14 Febbraio 2014
L'assessore Calderoni rimarca come molti punti siano già stati realizzati da tempo

Caccia alla volpe: 8 mila firme per lo stop

di Redazione | 2 min

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IMG_2105[1]La settimana scorsa è avvenuta, presso gli uffici di viale Cavour 153, alla presenza dell’assessore all’agricoltura Stefano Calderoni, la consegna delle 8000 firme dell’iniziativa organizzata da Oipa, Lav, Enpa, Animal Liberation e Lega del Cane, che chiedeva alla Provincia di Ferrara lo stop delle uccisioni delle volpi in tana e nei pagliai, un maggiore controllo delle attività inerenti gli abbattimenti, ed il divieto di utilizzo del collare elettrico sui cani.

L’iniziativa era stata promossa ad ottobre, anche in seguito al tavolo partecipato a cui avevano partecipato alcuni biologi e politici regionali che avevano asserito l’inutilità dal punto di vista etico e biologico dei piani d’abbattimento, ed avevano messo in evidenza i costi di tali piani. “Ci sono tesi discordanti su questo – chiarisce Calderoni -, quel che sappiamo è che ci vengono richiesti degli interventi sugli animali selvatici anche in ragione delle criticità idrauliche del territorio dove alcuni animali creano dei danni”.
Numeri alla mano è stato quindi grande il seguito avuto da questa campagna promossa dalle associazioni animaliste. Durante l’incontro, l’assessore ha sottolineato e rivendicato con forza come in almeno uno dei quattro punti la Provincia sia intervenuta anche prima della conclusione della raccolta firme, con il divieto di utilizzo del collare elettrico già in essere dal settembre 2013 quando è iniziata l’ultima stagione venatoria.

Per quanto riguarda la delibera sui piani d’abbattimento delle volpi sono state illustrate dall’assessore alcune proposte già discusse anche con le associazioni venatorie che vanno nella direzione di dare comunque attuazione ai prelievi ma posticipandone l’inizio, cosa che potrebbe tutelare maggiormente i cuccioli di volpe che avranno qualche mese in più per rendersi indipendenti dalla mamma. “Quello che vogliamo far capire è che i piani di controllo servono perché hanno delle finalità e non perché permettono di fare certe cose, quindi per quanto ci è possibile tentiamo limitare alcune soluzioni che sembrano cruente ma va tenuto conto che l’uccisione in tana e nei pagliai è prevista dalla Carta delle vocazioni faunistiche della Regione”, spiega Calderoni che rimarca come anche un’altra delle richieste delle associazioni animaliste sia giù una realtà, come quella dei segni di riconoscimento per le volpi. Inoltre – suggeriscono le associazioni animaliste – coinvolgendo maggiormente le guardie venatorie ed eco zoofile, si potrebbe avere un maggiore controllo sull’attività in campo ma, spiega ancora Calderoni, “è necessario il coinvolgimento anche delle associazioni di volontari viste le ristrettezze economiche in cui versa la Provincia”. Il sistema ferrarese inoltre è già piuttosto trasparente in tal senso: “Chi interviene a seguito di una segnalazione deve registrarsi a un numero telefonico e tutte le forze dell’ordine del territorio sono a conoscenza del luogo e dei tempi dell’intervento”. 

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