Cronaca
25 Novembre 2012
Quindici identificati. Un ragazzo portato in questura: "Potrebbero contestargli il reato di violenza privata"

Si staccano dal corteo per occupare l’alberghiero

di Redazione | 3 min

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 di Martin Miraglia

Momenti di tensione ieri mattina intorno alle 11, quando un gruppo di circa 40 studenti si è staccato dal corteo ‘ufficiale’, organizzato dai rappresentanti degli istituti superiori ferraresi contro il ddl 953 in discussione al Senato, e ha puntato verso via De Romei, via nella quale si trova la sede dell’istituto alberghiero Orio Vergani.

Il manipolo di ragazzi ha aspettato la fine delle lezioni, poi è entrato nella scuola chiedendo ai professori di uscire. Davanti al rifiuto dei docenti ha così compiuto quella che definisce “un’azione dimostrativa”: ha chiuso con un catenaccio l’ingresso principale dell’istituto, lasciando però aperti gli altri. La Digos è a questo punto è intervenuta procedendo all’identificazione di circa una quindicina di ragazzi. Tra questi un quindicenne che reggeva in mano il catenaccio  ed è stato portato in questura per alcuni accertamenti.

In via De Romei si sono quindi precipitati Elisa Corridoni e Irene Bregola di Rifondazione Comunista, assieme ad Antonio Ferrucci, segretario provinciale del settore scuola dell’Unione Sindacale di Base.

Inizialmente si era sparsa al voce che al quindicenne fosse stato contestato il reato di sequestro di persona, e gli animi avevano già cominciato a scaldarsi: alcuni degli organizzatori ufficiali del corteo sono arrivati all’ingresso del Vergani e hanno preso parte a un litigio con i giovani che invece dal corteo erano fuoriusciti.

Elena Corridoni, della segreteria provinciale di Rifondazione, ha subito spiegato alla stampa: “Da parte degli studenti non è stata usata alcuna violenza. Questa era un’iniziativa dimostrativa – svoltasi peraltro alla fine delle lezioni – che poteva risolversi in altri modi”. Alcuni studenti, che hanno ascoltato e confermato le dichiarazioni rilasciate da Corridoni,  hanno accusato gli insegnanti dell’istituto: “Qualche professore ha chiuso dentro alcuni dei manifestanti e li ha minacciati, chiamando la polizia”.

Supporto alla protesta è arrivato anche dall’Usb per bocca di Antonio Ferrucci, che ha parlato di una “risposta sproporzionata”. “Eravamo alla manifestazione al fianco degli studenti – racconta Ferrucci -, senza alcuno striscione o bandiera perché stavamo esprimendo la nostra solidarietà agli studenti che  cercano di salvare la scuola pubblica”.

Verso mezzogiorno gli studenti che avevano tentato di occupare l’istituto hanno formato un secondo mini corteo e si sono diretti in questura, affiggendo temporaneamente qualche striscione e aspettando la liberazione del loro compagno. Il 15enne è stato rilasciato verso le 13, accompagnato fuori dalla questura proprio da Irene Bregola e da Elisa Corridoni, suscitando l’applauso dei manifestanti accorsi per lui in corso Ercole I D’Este. Il quindicenne non ha rilasciato dichiarazioni ma, alla domanda dei cronisti, ha risposto di non aver avuto paura.

Un ulteriore commento è arrivato da Corridoni: “Al ragazzo non è stato contestato alcun reato. Visto che solo un ingresso della scuola era stato chiuso, e le persone erano libere di uscire, il questore ritiene improbabile che al giovane possa essere contestato il reato di violenza privata. Era un atto dimostrativo –  ha ribadito l’esponente di Rifondazione -, di certo non è successo nulla di grave: questo rientra nella normale dialettica delle manifestazioni. Sicuramente la questione si sarebbe potuta risolvere in un altro modo, senza condurre nessuno in questura”.

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