Al via il progetto per monitorare i lupi nel Ferrarese
Il Comune ha aperto una sezione web dove scoprire il progetto, scaricare i materiali informativi e accedere direttamente al modulo di segnalazione per gli avvistamenti
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Ieri - domenica 29 marzo - una delegazione di Fratelli d'Italia Comacchio ha accompagnato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Claudio Barbaro in una visita sul territorio, con due tappe particolarmente significative: prima la Pineta di Volano, poi le Valli di Comacchio
Partecipazione anche da Ferrara alla manifestazione No Kings a Roma, dove sabato (28 marzo) una delegazione di Rete Pace Ferrara ha voluto prendere parte a quello definito come "un altro momento forte per riappropriarsi della possibilità di decidere"
C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice
Un martello con il manico rotto e un coltello da cucina sporco di sangue. Sono le due armi rimaste a terra nel parchetto di viale Savonuzzi non troppo distante dalla scuola materna, di fronte al Tre Stelle, e usate da Ali Nazakat, pakistano di 34 anni, per aggredire il cognato, il connazionale 37enne I.H., che ora versa in gravi condizioni all’ospedale di Cona per una profonda ferita all’addome. Nazakat, che si trova in carcere e dovrà rispondere di tentato omicidio aggravato, è stato fermato dalla polizia dopo l’episodio con accoltellamento avvenuto ieri mattina attorno alle ore 9, e da quel momento sono iniziate indagini serrate da parte degli uomini della squadra mobile per comprendere quanto fosse accaduto realmente e ricostruire gli eventi, dato che nessun testimone aveva assistito alla scena.
La chiamata al 113, appunto alle ore 9, è di due ambulanze. La prima ambulanza era stata chiamata dallo stesso Nazakat per farsi medicare alcune ferite, e il mezzo del 118 si era fermato in via Padova all’angolo con via Galvani dove si era portato l’uomo dopo l’aggressione. La seconda ambulanza si era invece portata all’asilo nido, dove il 37enne accoltellato era riuscito a trascinarsi per chiamare aiuto. Agli agenti delle Volanti intervenuti Nazakat ha riferito di una colluttazione con il connazionale, che l’avrebbe aggredito costringendolo a difendersi. Il 37enne invece, che versava in gravi condizioni, sul momento ha solo potuto indicare nel cognato l’uomo che l’aveva accoltellato. Lui, l’accoltellato, avrebbe in realtà subìto l’aggressione come ricostruito dagli uomini della squadra mobile.
L’uomo, infatti, è andato ad accompagnare i figli a scuola e sarebbe stato seguito da Nazakat che, nel parco vicino al Tre Stelle, lo avrebbe colpito alla nuca con un martello ferendolo poi all’addome con il coltello. Subito dopo Nazakat si è allontanato, probabilmente – è l’ipotesi degli inquirenti – per costruirsi un alibi. La vittima dell’aggressione, dopo essere stato soccorso, in ospedale è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico: dal referto risulta una lesione all’aorta intercostale e al fegato, che avrebbe potuto portarlo alla morte se non fosse giunto in tempi brevi a Cona, oltre a ferite al volto e a una ferita alla nuca compatibile con il martello. Un testimone è stato alla fine trovato, sebbene non si tratti di un testimone oculare. Presso la materna dove si era trascinato I.H., infatti, un connazionale intervenuto per soccorrerlo ha raccolto le sue parole prima che perdesse i sensi. A lui I.H. ha riferito, appunto, di essere stato colpito con un martello e quindi accoltellato. Sulle ferite alle mani riportate da Nazakat, quindi, le ipotesi è che possa essersele inferte da solo per rendere credibile la propria versione, oppure che sia accaduto accidentalmente nel corso di una breve colluttazione.

Ali Nazakat
I riscontri all’ipotesi del tentato omicidio sono stati raccolti dalla squadra mobile sia sul posto dell’aggressione, dove sono stati ritrovati sia il martello che il coltello, sia in seguito nel corso della perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Nazakat, dove dalla cassetta degli attrezzi mancava proprio un martello e, soprattutto, dove è stato ritrovato un coltello dello stesso tipo di quello ritrovato nel parchetto.
Ali Nazakat, che fa il giardiniere, sembra avesse una situazione familiare fatta di maltrattamenti, tanto che la moglie era stata ospitata in casa dal fratello, il 37enne I.H., operaio. Nazakat avrebbe minacciato il cognato di fargliela pagare, prima o poi. Sarebbe questo, dunque, il probabile movente del tentato omicidio.
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