Riva del Po, dodici gattini abbandonati in golena
Dodici gattini sono stati trovati abbandonati nella mattinata di sabato 4 luglio in golena, a Riva del Po. A denunciare l'accaduto sono il Gattile Comunale di Ferrara – A Coda Alta e Gata Odv
Dodici gattini sono stati trovati abbandonati nella mattinata di sabato 4 luglio in golena, a Riva del Po. A denunciare l'accaduto sono il Gattile Comunale di Ferrara – A Coda Alta e Gata Odv
Doveva essere il furto di una bottiglia di superalcolico da poco più di venti euro, ma nel giro di pochi istanti la situazione è degenerata in un'aggressione ai danni del personale del supermercato, culminata con l'intervento dei carabinieri e l'arresto di un diciottenne.
L'allarme del sindacato dopo la firma dello stralcio dell'Accordo collettivo nazionale
Si è tenuto a fine giugno a São Luís (Maranhão, Brasile) il 17° Congresso Internazionale della Rete Unida. Focalizzato in America Latina, il network vanta uno storico "Laboratorio Italo-Brasiliano" in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e l'Azienda Usl di Ferrara
È un'ipotesi di reato pesante, che fa venire i brividi, quella che viene contestata a un 57enne di nazionalità straniera, convocato martedì (30 giugno) scorso negli uffici della Questura di Ferrara per la notifica degli atti dell'inchiesta in cui risulta essere indagato a piede libero per violenza sessuale aggravata ai danni di tre bambine di 9, 12 e 14 anni
Codigoro. Assolti perché il fatto non sussiste. Si è sgonfiato di fronte al giudice il caso delle “pratiche dimenticate”. Dalle indagini interne svolte dall’Ausl di Codigoro nella primavera del 2009, i cui risultati vennero poi consegnati alla procura, emerse la vicenda delle pratiche “dimenticate” per l’allontanamento di minori dalle famiglie nel settore dei servizi sociali.
A conclusione delle indagini svolte dalla Compagnia dei carabinieri di Portomaggiore, sei nomi finirono nel registro degli indagati. Si trattava di quattro persone accusate di falsa formazione di atti di nascita e due funzionari dell’azienda sanitaria: Felice Maran, difeso dall’avvocato Andrea Toschi, e la dottoressa Silvia Zagato (difesa dall’avvocato Samuele Bellotti), indagati per omissione in atti d’ufficio.
Tutto era partito da un riconoscimento di paternità ritenuto sospetto dagli inquirenti. Da lì l’inchiesta – chiamata “operazione Erinni” – si era allargata con indagini a tappeto sulle pratiche dell’Asl di Codigoro, “che invece – dice oggi l’avvocato Toschi, forte della sentenza di assoluzione – aveva avuto una gestione oculata, corretta e attenta”.
Già nel corso dell’udienza preliminare gli interrogatori degli imputati e le indagini difesi sembravano aver demolito l’impianto accusatorio. E oggi davanti al gup i due funzionari hanno celebrato il rito abbreviato. Per loro la pm Angela Scorza aveva chiesto rispettivamente condanne a un anno e a nove mesi.
Al giudice Silvia Marini sono bastati venti minuti di camera di consiglio per pronunciare l’assoluzione. Rinviati a giudizio invece gli altri quattro imputati: Giuseppe Dado, Marko Markovic, Minorad Mesarevic e Natasha Markovic.
L’Azienda Usl, fino a ieri parte civile attraverso l’avvocato Riccardo Caniato, aveva revocato la costituzione. “In un primo m omento – spiega Caniato – volevamo verificare la sostanza delle accuse, ma successivamente abbiamo ritenuto che non ci fossero state omissioni o altre irregolarità”.
“Era evidente che non potevano essere mossi addebiti ai due funzionari – aggiunge l’avvocato Toschi -; già in fase di udienza preliminare lo abbiamo dimostrato fascicolo per fascicolo. Fascicoli che forse gli organi investigativi non avevano letto con sufficiente attenzione”.
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