Terremoto e leggende: il campanile di Poggio

Venne fatto ricostruire nel 1946 da Evaristo Manservisi in memoria del figlio. Voci di paese raccontano il perché

Poggio Renatico. Se lo si osserva bene appare sproporzionato rispetto alla chiesa a cui è collegato. Non solo per  essere stato eretto, anzi rifatto, in epoca più recente. E in effetti un campanile di ‘solo’ sedici metri, quello della chiesa di Poggio Renatico dedicata a San Michele Arcangelo, pone qualche interrogativo. L’ipotesi più razionale è che si sia voluta fermare la sua costruzione a quell’altezza per evitare che l’eccessivo peso facesse sprofondare la struttura, dato che il terreno su cui sorge risulterebbe poco stabile. Ma c’è un’altra ipotesi, più suggestiva e poetica, legata a quella che potrebbe essere anche una leggenda e che renderebbe il probabile abbattimento del campanile, quasi irrimediabilmente danneggiato dal sisma del 20 maggio, una sorta di tragedia nella tragedia.

Sopra il portone del campanile, infatti, è ben visibile la lapide con la dedica che nel 1946 fecero i genitori al figlio morto, Luciano Manservisi, al quale dedicarono la costruzione della parte superiore del campanile. Sopra la lapide è riportata anche la foto del giovane. Ebbene, quando morì Luciano aveva 16 anni, corrispondenti all’altezza del campanile. E c’è chi dice in paese che non si tratterebbe di una coincidenza. I genitori Anna ed Evaristo, ma in particolare il padre Evaristo, fecero ricostruire il campanile danneggiato dagli eventi bellici proprio in memoria del figlio.

Il campanile della chiesa lesionato dopo il terremoto

Pare che proprio Evaristo Manservisi, il padre, possedesse una fortuna e che l’avesse devoluta in gran parte in beneficenza e per erigere edifici a Poggio Renatico. A lui si dovrebbe la costruzione dell’asilo del paese, in via XX Settembre, ora divenuto casa protetta per anziani, nonché la realizzazione di due case adiacenti dalle caratteristiche architettoniche singolari, che ancora si possono ammmirare in via Segadizzo nei pressi della ferrovia. Una delle due case riporta una lapide con la scritta “Casa del fringuello accecato”. Anche questa dedica avrebbe un significato preciso.

Ed ecco la leggenda. Una storia tramandata di bocca in bocca, forse ingigantita all’inverosimile o forse, chissà, con un consistente fondo di verità. Una storia che qualcuno a Poggio Renatico ancora racconta e che riaffiora in questi giorni in cui la terra continua a tremare. Seconda tale leggenda alla fine della guerra i tedeschi in fuga passarono anche da Poggio. Fu una fuga precipitosa, durante la quale furono costretti ad abbandonare lungo il tragitto molte cose superflue e ingombranti per la ritirata. Fra le cose che i tedeschi abbandonarono a Poggio, lanciandole nel Reno, pare vi fosse anche una cassa contenente oro, o forse denaro o preziosi. Il gesto dei tedeschi in fuga non passò inosservato a Evaristo Manservisi, che nottetempo si recò sulle sponde del Reno assieme a figlio. Con una corda assicurò il sedicenne e lo calò nelle acque del fiume, in quel momento tranquille e in secca, alla ricerca della preziosa cassa. Cassa che il figlio Luciano trovò e recuperò assieme al suo misterioso contenuto. Purtroppo però il bagno nel Reno procurò al giovane una broncopolmonite che lo portò in breve tempo alla morte.

La leggenda vuole che il rimorso del padre fu tale da indurlo appunto a impiegare quella fortuna recuperata dal figlio al prezzo della vita in opere a favore del paese di Poggio Renatico, tra cui appunto la ricostruzione del campanile, dell’asilo-casa protetta e della doppia casa. Il riferimento al “fringuello accecato” nella lapide di una delle due abitazioni, non sarebbe altro che una frase che il padre avrebbe rivolto a sé stesso, accecato dalla brama di denaro e ricchezza.

La lapide del campanile

Che si tratti di una storia vera o di una vicenda che la gente del paese ha nel tempo trasformato, di certo è che ancora oggi è ben leggibile la dedica al figlio sulla lapide del campanile: “Luciano il tuo babbo la tua mamma s’abbassarono in terra per innalzarti in cielo a tua memoria ai secoli innalzarono. I genitori Anna Evaristo Manservisi. Poggio Renatico 7 ottobre 1946″. Lapide e foto del povero Luciano non dovrebbero comunque essere toccate. L’orientamento, dopo i danni provocati dal sisma, sarebbe infatti quello di ricostruire ciò che è possibile ricostruire. Così vale per la torre dell’orologio del Castello Lambertini, che secondo tale logica conservativa potrebbe tornare a svettare riutilizzando lo stesso materiale crollato. E così dovrebbe essere anche per il campanile della chiesa, del quale si manterrebbe la base, di epoca meno recente e non lesionata, per abbattere e ricostruire invece tutta la parte superiore. La memoria di Luciano e la volontà dei suoi genitori in questo modo non verrebbe violata nonostante le ferite provocate dal terremoto.

 

31 Commenti in: “Terremoto e leggende: il campanile di Poggio”


  • mirabello news ha scritto il 28 maggio 2012 alle 9:40

    onestamente di guai ne abbiamo già abbastanza senza stare a pensare e a riflettere anche sulle leggende…

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  • Rodolfo Sani ha scritto il 28 maggio 2012 alle 9:41

    Solo per aggiungere che anche il Campo Sportivo comunale fu costruito dal Signor Evaristo Manservisi in memoria di Luciano.

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  • mah ha scritto il 28 maggio 2012 alle 9:46

    mi vien la pelle d’oca…articolo più inutile non si poteva scrivere. Poi non ho capito: ha ricostruito un campanile di TUTTI, per interessi e motivazioni personali(la scomparsa del figlio). brav’om!

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  • Protesto ha scritto il 28 maggio 2012 alle 11:26

    Buttatelo giù, sempre alla memoria di Luciano Manservisi!

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  • anna.b ha scritto il 28 maggio 2012 alle 12:22

    Credo che in questo momento di cosa da scrivere o da raccontare ce ne potrebbero essere molte. Vorrei poter leggere articoli rassicuranti in merito al nostro rigassificatore che abbiamo alle porte del paese e mentre aspettiamo che qualcuno scriva qualcosa, leggiamoci queste righe:/www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-clini-frena-su-stoccaggio-gas-a-rivara-9643.html
    Io dormo in auto da 8 giorni, non riesco a stare in casa perchè tutto balla in continuanione, ho il terremoto ‘dentro’ ! Fuori dal nostro perimetro nessuno capisce la portata del danno : mi chiedo perchè questo silenzio, cosa nasconde questo silenzio? I conti non mi tornano.

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  • Il vallivo ha scritto il 28 maggio 2012 alle 12:42

    Invece di preoccuparvi delle chiese preoccupatevi delle case di quella povera gente!

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  • stefano69 ha scritto il 28 maggio 2012 alle 12:43

    Certo che scriticare di chi e cosa scrivere una testata online di cui nulla paghi mi sembra prepotente e disonesto

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  • stefano69 ha scritto il 28 maggio 2012 alle 12:45

    Certo che criticare una testata online di cui nulla paghi su un articolo del genere mi sembra prepotente e disonesto

    scusate la “sgrammatica” precedente

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  • Alro ha scritto il 28 maggio 2012 alle 13:41

    E alla base di Poggiorenatico tutto ok…presumo di si!

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  • Gigetto ha scritto il 28 maggio 2012 alle 14:22

    anna.b risiedo dall’altra parte della citta’ , quella ” fortunata” che ha subito meno danni, ma non per questo non sono preoccupato della situazione. Nessuno parla dei danni che hanno subito le case e gli edifici di ferrara, tutti proseguono come se niente fosse successo. I nostri figli vanno a scuola in aule dichiarate agibili, ma con crepone che prima non c’erano…ma continuiamo a far finta di niente. Ferrara era una citta’ morta….adesso e’ pure seppellita….

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  • Gianna ha scritto il 28 maggio 2012 alle 14:45

    Scusate se mi intrometto, sono una ragazza poggese, che come tanti altri ha vissuto il terremoto in tutto e per tutto. Sono stata molto fortunata, ho ancora un tetto ed una casa in cui vivere, nessun danno alla mia famiglia e anche il lavoro (nonostante sia precaria) non si è fermato. Ogni giorno penso a tutte quelle persone che invece il lavoro l’hanno momentaneamente (si spera solo momentaneamente) perso, la cui casa è inagibile e quindi costretti a dormire fuori e soprattutto a quelli che hanno perso un proprio caro…ma questo ve lo devo proprio dire…che cosa vi cambia se viene o non viene scritto un articolo del genere? Perlomeno è sempre attenzione che si mentiene viva sul nostro paese visto che comunque ha riportato gravi danni in tutto il centro e non solo, e sulle grandi testate giornalistiche e televisive non ne viene mai dato accenno praticamente!

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  • Pace ha scritto il 28 maggio 2012 alle 15:12

    Le case della gente sono sicuramente una priorità ma le chiese , specialmente se antiche , il patrimonio storico e culturale sono comunque un bene di tutta la comunità che sarebbe giusto ,dove possibile recuperare ! Sinceramente non capisco certi commenti del tipo invece delle chiese preoccupatevi delle case ! Bisogna preoccuparsi delle une e delle altre ! 

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  • Il vallivo ha scritto il 28 maggio 2012 alle 15:24

    Certo,xchè è piu importante costruire una chiesa che dare una casa a della povera gente che ha perso tutto!Immagino che i pollici in giù siano dei soliti bigotti,vorrei vedere voi al loro posto se dareste la precedenza alle chiese o alle case!?

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  • anna.b ha scritto il 28 maggio 2012 alle 15:28

    Della Base di Poggio non si sa nulla……………..come, del resto, di tante altre cose………….purtroppo……….molto silenzio e molta omertà………….

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  • Nick ha scritto il 28 maggio 2012 alle 15:45

    Peoccupatevi di mettere in sicurezza le chiese, assicurate che le persone abbiano un tetto, poi potete pure ricostruirle, ci mancherebbe, i luoghi di culto sono la nostra cartà d’identità, ma prima aiutiamo i bisognosi. spero che per la ricostruzione delle chiese lo STATO PONTIFICIO sborsi i proprii danari, non i nostri.

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  • Gianna ha scritto il 28 maggio 2012 alle 16:49

    Per il vallivo, mi piacerebbe sapere cos’è che le rode tanto al punto di dare dei bigotti (e quindi offendere senza conoscere) alle persone che sanno benissimo cosa vuol dire questa tragedia, poichè ci abitano nel paese in questione; gente che la notte del 20 maggio ha vissuto nel terrore e nell’impotenza per non poter fare niente per evitare che accadesse, me compresa! Quindi se permette, non offenda e piuttosto cerchi di capire che il campanile è un simbolo di Poggio Renatico, insieme alla sua Abbazia (compresa quella di Chiesa Vecchia che, ricordo, è distrutta), la torre del Comune e altri palazzi seriamente colpiti e danneggiati. Certo è importantissimo ridare una casa a chi l’ha persa, ma non faccia finti moralismi per piacere che ce ne sono già troppi in giro

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  • mirabello news ha scritto il 28 maggio 2012 alle 17:06

    @nick: assodato che siete i soliti (o il solito) troll che si aggira da un thread all’altro, è chiedere troppo – visto che avete casa e pc – di non infastidire chi invece il terremoto l’ha avuto? grazie anticipate.

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  • Il vallivo ha scritto il 28 maggio 2012 alle 17:33

    @Gianna:sono più utili le mani che aiutano di quelle che pregano!Se nel 2012 la gente ha ancora bisogno di credere in queste cose siamo messi veramente male!Io la precedenza la do alla costruzione delle case di quella povera gente e non al campanile!
    Non sto facendo il finto moralista ma il realista,nei tg e nei giornali non c’è stata una persona che abbia accennato alla ricostruzione di una sola casa,all’invio di un modulo abitativo,tutti a preoccuparsi delle chiese!Se a lei interessa di + andare a pregare che vivere in casa sua io non so cosa dirle.

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  • gibbo ha scritto il 28 maggio 2012 alle 17:44

    anche dentro alla base ci sono stati crolli…

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  • Realtà ha scritto il 28 maggio 2012 alle 19:27

    Della base ne so io qualcosa dato che ci lavoro … molti edifici sono crollati nella parte interna ma da fuori si vede che i muri sono gonfi e pericolanti ma nonostante tutto ci fanno lavorare lo stesso.Dalla strada esterna sembra tutto apposto.C’è da avere il terrore ad entrare nelle strutture…il resto immaginatelo!!

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  • Gian Luca Brunello ha scritto il 28 maggio 2012 alle 20:42

    non è che sia un granchè il nostro campanile… anche se dispiace che lo buttino giù.
    comunque in 32 anni sta leggenda mi è nuova….
    già si scrive poco di poggio, se poi uno dei pochi articoli è una storiella del genere… ma per favore!

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  • passiflora ha scritto il 28 maggio 2012 alle 23:24

    ….bla..bla…bla….
    Ringraziamo il Signore Gesù che ci ha salvati da terrore più Grande!
    Attenzione! Riflettiamo su questo!!!!
    Orario…poche ore prima c’era multitudine di gente in piazza. Poche ore dopo ci sarebbe stata gente in chiesa e in piazza….
    Meditate gente, Meditate!!!
    E’ ora di cambiare vita!
    Più UMILTA’ e le cose andranno meglio per tutti!
    GRAZIE e saluto TUTTI!

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  • annaclara ha scritto il 29 maggio 2012 alle 1:05

    Io l’articolo lo trovo interessante, e interessarsi a un argomento di cultura non significa non essere solidali con i terremotati, anzi conoscere porta a capire meglio i problemi. Se a qualcuno dà fastidio mi dispiace, ma sinceramente dire “questo articolo è inutile perché ci sono i problemi dei terremotati” non porta alcun vantaggio ai terremotati stessi.

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  • maurizio ha scritto il 29 maggio 2012 alle 1:50

    io credo che nessuno possa arrocarsi il diritto di giudicare il pensiero o il parere di ognuno che ha subito e vissuto quei momenti di terrore e di impotenza davanti alla forza della natura così devastante.Cerchiamo di rispettare il prossimo se poi pretendiamo di essere a nostra volta, rispettati.Non ci deve essere accanimento ma comprensione e tanta voglia di renderci utili in qualche modo,smettiamo per un attimo di comportarci da bestie.

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  • Non ci credo ha scritto il 29 maggio 2012 alle 8:32

    @passiflora.  Andate a vivere in chiesa se x voi è piú iMportante la vita religiosa che quella reale. Perchè non vi fate tutti preti e suore, così non potete moltiplicarvi tra di voi?…e per fortuna non c’era nessuno nelle chiese sennò vi facevano santi oppure lo Stato vi faceva il funerale in pompa magna. Sbrigatevi ad andare a quel paese che con sta religione di Stato avete rotto il bip! Siete peggio di un vegetariano che vi rompe le scatole se vi mangiate un panino con il prosciutto, con tutto rispetto per i vegetariani miei amici e non! 

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  • Luca ha scritto il 29 maggio 2012 alle 9:44

    Annaclara ma che cultura è??? popolare forse
    è una favola!

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  • Beto ha scritto il 4 giugno 2012 alle 10:16

    Buongiorno a tutti.
    Premetto che sono Poggese da 8 anni, e provengo da Este in provincia di Padova.
    Nonostante la situazione di grave incertezza che staimo TUTTI vivendo, un articolo come questo mi ha fatto piacere anche perchè così conosco nuovi aspetti di Poggio Renatico. Inoltre non dico che bisogna buttarsi tutto alle spalle perchè è impossibile anche per me che fortunatamente non ho avuto danni fisici alla casa, i danni psicologici sono veramente i più difficili da superare. Anche se questo articolo è una favola, una distrazione non fa male … mi dispiace vedere questi commenti astiosi tipo bigotto si , bigotto no … Ognuno ha una sua opinione che può essere o no condivisa, ma non per questo disprezzabile. Per PASSIFLORA : Condivido il tuo pensiero circa l’orario in cui è avvenuta al scossa , poteva essere un massacro, anche se non sono molto credente e/o praticante una preghiera l’ho fatta ugualmente, però se qualcuno lassù c’è veramente mi sembra stia pensando ad altro …

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  • roberta ha scritto il 4 giugno 2012 alle 15:31

    ecco risolta la diatriba…il campanile non c’è più.

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  • Arch. Vincenzo Giordano ha scritto il 4 giugno 2012 alle 15:32

    Non sono assolutamente daccordo con la decisione dell’abbattimento di quel campanile, si poteva salvare, si doveva salvare. Se fosse crollato da solo ne sarebbe rimasto in piedi un pezzo, al patrimonio dell’umanità bastava anche quello! ma sbriciolarlo in quel modo li no!!!

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  • monia ha scritto il 4 giugno 2012 alle 17:49

    mi sembra che non sia di grossa rilevanza se a poggio ci sono bigotti o meno il campanile non e’ crollato solo per gli uni o per gli altri ,non c’e’ piu’ e non c’e’ piu’ per entrambi .quindi polemiche a dir poco sterili servono solo per riempire la bocca di alcuni,dovete sfogare rabbia o delusione?PERFETTO badile e a spalare che vi passa .non siete in grado di sapere cosa questo evento significhi per ognuno di noi,lo sciacallaggio non e’ solo di oggetti ma anche di sentimenti.rispettate il punto di vista di ognuno.non vado in chiesa e non cambiero’ le mie abitudini dopo il terremoto ma sono poggese e amo il mio paese con i suoi simboli,certo che andro’ avanti lo stesso ma mi manchera’ un pezzetto.

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  • San Michele ha scritto il 5 giugno 2012 alle 16:33

    la verità è che Manservisi i soldi li ha sempre avuti, il figlio è morto di broncopolmonite che all’epoca dei fatti poteva essere letale, ed egli con i propri fondi, ha fatto erigere il campanile, con materiali di qualità non eccelsa e con una costruzione di poco criterio, dato che è stata interrotta ai 16 metri altrimenti non avrebbe retto il peso e sarebbe crollata appena eretto. inoltre non conteneva neanche le campane, in quanto la già precaria struttura non avrebbe retto il peso. Infatti le campane si trovavano all’esterno e fatte suonare con la più classica delle corde.
    da 30 anni a questa parte un disco ha riprodotto il suono delle campane.
    con tutto l’affetto per chi era legato al campanile… posso solo aggiungere che il punto di massima celebrità il campanile lo ha avuto nel momento della sua distruzione.

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