Politica
16 Aprile 2013
Protesta dei giovani di Fratelli d'Italia contro l'imprevisto stop alla piscina comunale

Beethoven chiusa? Un tuffo nel fossato

di Ruggero Veronese | 3 min

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DSC02962Hanno scelto di buttarsi su un’inziativa “un po’ polemica e un po’ goliardica” i giovani attivisti di Fratelli d’Italia che oggi pomeriggio hanno manifestato in piazza Savonarola assieme all’ex senatore Alberto Balboni attaccando alcuni cartelloni davanti al fossato del Castello. “La piscina di via Beethoven resterà chiusa per tutta l’estate? Nessun problema! La novità dell’estate ferrarese è la piscina nel fossato del castello. Ingresso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a spese dei cittadini”. Il bersaglio della protesta è infatti quella che nelle ultime settimane è diventata “la piscina della discordia” della politica ferrarese, che dopo le polemiche legate al project financing e alle imprese coinvolte nell’appalto (vai all’articolo) ha visto interrompersi le operazioni di ampliamento a causa di una tubatura Hera scoperta sotto alla zona dei lavori (vai all’articolo).

“Pretendiamo chiarezza sulla vicenda, tempi certi per la riapertura e che non siano chiesti altri soldi ai ferraresi – afferma Paolo Spath, coordinatore provinciale del partito -, ma soprattutto vogliamo che ci sia professionalità nei progetti, perché queste situazioni sono causate dalla pura incompetenza di chi è a capo delle operazioni”. I giovani militanti non vogliono entrare nel merito dell’appalto, “che bene o male si può definire legittimo, anche se si possono esprimere forti perplessità politiche sul fatto che Wesport fosse l’unica società in gara e al tempo stesso sia controllata dall’amministrazione attraverso Uisp”. Ciò su cui si concentrano i manifestanti è l’attuale stop ai lavori e la prevista lunga chiusura dell’impianto, “una grana – spiega Spath – che si va ad accavallare alle altre grane della struttura. La nostra intenzione ora è quella di vigilare su Wesport e assicurarci che il suo impegno sia rivolto al mondo dello sport ferrarese, e non ad altri scopi”.

Ma soprattutto è indispensabile che le nuove complicazioni non pesino ulteriormente sulle finanze dei ferraresi, che secondo il coordinatore FdI vengono già danneggiate dalla situazione attuale. “Per i cittadini – prosegue Spath – è una spesa sia dal punto di vista economico, perché questi lavori toglieranno risorse utili per altre opere, sia dal punto di vista sportivo, perché questo stop rappresenta un danno agli atleti e alle società di Ferrara, che soffrono anche le condizioni precarie degli altri impianti”.

La piscina di via Beethoven infatti è l’unica sul territorio comunale ad avere le dimensioni omologate per l’attività agonistica. Romano Becchetti, presidente di Asi (Alleanza Sportiva Italia), spiega che “è molto penalizzante per le società sportive ferraresi, che per gareggiare probabilmente dovranno andare fino ad Argenta, senza contare le persone che lavorano con i corsi di nuoto o seguendo le riabilitazioni in piscina, che per i prossimi mesi avranno grosse difficoltà a svolgere la propria professione. E questo in una situazione in cui anche le altre piscine comunali, come quella in via Bacchelli, sono impianti molto vecchi e non sono mai stati veramente ristrutturati”.

Le considerazioni finali di Spath vanno al di là del singolo problema della piscina, e cercano di abbracciare tutto il complesso degli appalti pubblici di Ferrara. Il tema chiave è  chi gestisce i lavori. “È assurdo che nessuno sapesse di una tubatura di Hera in quel punto, e che se ne siano accorti dopo aver dato il nulla osta all’inizio dei lavori. In questi anni ci siamo abituati a sopportare un po’ di pressapochismo e di incompetenza nelle amministrazioni, e d’altra parte basta vedere i problemi legati all’ospedale di Cona per capirlo. Pretendiamo più preparazione in chi gestisce i lavori pubblici”.

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