Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Si era accorta che il suo bambino non si muoveva più nella pancia. Consigliata dai familiari, si recò di prima mattina al pronto soccorso. E qui venne operata d’urgenza. Il bimbo è nato con un parto cesareo. Era lo scorso 10 marzo. Nel corso dell’ operazione i chirurghi hanno notato come il liquido fosse praticamente assente. Il neonato era sommerso nel meconio. Circostanza che avrebbe causato l’ipossia che a sua volta ha portato a gravi danni cerebrali che si temono permanenti. Dopo la terapia intensiva neonatale il piccolo è stato dimesso tre giorni fa dall’ospedale di Cona. E al momento nessuno è in grado di dire ai genitori se il loro figlio, in conseguenza di quella sofferenza fetale, potrà camminare, se sarà in grado di parlare, quale tipo di vita potrà condurre.
Il padre e la madre hanno sporto denuncia contro i medici che hanno seguito in fasi successive la vicenda e ora il fascicolo aperto dal pm Ombretta Volta, che ha fatto sequestrare le cartelle cliniche, per valutare eventuali colpe mediche ha visto iscritti nel registro degli indagati il ginecologo che seguì la partoriente e due dottoresse di turno quel giorno.
Secondo la querela l’ultimo monitoraggio era stato eseguito cinque giorni prima, senza evidenziare particolari problematiche. La visita successiva venne programmata a otto giorni di distanza, per il 13 marzo. Di lì a breve era atteso il parto naturale.
Ieri in incidente probatorio, davanti alle difese (sostenute dagli studi Bolognesi e Linguerri) e alla parte offesa (i genitori assistiti dall’avvocato Antonio Boldrini), il gip Monica Bighetti ha nominato due periti. Si tratta del professor Francesco De Ferrari di Brescia, medico legale, e del dottor Michele Costa di Milano, ginecologo. A loro è stato affidato un quesito articolato e complesso per chiarire se il nascituro fosse affetto da qualche patologia, se le cause di quanto successo fossero prevedibili, se si poteva intervenire tempestivamente e in quale modalità. Le conclusioni degli esperti incaricati dal tribunale sono attese tra 60 giorni.
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