Comacchio
5 Ottobre 2012
Bloccato camion di arredi e macchinari. Ai cittadini della Consulta si uniscono giunta e consiglieri. Fabbri: 'Stile Asl non informare'

Rivolta al San Camillo, fermato trasloco attrezzature

di Redazione | 2 min

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Comacchio. Una rivolta popolare al San Camillo ha impedito il trasferimento di arredi e attrezzature dall’ospedale di Comacchio. Una protesta intrapresa da un gruppo di cittadini della Consulta Popolare per il San Camillo con il suo presidente Manrico Mezzogori, sostenuta anche dalla giunta comunale e da alcuni consiglieri, fra cui Antonio Di Munno (Pdl), che è risucita a bloccare il camion che stava per trasferire, in località non nota, alcuni arredi e attrezzature di Endoscopia.

Il camion, che aveva caricato il materiale nascosto in una zona retrostante all’ospedale, è stato fermato dai cittadini della Consulta attorno alle 14 e alla protesta si è poi aggiunto anche il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, che verso le 15 di ieri è stato raggiunto telefonicamente mentre era impegnato con altri sindaci in una riunione in Comune a Copparo. Una volta conclusa la riunione (inerente il piano di chiusura degli uffici postali presentato da Poste Italiane), Fabbri si è immediatamente recato presso l’Ospedale San Camillo, dove nel frattempo erano intervenute anche due pattuglie dei carabinieri di Comacchio assieme al capitano della Compagnia, Luca Nozza.

Una rivolta che ha avuto come risultato quello di far riportare ogni cosa al suo posto, all’interno dell’ospedale San Camillo. “L’Amministrazione comunale – ha commentato poi il sindaco Fabbri – come al solito non era stata informata del trasferimento di apparecchiature e ciò non mi meraviglia, perchè tale operazione rispecchia lo stile adottato dall’Asl in altre analoghe circostanze. Anche il trasferimento dei Servizi di Igiene Pubblica da via Fattibello a Migliarino non era stato concordato, nè comunicato. Auspichiamo un incontro in tempi brevi con il presidente della Regione Vasco Errani, come richiesto dal Consiglio comunale straordinario del 10 agosto scorso, al fine di fare chiarezza definitivamente sul futuro del San Camillo”.

“Quello dell’Asl è un comportamento scandaloso – ha dichiarato da parte sua Di Munno – di un’arroganza inaudita. Non si rendono conto che queste operazioni vanno pianificate e concordate, comunicate prima. Qui la gente vuole sapere quale sarà il futuro dell’ospedale e chiede che vengano rispettati gli accordi. Non si può agire di nascosto senza informare nessuno. E non si trattava di un trasferimento di soli arredi”.

In merito alla vicenda lam direzione aziendale dell’Asl di Ferrara non ha voluto ‘a caldo’ rilasciare dichiarazioni. Da quanto si apprende tuttavia l’Endoscopia Digestiva al San Camillo sarebbe ormai ferma da giugno e gli arredi e le attrezzature, oggi, avrebbero dovuto essere trasferiti all’ospedale del Delta.

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