Argenta
1 Marzo 2014
Zingone: “E’ un ciclone che si sta abbattendo sul territorio”

Scorie da inceneritore, la paura di Argenta

di Redazione | 3 min

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matrixdi Dalila Tartaglione

Argenta. “E’ un ciclone che si sta abbattendo sul territorio”. E’ con questa affermazione che Carlo Zingone (dell’associazione Borgata Sant’Antonio) introduce l’argomento della serata: il trattamento delle scorie urbane da parte di un impianto di trattamento che troverà ubicazione a Conselice. La Sala Mercato dove si è tenuta la conferenza era gremita di cittadini interessati e seriamente preoccupati riguardo il problema che riguarderà il loro territorio.

“Siamo qui per difendere la nostra incolumità e soprattutto quella dei nostri figli – esordito Zingone -. Vogliamo essere distaccati dal mondo politico, ma il comune di Conselice ha disatteso l’ordine sociale del paese. Non vogliamo essere effetti collaterali e ci auguriamo che la nuova politica possa smettere di barattare la vita delle persone con altre persone”.

Gli ospiti presenti erano Luciano Lama (Verdi, Lugo), Luciano Manieri del Comitato C.A.S.T.A No Matrix ed il vicesindaco di Argenta Stefano Baldini. Prende per primo la parola Lama che afferma di essere venuto a sapere del progetto circa tre anni fa. Il progetto è appunto il trattamento di ceneri/scorie di rifiuti considerati pericolosi e non, secondo il decreto ministeriale n. 205 del 2010. Queste ceneri verranno poi destinate alla creazione di prodotti edili. E’ qui che nasce MatrixStandard®, una materia utilizzata, dunque, per il cemento e prodotti da esso composti.

“A Lomello (Pavia), purtroppo c’è una situazione analoga – fa notare Lama -: la ditta “Officine dell’Ambiente” ha creato un impianto (28 ettari di terreno sottratti alle coltivazioni) di stoccaggio, lavorazione e smaltimento fanghi. Gli abitanti sono costretti da 10 anni a respirare ceneri pericolose. I residenti della provincia di Pavia sono quelli più colpiti, nella regione Lombardia, dal cancro prima dei 65 anni. Questo è “decisamente un triste primato negativo”.

A Conselice la medesima ditta vuole costruire un secondo stabilimento di questo tipo. “Purtroppo i rischi sono molteplici – prosegue Lama -: dal trasporto delle ceneri che verrà effettuato da mezzi non ermetici e che durante il tragitto sicuramente perderanno il loro grado di umidità rendendosi “asciutte” e quindi di facile dispersione, all’aumento di traffico dato dai bilici centinati che mediamente saranno 40 al giorno e transiteranno anche ad Argenta, nonché a Lavezzola e ovviamente a Conselice, a pochi km dal centro abitato”.

Successivamente Manieri offre ulteriori spiegazioni riguardo alla collocazione dello stabilimento: “Sarà situato a 1,7 km da Conselice e 11 km dal Parco Regionale Delta del Po e dalle “Valli di Argenta”. Inoltre vi è una cooperativa agricola con coltivazione in parte biologica ed un’azienda che opera allevamento bovino e produzione casearia, proprio nelle vicinanze del futuro inceneritore”.

Manieri spiega poi ai presenti come è nato il gruppo facebook “No Matrix” e di quanto questo sia rapidamente cresciuto nell’arco degli ultimi mesi a livello di iscritti. “Perché i cittadini devono sapere – afferma –. Purtroppo siamo all’oscuro di gran parte del progetto e dei rischi che ne conseguono. Abbiamo tante domande a cui non sappiamo darci risposta. Chi, ad esempio, ha comprato il Matrix?”.

Infine prende parola Baldini, il quale ha affermato che “l’amministrazione di Argenta non era a conoscenza del progetto fino a circa 25 giorni fa, non perché siamo una presenza scomoda quanto perché l’impatto ambientale sarebbe pari a zero. Ho avuto la premura di contattare il dottor Bertone e mi ha rassicurato circa i rischi dicendomi che comunque Conselice è in una posizione baricentrica per l’ubicazione dello stabilimento”. “In ogni caso – assicura – cercheremo d’ora in poi di vigilare al meglio la situazione ed essere sicuri che tutto proceda secondo le norme”.

Lama conclude: “Non è vero che l’impatto sia uguale a 0, l’inceneritore non è mai cosa buona: 250000 sono le tonnellate di ceneri di cui 65000 pericolose che si disperdono a Conselice e purtroppo non solo. Dietro a tutto questo c’è Hera che ne trae sicuramente un profitto economico anche se le dinamiche sono ancora abbastanza confuse”.

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