Perché oggi il Sant’Anna chiede 5,50 euro per i parcheggi davanti all’ospedale? Ma soprattutto: Prog.Este ha davvero titolo per incassare dalla sosta dei pazienti e dei loro amici e famigliari?
Su questo – sfortunatamente – non vi è alcun dubbio: nella prima pagina del contratto di concessione della progettazione definitiva ed esecutiva del nuovo ospedale (11 marzo 2006) si legge chiaramente che Prog.Este viene incaricata non solo della realizzazione dell’opera, ma anche della “gestione dei servizi di supporto alle attività assistenziali e dei servizi commerciali compatibili”, tra cui rientrano spazi commerciali, ristorante e self-service, distributori automatici, foresteria, supporto alberghiero per reparti a pagamento (mai attivato), asili nido e, appunto, anche i parcheggi a pagamento.
Rimane da chiarire come mai due delle fonti di guadagno – supporto alberghiero e parcheggi a pagamento – su cui Prog.Este aveva basato il proprio Pef (piano economico-finanziario) non siano mai entrate in funzione. Ma i motivi, per quanto a nostra conoscenza, non sono mai stati tradotti in un atto formale da parte dell’ex direttore generale del Sant’Anna Gabriele Rinaldi, in carica all’epoca del trasloco da corso Giovecca.

L’ex dg del Sant’Anna Gabriele Rinaldi
Del resto anche le sue dichiarazioni sull’argomento si contano sulla punta delle dita: l’8 maggio 2013 (un anno dopo il trasloco) rispondendo alle domande della stampa sui parcheggi Rinaldi dichiarò: “Per ora resta tutto così“. Quasi un anno prima, nell’agosto 2012, era stata la Uil-Fpl a chieder lumi sui servizi in capo a Prog.Este: Rinaldi rispose scrivendo che “il contratto è stato sottoscritto il 7/11/2006 e, per la gestione dei servizi, ha efficacia dall’attivazione dell’ospedale. È prevista la stipula di accordi di attuazione per le singole discipline, in corso di elaborazione”.
Questi accordi sono denominati Atages (abbreviazione contrattuale per Atti aggiuntivi esecutivi, ndr): nel contratto del 2006 si legge che “saranno fra le parti concordati prima dell’avvio di ciascuna attività ivi puntualmente disciplinata” e che “tali adempimenti dovranno perfezionarsi indicativamente entro e non oltre la data di decorrenza del semestre antecedente la fine dei lavori“. Ma quando Rinaldi scrive che gli accordi sono “in corso di elaborazione” sono passati almeno quattro mesi dal trasloco da corso Giovecca a Cona: ben oltre il termine indicato dal contratto.
Veniamo al presente: in questi giorni l’attuale dg dell’azienda Sant’Anna, Tiziano Carradori, si ‘accorge’ del fatto che gli stalli a pagamento erano previsti negli articoli del capitolato dell’appalto. Dettaglio che ovviamente non era passato inosservato a Prog.Este, che nel frattempo ha continuato a emettere fatture per i mancati incassi dei parcheggi relative agli anni 2014 e 2015: 745.511 euro iva esclusa includendo le fatture LA201400052, LA201400205, LA1500077-2015, 1550087-2015.

L’attuale dg Tiziano Carradori
Ma forse nemmeno l’azienda ospedaliera si era davvero dimenticata di quelle carte, visto che le fatture in questione rientrano nei conteggi con cui il gruppo di lavoro nominato nel dicembre scorso da Carradori (per modificare alcune condizioni del piano economico finanziario tra Azienda ospedaliera e Prog.Este) è arrivato alla proposta di accordo transattivo da 6,2 milioni di euro avanzata dal Sant’Anna al consorzio, che includeva una tregua anche per altri e assai dispendiosi casi: i 5,3 milioni da versare al consorzio dopo la sconfitta nella maxi-causa civile, la mancata attivazione del supporto alberghiero nei reparti a pagamento (circa altri 800mila euro) e l’episodio della fuoriuscita di liquami dal solaio del pronto soccorso nel marzo 2013 (solo per questa vicenda Progeste chiedeva ben 12 milioni al Sant’Anna per danni di immagine, contro i sei milioni che pretesi a sua volta e per gli stessi motivi dall’azienda ospedaliera).
In caso di buon esito della transazione, ecco la prima conclusione: i mancati incassi per i parcheggi relativi agli anni 2014 e 2015 verranno pagati dalla collettività. Così come, vedremo, anche parte di quelli futuri.
Se le pressioni dalla politica e dalla società saranno sufficienti, per gli utenti dell’ospedale potranno infatti essere calcolate tariffe a prezzi agevolati. Ma questo non cambia di una virgola i conteggi del piano economico-finanziario di Prog.Este, che dagli stalli puntava a un incasso di circa 900mila euro all’anno (da rivalutare secondo gli indici Istat). Ovvero: se per effetto delle tariffe agevolate il consorzio non riuscirà ad arrivare a quella cifra, sarà l’azienda ospedaliera a versare il resto al consorzio (contrattando poi i piani di rientro con la Regione, cioè con la collettività).

L’ospedale di riabilitazione San Giorgio
Ma Prog.Este, come stiamo per scoprire, ha un altro asso nella manica per rientrare del proprio investimento. L’ultimo tassello di questo puzzle viene fornito dalla delibera del 2 febbraio (che trovate in fondo all’articolo) pubblicata dal S. Anna sull’ospedale di riabilitazione San Giorgio, ‘costola’ dell’azienda sanitaria di cui è stato annunciato il trasloco a Cona. Dove? In alcuni degli spazi commerciali affidati per 30 anni a Prog.Este attraverso la formula del project financing: foresteria, negozi, asilo-nido e baby parking, situati tra il piano terra e il primo piano dell’ospedale. L’operazione si presenta come un grande affare per l’azienda pubblica, che in via della Fiera paga un canone di affitto annuale di 412mila euro e che nei locali di Prog.Este si troverebbe a versarne solo 120mila all’anno.
Ma lo è ancor di più per il consorzio, che in questi anni – come si legge nelle tabelle di comparazione tra ricavi e attese e ricavi effettivi del Pef – non è mai riuscito a far decollare il proprio investimento per i servizi commerciali, oggi in gran parte sfitti, e che ora si trova un locatario garantito per i prossimi 27 anni per un totale di 3,24 milioni di euro iva esclusa (vale a dire 120mila euro l’anno fino al 2042), fino a quando avrà in gestione gli spazi dell’ospedale. E che in più, dopo aver costruito quei locali destinati a uso commerciale, incasserà dall’azienda Sant’Anna anche 3,6 milioni di euro iva inclusa per la riconversione di quei locali in palestre e spazi sanitari per il centro di riabilitazione.
Si conclude così a tarallucci e vino, ancora una volta, l’ennesima diatriba tra Prog.Este e Sant’Anna: alla fine il consorzio guadagnerà sia dal costo dei parcheggi che dagli spazi che fino ad oggi non era riuscito a far fruttare, mentre i cittadini pagheranno per poter visitare i propri malati. E se occorrerà integrare gli incassi con una fetta di denaro pubblico, niente paura: il S.Anna continuerà a far quadrare i propri bilanci incassando ogni anno 53 milioni di euro dalla Regione, assicurandosi così il proprio “equilibrio economico-finanziario”.
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