Rischia di chiudersi con una prescrizione per tutti gli imputati il processo relativo ai subappalti concessi durante la costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna (vai all’articolo) dal Consorzio Cona a diverse imprese edili . Dopo l’udienza filtro del 12 marzo, in cui l’azienda ospedaliera si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Marco Liguerri, le parti in causa si sono ritrovate per una breve udienza in cui si è deciso il rinvio del processo al 24 settembre. A fine agosto infatti il giudice Silvia Giorgi, attuale incaricata del procedimento, verrà promossa nella Corte d’Appello di Bologna e il suo posto nella sezione penale di Ferrara verrà preso da Alessandra Testoni, attuale giudice per le indagini preliminari a Rovigo. Un passaggio di consegne che avrebbe portato con ogni probabilità le difese a chiedere una ripetizione dell’intero processo, e che ha dettato la scelta di rinviare il tutto all’arrivo del nuovo giudice.
Chi ha provato a velocizzare i tempi del procedimento è l’avvocato di parte civile Linguerri, che ha chiesto di concentrare le prossime udienze nel mese di luglio per poter arrivare a una sentenza di primo grado. Richiesta respinta di comune accordo dalle difese, che hanno accettato il rinvio fino al subentro del giudice Testoni. Alcuni dei capi di imputazione sono ormai prossimi alla prescrizione. Le fattispecie di reato in esame si prescrivono dopo 5 anni e, anche se si può discutere sulla data in cui vennero consumati, si parla comunque di fatti avvenuti attorno al 2008. I tempi da rispettare infatti diventano sempre più incalzanti: già in agosto alcuni dei reati contestati agli imputati non saranno più perseguibili, mentre nel corso del 2014 tutti capi di accusa andranno definitivamente a decadere.
Il processo vede alla sbarra come principale imputato Gisberto Bonfatti, modenese di 62 anni e presidente del Consorzio Cona, accusato di aver concesso in subappalto tra il gennaio 2008 e il marzo 2009 una serie di lavori relativi al completamento e ampliamento del nuovo polo ospedaliero di Cona. Appalti che il Consorzio Cona aveva ricevuto da ProgEste e quindi dall’azienda ospedaliera, ente pubblico concedente.
I lavori sono passati così, senza preventiva autorizzazione del Sant’Anna (per la difesa non sarebbe necessaria per opere con un valore inferiore a 100mila euro), ad aziende i cui rappresentanti legali sono tutti imputati nel procedimento in corso: la Casalini&Co per quanto riguarda la coibentazione e l’impermeabilizzazione di parte delle coperture in cemento armato e legno, per un importo di 980mila euro; all’Eurogeo per l’esecuzione dei tiranti d’acciaio, per 70mila euro; alla Pgm per la fornitura con posa di pannelli e pareti, per 40mila euro; alla Geimar per fornitura e posa di pavimenti in granito, per 406mila euro; alla Mit per la fornitura e il montaggio di lattoniere, per 70mila euro; alla Vega Com per la posa in opera di serramenti, per 56mila euro; alla Snc, sempre per la posa di serramenti, per 145mila euro.
Imputati sono quindi tutti i rappresentanti legali delle ditte appaltatrici, chiamati a rispondere di violazione della normativa sugli appalti nella pubblica amministrazione: Adone Casalini, bolognese di 74 anni, per la Casalini&Co; Mauro Grava, trevigiano del ’59, per la Eurogeo; Gabriele Lani, pesarese di 42 anni, per la Pgm; Enrico Giovanetto, torinese di 45 anni, per la Geimar; Franco Mantovani, ferrarese di Portomaggiore, classe ’52, per la Mit; Germano Scaranari, 57enne originario di Genova ma residente a Ferrara, per la Vega Com; e Denis Alberi per la Snc. L’inchiesta che ha portato al processo era scaturita dalle indagini della guardia di finanza sul maxi cantiere di Cona. Dai contratti di appalto le fiamme gialle esaminarono anche i lavori concessi in regime di subappalto individuando le presunte irregolarità divenute materia d’esame per la magistratura.
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