Cronaca
5 Ottobre 2013
Ali Nazakat avrebbe colpito il cognato con un martello prima di accoltellarlo. L'episodio ricostruito dalla Mobile

Tentato omicidio, aggressore in carcere

di Redazione | 3 min

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nazakat 2Un martello con il manico rotto e un coltello da cucina sporco di sangue. Sono le due armi rimaste a terra nel parchetto di viale Savonuzzi non troppo distante dalla scuola materna, di fronte al Tre Stelle, e usate da Ali Nazakat, pakistano di 34 anni, per aggredire il cognato, il connazionale 37enne I.H., che ora versa in gravi condizioni all’ospedale di Cona per una profonda ferita all’addome. Nazakat, che si trova in carcere e dovrà rispondere di tentato omicidio aggravato, è stato fermato dalla polizia dopo l’episodio con accoltellamento avvenuto ieri mattina attorno alle ore 9, e da quel momento sono iniziate indagini serrate da parte degli uomini della squadra mobile per comprendere quanto fosse accaduto realmente e ricostruire gli eventi, dato che nessun  testimone aveva assistito alla scena.

La chiamata al 113, appunto alle ore 9, è di due ambulanze. La prima ambulanza era stata chiamata dallo stesso Nazakat per farsi medicare alcune ferite, e il mezzo del 118 si era fermato in via Padova all’angolo con via Galvani dove si era portato l’uomo dopo l’aggressione. La seconda ambulanza si era invece portata all’asilo nido, dove il 37enne accoltellato era riuscito a trascinarsi per chiamare aiuto. Agli agenti delle Volanti intervenuti Nazakat ha riferito di una colluttazione con il connazionale, che l’avrebbe aggredito costringendolo a difendersi. Il 37enne invece, che versava in gravi condizioni, sul momento ha solo potuto indicare nel cognato l’uomo che l’aveva accoltellato. Lui, l’accoltellato, avrebbe in realtà subìto l’aggressione come ricostruito dagli uomini della squadra mobile.

nazakat1L’uomo, infatti, è andato ad accompagnare i figli a scuola e sarebbe stato seguito da Nazakat che, nel parco vicino al Tre Stelle, lo avrebbe colpito alla nuca con un martello ferendolo poi all’addome con il coltello. Subito dopo Nazakat si è allontanato, probabilmente – è l’ipotesi degli inquirenti – per costruirsi un alibi. La vittima dell’aggressione, dopo essere stato soccorso, in ospedale è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico: dal referto risulta una lesione all’aorta intercostale e al fegato, che avrebbe potuto portarlo alla morte se non fosse giunto in tempi brevi a Cona, oltre a ferite al volto e a una ferita alla nuca compatibile con il martello. Un testimone è stato alla fine trovato, sebbene non si tratti di un testimone oculare. Presso la materna dove si era trascinato I.H., infatti, un connazionale intervenuto per soccorrerlo ha raccolto le sue parole prima che perdesse i sensi. A lui I.H. ha riferito, appunto, di essere stato colpito con un martello e quindi accoltellato. Sulle ferite alle mani riportate da Nazakat, quindi, le ipotesi è che possa essersele inferte da solo per rendere credibile la propria versione, oppure che sia accaduto accidentalmente nel corso di una breve colluttazione.

nazakat 3

Ali Nazakat

I riscontri all’ipotesi del tentato omicidio sono stati raccolti dalla squadra mobile sia sul posto dell’aggressione, dove sono stati ritrovati sia il martello che il coltello, sia in seguito nel corso della perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Nazakat, dove dalla cassetta degli attrezzi mancava proprio un martello e, soprattutto, dove è stato ritrovato un coltello dello stesso tipo di quello ritrovato nel parchetto.

Ali Nazakat, che fa il giardiniere, sembra avesse una situazione familiare fatta di maltrattamenti, tanto che la moglie era stata ospitata in casa dal fratello, il 37enne I.H., operaio. Nazakat avrebbe minacciato il cognato di fargliela pagare, prima o poi. Sarebbe questo, dunque, il probabile movente del tentato omicidio.

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