
Mario Zamorani
Per oggi, domenica 14 agosto, è stato organizzato un giorno di sciopero totale della fame e della sete per ottenere la convocazione straordinaria del Parlamento su Giustizia e Carceri. Sono oltre 1.500 le persone che già hanno aderito a questa forma di lotta nonviolenta a cui domani parteciperà il radicale ferrarese Mario Zamorani e a cui ha annunciato l’adesione il parlamentare ferrarese del Pd Alessandro Bratti.
Così inizia l’appello di convocazione di questa iniziativa: “Noi sottoscritti, a partire da Marco Pannella che sta dando corpo e anima a questa campagna di legalità e di libertà, sentiamo come una priorità molto precisa quella di dare voce e seguito alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” tenutosi al Senato il 28 e 29 luglio”. Proprio il Presidente Napolitano, in qualità di Garante dei diritti costituzionali, in primo luogo degli ultimi, il 28 luglio ha parlato di “punto critico insostenibile”, di “giustizia ritardata e negata”, di “diritti umani negati per le persone ristrette in carcere”, di “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”.
Così termina il testo dell’appello: “per dare seguito alle parole del Presidente Napolitano, noi chiediamo urgentemente la convocazione straordinaria del Parlamento. Per aiutare questa scelta, il giorno 14 agosto per 24 ore saremo in sciopero totale della fame e della sete anche per simboleggiare la fame e sete di legalità, giustizia e verità del popolo che abita il territorio italiano. In assenza di democrazia e diritto, infatti, è il popolo tutto a rischiare di soccombere”.
Fra quanti hanno aderito alla giornata di sciopero della fame e della sete non ci sono solo esponenti politici ma anche detenuti, parenti di detenuti, direttori di carceri (fra questi Enrico Sbriglia, Segretario del Sindacato dei direttori e dirigenti penitenziari), agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani, insomma persone che vivono il terribile problema dell’illegalità delle carceri.
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