Montagnone, nuovi scivoli al posto di quelli degli anni Ottanta
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Un involucro con 113 grammi di hashish e un bilancino di precisione è stato trovato dai carabinieri all’interno di un’area verde pubblica di Portomaggiore
Irregolarità nelle procedure di congelamento delle materie prime e nei tempi di conservazione dei prodotti semilavorati. È quanto emerso durante un controllo effettuato dai carabinieri
I carabinieri intervengono dopo la segnalazione di una donna. Contestata l'aggravante per la vicinanza a luoghi frequentati da minori
Un settore cardine dell’economia regionale, sul quale tuttavia gravano gli effetti del cambiamento climatico, l’aumento delle temperature delle acque, gli episodi di ipossia e anossia e la diffusione delle specie invasive
La conferma arriva direttamente dalla procura di Ferrara: Bruno Caravita, Giorgio Camilletti e Lauro Capisani, rispettivamente ex direttore generale, ex presidente ed ex vice presidente della Cmr Costruzioni, sono iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sul fallimento della cooperativa edile argentana. Un fallimento ufficializzato nel settembre 2011, dopo che il tribunale di Ferrara respinse la richiesta di concordato preventivo avanzata dai liquidatori dell’impresa, accogliendo le motivazioni del commissario giudiziale Raffaella Margotti che aveva ravvisato irregolarità sia nell’incompletezza dei documenti presentati che nelle cifre che rappresentavano i crediti vantati dai fornitori. L’ipotesi della Margotti era che fossero avvenute transazioni poco trasparenti che avrebbero portato a una bancarotta distrattiva (cioè con una sottrazione “preventiva” dei beni ai futuri creditori) e preferenziale (ledendo la “par condicio” tra i creditori) e a nulla valse il ricorso presentato dai legali della Cmr, respinto dalla Corte d’Appello di Bologna.
Gli ultimi giorni sono stati quelli conclusivi di un’inchiesta che ha seguito due filoni: mentre la guardia di finanza ferrarese indagava sulle società che hanno beneficiato delle operazioni sospette di Cmr, quella di Ravenna si dedicava alle aziende che in vari settori fecero affari determinando anche, come nel caso del business sulle imbarcazioni, perdite ingenti per la cooperativa argentana. E proprio dal ravennate spunterebbero secondo le indiscrezioni anche gli altri tre nomi iscritti nel registro degli indagati: un immobiliarista, un agente immobiliare e il titolare di una ditta di impianti elettrici, tutti in affari con Cmr nel periodo immediatamente precedente al fallimento.
Il passo successivo sarà ora quello affidato alla procura di Ferrara e al Pm Nicola Proto, che dovrà vagliare la documentazione delle fiamme gialle e formulare i capi di accusa sui sei indagati. E mentre ci si prepara a entrare nelle aule di tribunale, la fase fallimentare si avvia alla conclusione definitiva: nei prossimi due mesi più di 300 operai e dipendenti (creditori privilegiati della bancarotta) cominceranno a ricevere i propri soldi, mentre dopo toccherà alle aziende e a tutti gli altri soggetti danneggiati dal crac della cooperativa, che dovrebbero ricevere circa 100 milioni di euro.
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