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Chi era presente all’assemblea dei dipendenti Basell, ieri pomeriggio all’interno del polo petrolchimico di Ferrara, la descrive come “parecchio tesa” e “dai toni molto preoccupati”. I lavoratori dell’azienda hanno incontrato infatti i segretari provinciali di Filctem-Cgil (Mauro Cavazzini), Femca-Cisl (Stefano Mantovani) e Uilcem (Michele Mazzolenis) per essere aggiornati sugli sviluppi dell’ultimo incontro istituzionale in Regione (vai all’articolo), e le reazioni allo “sdoppiamento” del tavolo di trattativa (da un lato la vertenza sui licenziamenti, dall’altro un progetto per lo sviluppo del petrolchimico) sono state contrastanti.
“I dipendenti sono molto preoccupati da come Basell sta gestendo la procedura di mobilità, e in assemblea è prevalso il ragionamento su come gestire la vertenza interna – spiega il segretario di Femca Stefano Mantovani -. I dipendenti hanno detto che va bene il nuovo tavolo sul futuro del sito, che potrebbe offrire possibilità di riassunzione con nuove imprese, ma che la preoccupazione più grande riguarda la gestione della vertenza sulla mobilità. A fine maggio infatti avremo probabilmente un primo incontro in Basell sulle modalità di selezione degli esuberi”. Un annuncio che apre una nuova fase alla trattativa dei sindacati, che si erano impegnati fino a questo momento a contrastare tout court i licenziamenti ma che si ritroveranno a dover seguire il percorso previsto dalla legge 223/91, incontrando Basell per accordarsi sui criteri di licenziamento (quelli previsti dalla legge, se non vengono stipulati accordi entro 75 giorni, si limitano a valutare anzianità lavorativa e carico famigliare).
La svolta era nell’aria dopo che Basell, la settimana scorsa, aveva riattivato il “conto alla rovescia” previsto dalla procedura di mobilità, interrotta dopo l’incontro in Regione coi sindacati il 23 marzo, 11 giorni dopo il suo avvio. Mancano quindi circa 60 giorni per trovare un accordo con l’azienda, e pur non abbandonando gli altri tavoli i sindacati devono anche rispettare la procedura disciplinata dalla legge. “Ovviamente la reazione dei dipendenti non può essere positiva – spiega Mauro Cavazzini -, nel senso che rispecchia un po’ la valutazione che i sindacati fecero all’azienda durante l’ultimo incontro. Ma per forza di cose, se non interverranno elementi diversi, dovremo intraprendere questo tipo di confronto con Basell. Per noi però resta ancora aperto il ragionamento sul piano industriale dell’azienda, perchè qualora si trovi un accordo su questo cercheremo in ogni modo di contrastare i licenziamenti: la priorità è lavorare sul mantenimento e possibilmente anche sullo sviluppo dell’area del petrolchimico, e il nostro lavoro è concentrato in primo luogo su questo”.
E di sviluppo del petrolchimico se ne parlerà in maniera approfondita il prossimo venerdì (24 maggio) nel municipio di Ferrara, dove i tre segretari sindacali e il rappresentante di Basell Vittorio Caleffi incontreranno la prima commissione consiliare del Comune, aprendo ufficialmente il tavolo sullo sviluppo del petrolchimico. Al centro dell’attenzione ci saranno le novità portate dal sindaco Tiziano Tagliani dopo l’incontro a Milano con l’authorithy per l’energia elettrica (che potrebbero portare a una riduzione dei costi per l’elettricità all’interno del petrolchimico), ma anche la possibilità di insediamento di imprese interessate allo sviluppo di chimica a basso impatto ambientale.
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