Politica
3 Febbraio 2013
Intervento del candidato Sel Mauro Presini dopo i cortei di Roma in difesa di istruzione, sanità, acqua e ambiente

Scuola: ‘Dev’essere di tutti e di ciascuno’

di Redazione | 2 min

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sel scuol“C’è bisogno di ripartire con una diversa impostazione culturale. C’è bisogno di ricominciare dalla scuola intesa come bene comune”. Sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara ad aderire e sostenere l’iniziativa organizzata dal Coordinamento Nazionale Scuola di ieri a Roma sotto lo slogan “Scuola, sanità, beni comuni: di tutte/i per tutte/i”.

Come dichiara in un suo intervento Mauro Presini, candidato per Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara alla Camera dei Deputati, “solo chi è sottomesso alla mediocrità può credere alle giustificazioni secondo le quali togliere oltre 8 miliardi alla scuola pubblica, tagliare più di 130 mila professionisti, finanziare la scuola privata, siano operazioni necessarie a risolvere la crisi economica e a riformare il sistema scolastico italiano”.

“Affrontare i problemi della scuola – aggiunge il candidato Sel – non vuol dire dividere l’opinione pubblica e sottrarre risorse ma moltiplicareoccasioni di confronto fra persone esperte, allo scopo di sommare proposte per costruire una scuola adatta ad una società dei saperi e delle relazioni, coerente con il dettato costituzionale. Una delle soluzioni per uscire dalla crisi economica e per far rinascere il nostro paese, è partire proprio da un forte investimento culturale ed economico sull’istruzione e sulla ricerca”.

La proposta di Presini è quella di “partire da un forum nazionale sulla scuola pubblica che possa definire le proposte per una scuola di tutti e di ciascuno; che tenga conto dei saperi necessari all’educazione del futuro; che crei le condizioni per ragionare di continuità, di orientamento, di uniformità dei vari gradi scolastici; che migliori la partecipazione democratica senza imporre il modello aziendalistico; che si interessi di valutazione del sistema senza abbassarsi alla somministrazione asettica di test “enigmistici”; che si preoccupi di edilizia e di sicurezza anche riducendo il numero massimo di alunni per classe; che valorizzi il processo di integrazione degli alunni con disabilità investendo in formazione e in personale; che riconosca dignità alla funzione sociale dell’insegnante e non obblighi i professionisti della scuola a lavorare di più per lo stesso compenso”.

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