Economia e Lavoro
28 Aprile 2012
I sindacati hanno rigettato le proposte della cooperativa dopo tre anni di trattativa. Varata una misura straordinaria per tutelare i redditi dei lavoratori

Coop Estense, contratto integrativo ‘estinto’

di Redazione | 3 min

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Coop Estense si dice rammaricata per il mancato accordo con cui si è conclusa la lunghissima trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno deciso di rigettare le proposte che la cooperativa ha presentato nell’intento di concludere il confronto, giunto ieri alla scadenza che entrambe le parti avevano concordato. “Tale decisione – commentano i vertici di Coop Estense con un comunicato inviato alla stampa cittadina – è ancor più amara e preoccupante se si considera che il suo immediato effetto è il decadere del contratto integrativo per tutti i dipendenti di Coop Estense a partire dal 1° maggio”.

La scelta fatta dai sindacati per Coop Estense è “incomprensibile” e viene considerata come il frutto della rigidità e della chiusura “di un interlocutore che, in una trattativa protrattasi troppo a lungo, mai ha accompagnato i continui rifiuti e vincoli posti alle idee della cooperativa, con proposte concrete tese a confermare l’interesse e la volontà di rinnovare il contratto”.

L’ultima proposta presentata da Coop Estense è il secondo tentativo di mediazione dopo quello di ottobre 2010 ed è frutto di tre anni di discussione e della ricerca di un compromesso “oltre il quale la cooperativa non intendeva e non poteva andare”. Come sottolinea Coop Estense, tre anni di trattative sono troppi per un contratto la cui impostazione è vecchia di oltre vent’anni e che è divenuto ormai incompatibile con i cambiamenti che il mercato, e in esso Coop Estense, ha subito in questi anni: la cooperativa, e quindi i lavoratori, hanno il diritto e la necessità di operare in condizioni idonee ad affrontare le delicate sfide attuali e future”.

Un’esigenza, però, che non sarebbe stata condivisa dalle organizzazioni sindacali. La cooperativa rivendica la bontà della propria proposta che “avrebbe visto un complessivo miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti, compresa la possibilità per tutti di guadagnare di più, oltre all’incremento di orario per 1.000 lavoratori part time, e 300 nuove assunzioni a tempo indeterminato”.

“Un contratto che nella proposta di Coop Estense – aggiunge il comunicato – rispondeva concretamente ai principali obiettivi che le parti avevano convenuto di porsi: riduzione della precarietà, da una parte, e rinnovo di un impianto ormai obsoleto per affrontare il mercato di oggi, dall’altra. Un contratto che, salvaguardando le condizioni di tutti i dipendenti, avrebbe finalmente riconosciuto, anche economicamente, la motivazione, le capacità e le professionalità dei lavoratori, interpretando la valorizzazione del merito individuale non solo e non tanto come un elemento indispensabile allo sviluppo della cooperativa, ma come un sacrosanto diritto di ciascun lavoratore. Al centro della proposta di Coop Estense c’è stata proprio la volontà di affrontare la crisi incrementando i posti di lavoro e investendo sulla crescita professionale e sulle retribuzioni degli individui”.

L’esito di questa trattativa pone fine ad un’era contrattuale che ha segnato gli ultimi 30 anni della cooperativa. L’augurio di Coop Estense è che possa essere rilanciata una nuova fase di contrattazione aziendale “al cui centro vengano posti i risultati aziendali e individuali: su questo terreno la cooperativa assicura piena disponibilità a riprendere la discussione quanto prima”.

In questo frangente, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori dai più immediati effetti dell’estinzione del contratto integrativo aziendale, il consiglio di amministrazione di Coop Estense ha deliberato l’applicazione di un regolamento interno che varrà per tutti gli attuali assunti. Regolamento che salvaguarda tutte le principali condizioni economiche e normative (premio aziendale, riduzioni orarie, maggiorazioni festive, indennità di funzione ecc.)  attraverso il mantenimento dei contenuti dei maggiori istituti che erano disciplinati dal decaduto integrativo aziendale.

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