Cronaca
6 Luglio 2016

Parcelle ‘esose’: commercialista a processo

di Redazione | 2 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

IMG_20150814_124513300 [1173018]Continua il braccio di ferro giudiziario tra Andrea Carletti e l’imprenditore Filippo Dianti, che ha denunciato il proprio ex commercialista che non gli avrebbe restituito, come disposto dal tribunale civile, un risarcimento da ben 750mila euro.

Durante l’ultima udienza il pm Alberto Savino ha chiesto di precisare l’imputazione verso Carletti e il figlio Luca – a processo insieme al padre -, sottolineando come le eventuali mosse illecite del commercialista possano aver avuto luogo anche prima della sua condanna civile, e proprio per prevenirne gli effetti.

Carletti infatti afferma di essersi trovato nell’impossibilità di risarcire Dianti, che aveva vinto una causa civile per il rimborso delle ‘esose’ parcelle accumulate negli anni dal professionista. I rapporti tra lo studio Carletti e la coppia di ex clienti si interrompono nel 2009, dopo 13 anni di collaborazione, a causa degli importi richiesti dal professionista. Carletti viene anche indagato sul piano penale per truffa, ma l’inchiesta si concluderà con un’archiviazione. Su un binario separato proseguiva però il processo civile che si concluderà nel maggio 2013 con la condanna al maxi-risarcimento.

Nei due anni precedenti, secondo l’accusa, Carletti si sarebbe privato del proprio patrimonio in favore del figlio, attraverso una serie di operazioni distinte: un aumento di capitale a fine 2011 alla propria società immobiliare (che viene anche trasformata da sas a srl) attraverso il conferimento di immobili per 1,5 milioni di euro che erano intestati alla sua ‘persona fisica’, e poi la cessione di tutta la società al figlio.

Operazioni ricostruite dal consulente tecnico del pm Savino, che sostiene come i beni della Srl, dopo il passaggio di proprietà, non possano più essere aggrediti dai creditori del suo ex titolare. Carletti motiva la cessione per questioni di incompatibilità tra il ruolo di commercialista e quello di titolare di una società immobiliare.

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