Accusato di aver tentato una violenza sessuale mentre dava ospitalità a una ragazzina di 16 anni in fuga dalla comunità dove era ospitata. Continua il processo a carico di un 49enne residente a Ferrara che secondo la procura avrebbe approfittato della difficile situazione della giovanissima, amica di suo figlio, che in un momento di confusione e sconforto aveva deciso di abbandonare la casa famiglia dove viveva, vagando per diversi giorni per la città prima di essere rintracciata dai carabinieri.
Durante l’ultima udienza la procura ha chiamato a testimoniare l’ex educatrice della ragazzina, che la accompagnò a sporgere denuncia nei confronti del presunto molestatore, la sua attuale psicologa e l’amica che fu con lei per parte della sua disavventura e con la quale trascorse la prima notte a casa del 49enne ora alla sbarra. Tre testimoni che hanno fornito ai giudici nuovi elementi per chiarire una vicenda di difficile soluzione: “È la parola della giovane contro quella del mio assistito”, riassume l’avvocato Gianluigi Pieraccini nel descrivere la difficoltà intrinseca al processo. Difficile infatti far luce su quanto accadde quelle due notti all’inizio del marzo 2013, quando la 16enne e la sua amica si presentarono a casa dell’attuale imputato chiedendo un letto dove dormire.
Qualche elemento in più è stato fornito ieri dall’amica della presunta parte lesa, secondo la quale l’uomo avrebbe dormito sul divano lasciando alle due ragazzine il proprio letto da dividere. Ciò che però la procura contesta sarebbe avvenuto la notte successiva, quando la 16enne rimase sola con l’uomo e successivamente scappò senza lasciare traccia. Fu ritrovata dai carabinieri qualche giorno dopo all’interno del Mc Donald’s di piazza Trento Trieste, in compagnia di altri giovani, che la riaccompagnarono nella comunità non senza qualche resistenza.
La ragazzina si confidò con i carabinieri parlando dei suoi vari problemi, raccontando di aver paura del giro di giovani che frequentava, dedito al consumo di stupefacenti. Ma fu solo due giorni che raccontò all’assistente sociale di aver subito un tentativo di violenza sessuale mentre si trovava nella casa del 49enne. La donna contattò i militari dell’Arma per avviare le indagini, che portarono al rinvio al giudizio dell’uomo. Per fare più chiarezza sulla vicenda sarà però necessario ascoltare direttamente la storia dalla sua protagonista, che racconterà l’accaduto al tribunale durante la prossima udienza.
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