mof, ma la Stu nasce per risolvere i famosi problemi del Palaspecchi ed ex Amga e qui, al di là della progettazione, non è stato fatto granché. Anche il progetto Darsena ormai è fermo. Insomma, in dieci anni non è che abbia prodotto chissà cosa”.

E a guardare i compiti della Stu è difficile dare completamente torto ad Anselmi, perché la società non doveva occuparsi solo di progettare – come invece sembra suggerire l’Amministrazione comunale -, ma anche di ricercare e selezionare i soci privati e, infine, attuare l’intervento di riqualificazione. Non che non ci siano state azioni in tal senso, ma i risultati forse non sono stati all’altezza delle iniziali aspettative: ad esempio, tutti gli interventi oggi in ballo prevedono una più che robusta partecipazione pubblica (o para-pubblica come nel caso del Palaspecchi), senza la quale si sarebbe con tutta probabilità al punto di partenza.

Le aree di intervento della Stu Immobiliare sono passate da due a quattro nel corso degli anni. Le esaminiamo rapidamente.

Il Palaspecchi. L’operazione Palaspecchi non è mai andata in porto come le recenti cronache testimoniano, ma nel 2011 un tentativo – che allora sembrava più che promettente – venne fatto con la stipula di un accordo con Ferrara 2007 (Paristalia, proprietaria dell’immobile) per la “realizzazione del piano di recupero del comparto”. Nel 2013 si ebbe il seguito: la convenzione per l’attuazione del piano. L’ultimo atto è stata la cessione del progetto di recupero proprio a Ferrara 2007 per ben 110mila euro. Ma qui tutto si interrompe di fatto, con l’intervento di Cdp e del suo progetto di housing sociale che ancora stenta a partire.

L’area ex Amga. Anche qui oltre alla progettazione del piano di recupero e del masterplan dell’area, i risultati concreti sul versante della riqualificazione non si sono visti granché, anche se è vero che è intervenuta la scure del terremoto nel 2012. Il Comune la ritiene oggi “area di particolare interesse per il mercato” e dunque l’ha inserita nel piano alienazioni 2017: “Da un’indagine di mercato – si legge nella delibera presentata da Vaccari – risulta di particolare interesse, nonostante la forte crisi che sta attraversando da diversi anni il mercato immobiliare delle costruzioni”. Di fatto sarà il mercato a deciderne le sorti e la futura riqualificazione, magari col vantaggio di poter cedere il progetto a terzi.

Il comparto ex Mof-Darsena. La Stu si è occupata di elaborare il masterplan, il progetto di riqualificazione, ma nel 2015 è intervenuto l’accordo con il Demanio, l’Agenzia delle Entrate, i ministeri della Difesa, Interno, Istruzione, e Beni culturali e la regione per l’attuazione del programma di “valorizzazione sostenibile delle aree e degli immobili pubblici di eccellenza della città di Ferrara”. L’area è stata recentemente candidata al bando “periferie” per un importo complessivo di 18 milioni di euro. “Sarebbe un bel colpo”, commenta Vaccari.

L’area stazione-grattacielo. L’ultima arrivata tra le competenze della Stu è l’area della stazione-grattacielo. In questo caso nel giugno 2014 la società riuscì a definire con la società Fs Sistemi Urbani (di proprietà delle Ferrovie dello Stato) un protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’area. Nell’ottobre dell’anno successivo l’area stazione-grattacielo venne inclusa nel pacchetto della super convenzione tra Comune-Ministeri-Agenzie e Regione. Proprio la Regione ha previsto un finanziamento di 3milioni di euro e il Comune l’ha candidata al bando ministeriale per la riqualificazione delle aree degradate, approvando nel novembre 2015 il masterplan e poi il progetto preliminare.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com