Cronaca
22 Maggio 2013
Opere d'arte a rischio. Don Armando: “Da un anno non si muove una foglia”

Una voce rompe il “silenzio nelle chiese”

di Redazione | 2 min

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chiesedi Daniele Oppo

Una voce si ode forte e chiara durante la piccola passeggiata – “il silenzio nelle chiese”- in cui gli studiosi Giovanni Sassu e Francesco Scafuri, alla presenza di monsignor Luigi Negri e del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani hanno accompagnato nell’anniversario del sisma una trentina di persone in un breve viaggio nella storia e nei tesori di alcune chiese del centro storico – Santo Stefano, San Domenico e la Chiesa del Gesù- le cui porte sono rimaste chiuse ormai da un anno a causa del sisma: “era auspicabile che questa manifestazione venisse fatta dopo il restauro – afferma a voce alta don Armando, parroco della Chiesa del Gesù davanti alla “sua” chiesa – è un anno che siamo in questa situazione ma ancora non si muove una foglia. Voglio che ci aiutino se ci sono i soldi e se ci sono degli esperti capaci di leggere e interpretare le carte che abbiamo mandato, ma non è più il momento di fare della poesia, è il momento di muoversi”.

Una provocazione ben udibile nella composta pacatezza che ha contraddistinto la piccola manifestazione, un monito alle istituzioni a non dimenticare che anche i luoghi di culto, opere d’arte che inglobano altra arte, devono al più presto essere rimessi nelle condizioni di riaprire. Una provocazione che però si scontra con la realtà della crisi economica: i costi per i restauri e la messa in sicurezza delle sole chiese del centro, almeno stando a quanto previsto in un piccolo documento preparato dall’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, si attestano ben oltre i 5milioni di euro e i lavori risultano spesso complessi da realizzare.

In una simile situazione “l’errore da evitare è quello di perdere la memoria e compito dei cittadini è mantenerla viva perché essa è importante, soprattutto in una città di turismo culturale come Ferrara” afferma Sassu. Diventa allora necessario non dimenticare mai che “in ognuno di questi edifici, dietro quelle porte chiuse si celano testimonianze artistiche importanti” continua Sassu che insieme a Scafuri è bravo a raccontare brevemente la storia di ogni edificio visitato e ad accendere il lume della coscienza artistica e culturale di ogni cittadino ricordando le magnifiche opere d’arte che quelle chiese rappresentano e al contempo ospitano al loro interno col rischio che, se lasciate in stato di abbandono, si possano perdere per sempre, come il coro ligneo nella chiesa di San Domenico, “oggi visibilmente infestato dai tarli” o i gruppi scultorei raffiguranti il “Compianto sul Cristo morto” di Guido Mazzoni (il “Modanino”) conservati nella Chiesa del Gesù.

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