L’addio a un “eroe del lavoro”
Anche Bonanni e Gabrielli ai funerali solenni di Nicola Cavicchi
Ferrara si è stretta attorno a Nicola Cavicchi, “uno degli anonimi eroi del lavoro che mantengono in piedi il nostro Paese”. La parole sono di Raffaele Bonanni, presente ai funerali solenni di ieri pomeriggio, per ricordare un proprio iscritto martire del lavoro. Il segretario nazionale della Cisl, prima di entrare nella chiesa della Sacra Famiglia dove si tengono le esequie, assicura che “tutto il sindacato lavora per chiedere al governo un impegno forte e coerente per questi territori”. Che in concreto significa “esenzioni fiscali” per “provvedere con più facilità a risolvere i problemi causati dal sisma e a riprendere la produzione per non perdere quote di mercato”.
Le dichiarazioni politiche hanno lasciato poi spazio alle parole dell’omelia. “Nicola lascia un patrimonio di vita, il suo sorriso inconfondibile che infondeva confidenza e simpatia in chi lo incontrava, la sua pazienza e la sua forza nel tollerare e vincere la malattia, la socievolezza e l’affabilità verso i colleghi e gli amici, un patrimonio di cui la nostra società ha molto bisogno. Oggi Nicola è con Dio in paradiso”.
Con queste parole emozionate il parroco di San Martino, monsignor Marino Vincenzi, ha ricordato il giovane travolto dal terremoto la notte di domenica 20 maggio mentre lavorava in uno dei capannoni della Ceramica Sant’Agostino. Un giovane che don Marino conosceva “da quando aveva 9 anni – ci confiderà al termine della cerimonia -, l’ho visto crescere e giocare in parrocchia”.
A salutarlo e a portare conforto ai familiari, tanti amici, colleghi di lavoro e del sindacato, parenti, abitanti di San Martino, insieme a molte persone che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza e alla famiglia Manuzzi. Numerose anche le istituzioni e le forze dell’ordine presenti: il prefetto Provvidenza Raimondo, il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore al turismo Davide Bellotti in rappresentanza della Provincia, il presidente della Regione Emilia -Romagna Vasco Errani, la senatrice Teresa Bertuzzi, il questore di Ferrara Luigi Mauriello, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Fulvio Bernabei. Presenti in prima fila anche il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, mentre il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha inviato una corona di fiori.
A dare inizio al rito funebre, il saluto dell’arcivescovo Paolo Rabitti, che si è voluto unire al cordoglio dei familiari e ha portato le condoglianze del Santo Padre, incontrato pochi giorni fa. “Ho visto le breccia nella Chiesa, che è stata danneggiata dal terremoto – ha detto l’arcivescovo rivolgendosi ai familiari del giovane – ma le vere ferite sono quelle dei vostri cuori. Preghiamo con la certezza che Nicola è nelle braccia del Padre. Il lutto può generare speranza”.
Dopo la lettura e il vangelo, l’omelia del parroco di San Martino ha toccato i cuori e le anime di tutti i presenti, traducendo in parole il dolore tutto umano che proviamo davanti ad una morte così ingiusta “La morte genera sempre dolore e sgomento, ma quando la morte porta via un giovane, è un lutto per tutti. La vita ci appare sommamente ingiusta e crudele, è l’annientamento del progetto e dei programmi di vita. Le parole impallidiscono, e le domande sono infinite, domande a cui mancano risposte ragionevoli”. “Ma la fede in Cristo – ha proseguito Monsignor Vincenzi - è una risorsa, perché sa dare ancora valore e significato alle nostre giornate. La vita non finisce con la morte, la vita non è tolta, ma trasformata. E, rivolgendosi poi direttamente a Nicola, “l’anima che sopravvive al corpo ti permetterà di mantenere legami forti con chi ti ha generato e con coloro che hanno condiviso con te gioie e dolori”.
Al termine della cerimonia, il feretro, con la corona di fiori bianchi e la maglia della squadra di calcio di San Carlo firmata dai compagni, è stato quindi portato fuori dalla Chiesa, mentre gli amici portavano il loro saluto ai familiari e tante persone, fuori, nel piazzale li attendevano, in silenzio e tra le lacrime. L’applauso della gente e la resa degli onori funebri delle forze dell’ordine schierate, hanno accompagnato il carro funebre e la macchina dei familiari che si dirigevano verso il Campo Santo di San Martino.
A margine dei funerali c’è poi spazio per la vicenda giudiziaria. In attesa dei nomi degli indagati per omicidio colposo per il crollo dei capannoni di Sant’Agostino e Bondeno, il segretario provinciale Cgil Giuliano Guietti annuncia che il suo sindacato “ha intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo e per questo abbiamo già dato mandato di procedere all’avvocato Rioccardo Venturi. Chiediamo con forza che si faccia chiarezza sulle responsabilità. E’ un evento terribile, ma forse non era sconatto che dovesse provocare delle vittime”.
4 Commenti in: “L’addio a un “eroe del lavoro””
Scrivi un commento
Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Condividi via email







Tante condoglianze alla sua splendida famiglia.
Purtroppo quet’anno al 28 maggio 2012 sono già morti sul lavoro 222 lavoratori.
Questo non è un paese civile!
http://cadutisullavoro.blogspot.it/
Senza polemiche, mi piacerebbe che semplicemente la città si stringesse attorno alla famiglia.
ciao amico mio alla prox !
Fino a quest’articolo non ne avevo la conferma perché non avevo trovato nessuna foto pubblicata.. questo ragazzo era in classe con me alle superiori. Un abbraccio forte e condoglianze alla famiglia.