Economia e Lavoro
17 Luglio 2013
L'azienda abbandona la trattativa fino a domani mattina. Restano solo tre giorni alla fine della procedura

Basell, fumata nera per l’accordo

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (16)Chiusi all’interno del palazzo della Regione dalle 9:30 di questa mattina (17 luglio) fino alle 18 inoltrate, i sindacalisti impegnati nelle fasi cruciali della trattativa con Basell tornano a Ferrara solo per poche ore prima di riprendere domattina il “conclave” a Bologna. L’accordo non c’è stato, e intanto il tempo scorre inesorabilmente: se entro sabato sindacati e azienda non troveranno una soluzione condivisa scatteranno le misure automatiche della procedura di mobilità: 55 esuberi, definiti secondo i criteri di legge salvaguardando i dipendenti con più anzianità lavorativa e carico familiare. Per tutti gli altri, soprattutto nella generazione dei trentenni e quarantenni senza figli a carico, potrebbe calare con ben poche distinzioni la scure del licenziamento collettivo. Un’emergenza di fronte alla quale l’assessore regionale alle attività produttive Giancarlo Muzzarelli ha convocato una nuova seduta proprio domani mattina alle 9:30.

I nodi fondamentali della trattativa sono noti da almeno una settimana (vai all’articolo): i sindacati vorrebbero incentrare la trattativa sui criteri di prepensionamento e sugli incentivi per le fuoriuscite volontarie da Basell. Una soluzione che consentirebbe di programmare nel tempo la riduzione dei posti di lavoro senza creare emergenze lavorative e sociali per il territorio. Due punti che sarebbero stati accettati dall’azienda, ma solo a patto di poter disporre anche del licenziamento “per motivi tecnico-organizzativi”. Un punto su cui i sindacati non sono disposti a cedere e che ha portato allo stallo nella trattativa odierna.

“L’incontro è stato sospeso in modo brutale – spiega il segretario provinciale Cisl – Femca Stefano Mantovani -, con i dirigenti Basell che si sono alzati dal tavolo e hanno abbandonato la trattativa. Abbiamo discusso tutta la mattina su come gestire questa questione, ragionando su un testo e facendo proposte alternative. La Regione è intervenuta cercando una mediazione, ma l’azienda si è rifiutata di accettare”.

I sindacati presenti alla trattativa (Filctem – Cgil, Femca – Cisl e Uilcem – Uil) hanno convocato per domani mattina due ore di sciopero nello stabilimento, durante le quali si svolgerà un’assemblea in cui parte della delegazione impegnata nella trattativa esporrà ai dipendenti la situazione. Nel frattempo le trattative andranno avanti nel palazzo della Regione e l’intera giunta di Vasco Errani dovrebbe partecipare ad alcune fasi dell’incontro. Una premessa che può dare qualche speranza ai lavoratori dello stabilimento ferrarese: il mancato raggiungimento di un accordo sindacale sarebbe un caso piuttosto clamoroso per la storia dell’Emilia Romagna e probabilmente l’interesse di Errani e Muzzarelli è di non creare un precedente così ingombrante durante la propria amministrazione. In questo caso ci troviamo però nel campo delle ipotesi. Per i fatti si può solo aspettare fino a domani sera. Sperando in una fumata bianca da Bologna.

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