Scuola: ‘Dev’essere di tutti e di ciascuno’

Intervento del candidato Sel Mauro Presini dopo i cortei di Roma in difesa di istruzione, sanità, acqua e ambiente

sel scuol“C’è bisogno di ripartire con una diversa impostazione culturale. C’è bisogno di ricominciare dalla scuola intesa come bene comune”. Sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara ad aderire e sostenere l’iniziativa organizzata dal Coordinamento Nazionale Scuola di ieri a Roma sotto lo slogan “Scuola, sanità, beni comuni: di tutte/i per tutte/i”.

Come dichiara in un suo intervento Mauro Presini, candidato per Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara alla Camera dei Deputati, “solo chi è sottomesso alla mediocrità può credere alle giustificazioni secondo le quali togliere oltre 8 miliardi alla scuola pubblica, tagliare più di 130 mila professionisti, finanziare la scuola privata, siano operazioni necessarie a risolvere la crisi economica e a riformare il sistema scolastico italiano”.

“Affrontare i problemi della scuola – aggiunge il candidato Sel – non vuol dire dividere l’opinione pubblica e sottrarre risorse ma moltiplicareoccasioni di confronto fra persone esperte, allo scopo di sommare proposte per costruire una scuola adatta ad una società dei saperi e delle relazioni, coerente con il dettato costituzionale. Una delle soluzioni per uscire dalla crisi economica e per far rinascere il nostro paese, è partire proprio da un forte investimento culturale ed economico sull’istruzione e sulla ricerca”.

La proposta di Presini è quella di “partire da un forum nazionale sulla scuola pubblica che possa definire le proposte per una scuola di tutti e di ciascuno; che tenga conto dei saperi necessari all’educazione del futuro; che crei le condizioni per ragionare di continuità, di orientamento, di uniformità dei vari gradi scolastici; che migliori la partecipazione democratica senza imporre il modello aziendalistico; che si interessi di valutazione del sistema senza abbassarsi alla somministrazione asettica di test “enigmistici”; che si preoccupi di edilizia e di sicurezza anche riducendo il numero massimo di alunni per classe; che valorizzi il processo di integrazione degli alunni con disabilità investendo in formazione e in personale; che riconosca dignità alla funzione sociale dell’insegnante e non obblighi i professionisti della scuola a lavorare di più per lo stesso compenso”.

 

20 Commenti in: “Scuola: ‘Dev’essere di tutti e di ciascuno’”


  • carmelo ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 14:47

    non uno della sinistra ( non pd quelli non sono di sinistra ) con giacca e cravatta .mi basterebbe uno per dire che non sono ” omologati”. l’ omologazione è sempre da teatrino della tristezza

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  • alberto ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 15:08

    se “il forte investimento economico” cui fate riferimento è solo assumere altre persone per l’insegnamento alle stesse condizioni attuali
    allora siete anacronistici e ragionate ancora con il pensiero “scuola = contenitore di voto elettorale”
    il sistema cosi non funziona
    mi aspettavo proposte significative e non queste buffonate demagogiche

    firmato
    ex insegnante

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  • Zorro ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 15:27

    Bravo Alberto ! La scuola è uno stipendificio ! Qui sta il punto del problema. Funziona poco, male ed è una tetta da mungere !

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  • Francesco Giombini ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 18:30

    Da insegnante, concordo in pieno con quanto detto dal candidato, che peraltro non conosco, mentre mi fa sorridere come altri commentatori, che si qualificano ex insegnanti, dimostrino la loro poca conoscenza del tema. Dire che la scuola pubblica funziona poco e male fa comodo, in specie per chi non vede l’ora che venga affossata, dopo anni di tagli selvaggi in base a logiche aziendali. Io, invece, credo che senza il lavoro di tanti colleghi bistrattati, precari e considerati un peso, forse l’Italia sarebbe ridotta molto peggio di adesso. Spero che il collega Presini venga eletto.

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  • Al ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 19:42

    Dire che qualcuno vuole affossare la scuola pubblica (con quale scopo poi? Mi risulta che la quasi totalita’ dei ragazzi italiani figli dei politici inclusi frequenta la scuola pubblica.) e’ un argomento trito e ritrito che dagli anni ’60 viene rispolverato ad ogni elezione. Per il resto il commento di @alberto rispecchia in pieno il mio pensiero.

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  • alberto ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 19:43

    gentile francesco non mi metta in bocca parole che non ho detto
    ribadisco che il sistema attuale non funziona
    e va bene per quelli che amano sopravvivere e nascondersi dietro alla massa cercando eterne giustificazioni

    ho avuto colleghi e assistenti eccezzionali
    a cui pero’ non era riconosciuto assolutamente nulla rispetto ad una buona parte che invece aveva mire completamente dioverse da quello che dovrebbe essere il loro lavoro

    ripeto
    siete troppi e fate poco
    lavorate poco e male e non azzardatevi a piantarmi la manfrina delle ore frontali e di quelle fatte a casa che vi mangio a colazione

    dovete trovare un’altra formula
    servono programmi, serve innovazione, serve merito, serve una valutazione di fine anno che parli del lavoro che avete svolto e degli obbiettivi raggiunti

    ma basta difendere il sistema attuale che sembra giri attorno agli insegnanti (come forza elettorale) e non attorno agli studenti!!!!

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  • antonella ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 21:52

    caro alberto, sedicente ex insegnante,
    se davvero lo fosse dubito fortemente che scriverebbe “ecceZZionale” invece di eccezionale..
    ma, al di là della sottolineatura ortografica che sento doverosa in quanto insegnante (io lo sono davvero..), mi preme invece farle sapere che non siamo affatto troppi, anzi, che ci troviamo con tanti ragazzi, sempre di più, con 0 ore di compresenza per attività laboratoriali e di approfondimento che tanto farebbero bene, e che, siamo gli insegnanti peggio pagati d’Europa, con un contratto scaduto da oramai 6 anni e con i miseri scatti d’anzianità settennali bloccati fino al 2014. Se tutto questo le sembra un trattamento da privilegiati, allora le suggerisco di parlare con miei colleghi di altri Paesi per avere un’idea circa la valorizzazione professionale e il riconoscimento sociale del ruolo, per arrivare a capire quanto diamo, in realtà, noi, Docenti italiani, per poco più di 1200 euro al mese, solo per rispetto delle generazioni che ci sono affidate.

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  • annaclara ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 22:43

    BRAVISSIMA ANTONELLA

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  • cri ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 22:59

    Concordo con Antonella…anche io sono sono insegnante per davvero..Alberto non credo.Poi che possiamo anche fare di più o meglio è vero.Ma ognuno di noi è fatto a suo modo.In ogni ambito o lavoro ci sono i più o meno bravi,i più o meno portati ecc.Ma la scuola è negli ultimi anni è stata bistrattata..così come gli insegnanti…che si fanno carico di tutti i problemi dei vostri figli…compresi quelli che hanno in famiglia.Poi se è così facile “rubare” lo stipendio da insegnante com’è che non lo fanno anche coloro che criticano ma che non ne hanno un’idea di quello che vuol dire insegnare!Io non mi permetto di criticare che fa un altro mestiere se non ho le conoscenze per farlo.Gli italiani invece evidentemente sono tutti Prof.

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  • alberto ha scritto il 3 febbraio 2013 alle 23:09

    antonella, la ringrazio della correzzione (non si finisce mai di imparare)
    ma non accetto insinuazioni
    sono stato docente di discipline tecniche ed ho abbandonato la scuola per diversi motivi tra i quali una precarieta’ che mi avrebbe fatto diventare di ruolo forse a 50 anni

    1400 euro sono uno stipendio basso ? per 15 ore lavorative a settimana e qualche pomeriggio al mese ? ma volete prendere in giro il resto dei lavoratori italiani ?

    non voglio trasformarla nella guerra dei poveri, ma non voglio nemmeno essere preso in giro
    lei ritirne di essere tra i professori che valgono ? allora perchè non siete voi a spingere per cambiare le cose ? perchè non siete voi a richiedere una valutazione del vostro operato ?

    sull’adeguamento del vostro stipendio e delle relative anzianita’ sono solidale con lei / voi, è una mera ingiustizia frutto dei tagli orizzontali tanto odiati
    ma non è difficile capire che siete davvero troppi e per come è strutturato il sistema costate troppo

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  • sam ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 0:42

    Alberto, a parte “correzzione” (ancora??) sono d’accordo con lei quando dice che “servono programmi, serve innovazione, serve merito, serve una valutazione di fine anno che parli del lavoro che avete svolto e degli obbiettivi raggiunti”

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  • Al ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 3:47

    @antonella “siamo gli insegnanti peggio pagati d’Europa” A fronte di cosa? Del corpo insegnante piu’ preparato ed efficiente d’Europa? Di studenti che grazie ai diplomi italiani vengono contesi dal mercato del lavoro in tutto il mondo? La scuola non funziona e voi non ne siete responsabili? Quindi se un medico sbaglia una diagnosi e’ colpa di come e’ organizzato l’ospedale? Godreste di maggiore solidarieta’ se vi assumeste anche le vostre responsabilita’ sulle arretratezze della scuola italiana invece di frignare sui vostri stipendi che per vostra fortuna non sono a rischio come quelli di tanti lavoratori.

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  • Un po' di buon senso ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 8:28

    Il problema delle valutazioni, che sarebbero sacrosante, è chi le fa, miei cari. Troppo spesso, si viene valutati non sul lavoro, che oggi i dirigenti spesso non anno nemmeno quale sia, ma su quello che il capo decide sia fondamentale: servilismo, appartenenza politica, sesso…come si ovvia a ciò?

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  • alberto ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 11:24

    ho sempre pensato che le valutazioni di un insegnante debbano essere fatte sugli allievi da lui istruiti
    in modo da valutarne l’effettivo grado di conoscenza
    ritengo che tali test dovrebbero essere effettuati due volte all’anno

    pero’ capisco benissimo la analisi fatta da “buon senso” perchè non è sempre fattibile e concreta/utile questa analisi

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  • antonella ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 16:00

    Una precisazione: io non lavoro 15 ore settimanali, bensì 24, tra le pareti della classe, mentre almeno altre 10 settimanali tra preparazione/correzione compiti/quaderni, cui aggiungiamo 40 ore tra consigli/collegi/dipartimenti/classi parallele e blablabla..In quanto alla valutazione, le dirò che magari avvenisse con scadenza annuale, ne sarei felice davvero, perchè almeno verrebbe alla luce, finalmente, quel buon 90% della categoria che si spacca la schiena in silenzio, mentre in Tv o sui forum l’opinione pubblica si affanna a denigrarlo in virtù di quel 10% che, come in ogni dove lavorativo, non assolve al suo compito come dovrebbe. Sempre meglio del nepotismo/clientelismo/ruffianesimo che invece spesso assume il ruolo di valutazione nel privato..! Il merito è una cosa seria, e l’insegnamento non appartiene ad una categoria valutabile aprioristicamente, con parametri rigidi ed onnivalenti. In tutto c’è e ci deve essere un senso, una misura, un modus operandi pesato con la..

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  • antonella ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 16:04

    .. con la stessa gravità usata nello spendere parole contro chi, comunque, sebbene non rappresenti un punto fermo per alcuni genitori, come tale è sentito invece dai bambini, che varcano la soglia della scuola ogni mattina con un sorriso sulle labbra a spalancare il cuore..
    Un grazie ai “nostri” bambini, figli di una scuola bistrattata, che pero’, nonostante ogni denigrazione, al di sopra di ogni piccineria, li ama e crede in quello che ha da offrire loro.

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  • antonella ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 16:12

    per Al: non ho mai frignato sul mio stipendio, non mi sognerei mai di farlo, altrimenti sarei andata a lavorare altrove o avrei scelto di fare altro. Chi intraprende questa carriera sa a priori che non si arricchirà mai, non di “pecunia”, almeno, ma che accumulerà nel tempo una ricchezza inestimabile che è la stima degli alunni e la gioia inspegabile di vederli crescere e maturare.

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  • alberto ha scritto il 4 febbraio 2013 alle 17:18

    Antonella, capisco che si sente toccata sul vivo e mi dispiace. La mia intenzione non è mai stata sminuire il vostro lavoro di insegnanti.
    Però vedo che lei stessa sta scrivendo esattamente quello che io vado sostenendo, serve una valutazione perché solo in questo modo si può distinguere chi è adatto all’insegnamento e chi invece è meglio che vada a fare altro.
    La mia presa di posizione è nei confronti dei politicanti oggetto dell’articolo i quali sembrano non capire nulla della realtà che li circonda e farebbero dell’italia un unico cumulo di dipendenti statali….ma potenziali elettori.
    La soluzione al problema della scuola va cercato in altra direzione che guarda agli studenti e solo come conseguenza al corpo docente.

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  • rita chendi ha scritto il 5 febbraio 2013 alle 14:49

    x Alberto,ha fatto bene a cercarsi un lavoro più remunerativo:, con il suo modo di concepire la scuola sarebbe stato un pessimo insegnante Se ci sono insegnanti che la pensano come lei farebbero bene a cambiare lavoro

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  • MARCO LEATI ha scritto il 8 febbraio 2013 alle 14:17

    Risposta ad ex insegnanti “critici” e a chi non conosce veramente dall’interno il mondo della scuola, senza voler fare polemica inutile (anche perchè certi proverbi cinesi insegnano molto ….).
    A fronte di critiche e commenti da parte di cittadini anonimi, segnalo che le azioni di protesta da tutte, dico tutte le parti del mondo scolastico e della società civile, riguardano l’impoverimento delle nostre strutture e il degrado dei luoghi, dei mezzi e dei materiali necessari all’insegnamento e di conseguenza sono critiche per la difesa e la tutela della dignità dei nostri studenti e delle loro famiglie, che hanno diritto ad avere una istruzione adeguata. Ricordiamo sempre quanto scritto da Italo Calvino:
    “UN PAESE CHE DISTRUGGE LA SUA SCUOLA NON LO FA MAI SOLO PER SOLDI, …..UN PAESE CHE DEMOLISCE L’ISTRUZIONE E’ GIA’ GOVERNATO DA QUELLI CHE DALLA DIFFUSIONE DEL SAPERE HANNO SOLO DA PERDERE.”
    Marco Leati del Coordinamento “la scuola è di tutti” ….. e per tutti.

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