Fiscaglia
9 Agosto 2012
Il monitoraggio di Arpa continua per misurare la ricaduta delle emissioni al suolo

Incendio a Migliaro, le prime relazioni sulle diossine

di Redazione | 2 min

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Migliaro. Il 3 a l’8 agosto sono stati pubblicati sul sito Arpa i primi due rapporti sintetici delle analisi effettuate sui campionamenti dei fumi prodotti dall’incendio di Magliaro, alla ricerca di diossine e di composti assimilabili alle diossine. Le analisi sono state eseguite con tecniche e strumentazioni diverse tra loro: le prime più speditive e approssimate nei risultati, le seconde più attendibili perché effettuate con metodi più avanzati e che hanno richiesto più tempo.

Le due relazioni, pubblicate integralmente alla pagina http://www.arpa.emr.it/dettaglio_notizia.asp?id=3641&idlivello=30, convergono nell’affermare che per gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) “non si evidenziano elementi di criticità ambientale”: il benzo a pirene (unico IPA normato) è sempre presente in concentrazioni inferiori al valore obiettivo e dello stesso ordine di grandezza di quelli rilevati nel centro cittadino di Ferrara nel periodo invernale.

In merito ai policlorobifenili (PCB, sostanze “dioxin like”, simil diossine) l’analisi conferma che “le concentrazioni rilevate sono inferiori di alcuni ordini di grandezza (da 100 a 10.000) rispetto alle concentrazioni tipiche indicate nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pari per aree urbane ed industriali a 3000 pg/m3”.

Per quanto riguarda diossine e furani (PCDD/PCDF) la seconda relazione perfeziona alcuni dati di quella precedente, “in virtù – spiega Arpa – dell’utilizzo strumentazione ad alta risoluzione e si conferma per molte di queste sostanze la presenza in concentrazioni inferiori alla soglia di rilevabilità degli strumenti analitici”.

Le concentrazioni  di diossine e furani rilevate nei campioni prelevati presso le centraline di Gherardi ed Ostellato, al pari dei precedenti, “sono risultate inferiori a quelle segnalate dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come indicatrici della presenza di  emissioni industriali”  (0,3 pg I –TE /m3). Arpa ha però rilevato in generale la presenza di inquinanti simili a minore tossicità.

Questi risultati preliminari potranno essere “meglio ed ulteriormente contestualizzati – assicura l’agenzia per l’ambiente – a seguito degli esiti delle indagini ancora in corso, che continueranno nelle prossime settimane, soprattutto allo scopo di valutare la ricaduta ambientale sulla base di una pianificazione congiunta con il Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Ferrara”.

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