di Marcello Celeghini
“E adesso cosa faccio in attesa del 118? ”, questa la domanda fatidica che ha fatto da sfondo all’incontro con la dottoressa Adelina Ricciardelli, dirigente medico del 118 al Sant’Anna e consigliere comunale del Pd, che si è tenuto al Circolo Pd di Cona nell’ambito dell’ultima delle quattro serate a tema di “Cona in festa”. L’incontro aveva come scopo quello di chiarire il ruolo del 118, descrivere gli interventi da esso effettuati quotidianamente e sensibilizzare i presenti sull’importanza del primo soccorso in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
Ogni giorno il 118 effettua ben cento interventi su tutto il territorio provinciale. In alcuni di questi si rivela fondamentale un corretto primo soccorso da parte di chiunque si trovi nei pressi della persona che si sente male. Proteggere, avvertire e soccorrere, queste sono le tre azioni da fare in caso emergenza. “Quando si chiama il 118 – afferma la Ricciardelli – è fondamentale essere chiari nel dire all’operatore dove ci si trova e quali sono i sintomi del malato e, soprattutto, è necessario essere lucidi ed attenersi alle indicazioni che l’operatore fornisce per tamponare la situazione mentre sul posto giungono i soccorsi. Ad esempio, nei casi di arresto cardiaco, è fondamentale un semplice massaggio cardiaco poiché associato al defibrillatore aumenta notevolmente la possibilità di sopravvivenza. La buona notizia è che il Comune di Ferrara ha già stanziato i soldi per acquistare un defibrillatore per ogni campo sportivo della città, poiché spesso gli arresti cardiaci improvvisi avvengono in persone predisposte che praticano attività fisica”.
La centrale operativa del 118, attiva dal 1994, processa le richieste di soccorso secondo protocolli definiti, identifica il codice di intervento, invia il mezzo di soccorso più adatto e successivamente coordina i rapporti tra gli ospedali per trovare la soluzione migliore al problema del paziente. “Presto – riprende la Ricciardelli- sarà definito il progetto regionale che prevede un’unica regia del 118 a Bologna che gestirà i territori di Ferrara, Modena e appunto Bologna, mentre l’altra centrale operativa sarà a Parma per controllare anche il territorio di Reggio Emilia e Piacenza. Per Ferrara il risparmio di risorse finanziarie e umane della centrale ci consentirà di acquistare più ambulanze e di dotare tutto il territorio provinciale di automediche”.
Il costo annuale per mantenere un’ambulanza è di 400mila euro. L’Arcispedale Sant’Anna dispone di quattro mezzi di emergenza durante il giorno e di tre durante la notte che circolano continuamente sul territorio di pertinenza dell’ospedale pronte ad intervenire nel caso di bisogno. “C’è chi lamenta il fatto che ci vorrebbe un’ambulanza fissa all’ospedale – prosegue la dirigente del 118 -; io rispondo che non possiamo permetterci di tenere fermo un mezzo. Per le eventuali emergenze nei luoghi immediatamente esterni all’ospedale abbiamo un’auto di servizio d’emergenza per i medici”.
“Gran clamore per nulla” quindi per la dottoressa il caso del visitatore che si è sentito male sotto la pensilina dell’autobus nei giorni scorsi (vai all’articolo). “Il signore era un codice giallo e non ha mai perso conoscenza ma accusava forti dolori allo stomaco. Non è stato abbandonato lì per 15 minuti, come hanno scritto i giornali, ma era in diretto contatto telefonico con la nostra centrale operativa in attesa dell’ambulanza che ha impiegato 12 minuti poiché tra l’altro si è imbattuta, lungo la strada, in un altro uomo che stava poco bene. La cosa che più mi ha sorpreso in questa vicenda è stato nel vedere i passanti che invece di assistere l’uomo si sono preoccupati all’arrivo dell’ambulanza di protestare per il presunto ritardo”.
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