Non più divieto di dimora in provincia di Ferrara, ma obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i tre uomini di nazionalità pakistana, tutti residenti tra Portomaggiore e Argenta, indagati in concorso per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nelle campagne del Ferrarese
Caporalato nel Ferrarese. I tre accusati davanti al giudice
Interrogatorio in tribunale a Ferrara per i tre cittadini pakistani, tutti residenti tra Portomaggiore e Argenta, indagati in concorso per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nelle campagne del Ferrarese, a seguito delle indagini – coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri – a contrasto del caporalato nel mondo dell’agricoltura
Codici Rossi. Nel Ferrarese più di una denuncia al giorno
Duecentotredici. Tanti sono i procedimenti che la Procura della Repubblica di Ferrara ha iscritto negli ultimi sei mesi – da gennaio a giugno 2023 – per i reati relativi al Codice Rosso che, in vigore dal 18 luglio 2019, ha introdotto importanti modifiche al diritto sostanziale, a quello processuale e ad altre disposizioni normative per aumentare le tutele nei confronti delle donne, oltre che dei soggetti deboli, che subiscono violenze, maltrattamenti e atti persecutori
Strage di Bologna. “Paolino era in sala d’aspetto, il suo corpo dilaniato dalla bomba”
Stava aspettando il treno per andare in vacanza ad Arco di Trento, seduto nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna, quando – alle 10.25 di quel sabato 2 agosto 1980 – l’esplosione della bomba spezzò la sua vita e quella di altre 84 persone innocenti, vittime del più grande massacro del dopoguerra italiano
Caso Riberti. “Credo che la giustizia non sia una parolaccia, ma una virtù”
“Credo che la giustizia non sia una parolaccia, ma una virtù. E dobbiamo fare modo che venga applicata”. Non si dà per vinto e continua a inseguire quella verità che “è sotto gli occhi di tutti”, Davide Riberti, papà di Leonardo, il ragazzo di 18 anni che il 21 giugno 2022 è morto dopo una caduta dalla finestra dall’ospedale Maggiore di Bologna, dove era ricoverato a seguito di un intervento chirurgico
Schianto in via Eridano. L’avvocato dell’84enne al volante: “È addolorato e dispiaciuto per l’accaduto”
Si sono svolte ieri (27 luglio) le operazioni autoptiche e tossicologiche sul corpo di Vincenzo Fabrizio Bufano, lo scooterista 40enne morto nella serata di martedì (25 luglio) dopo essersi scontrato con un Fiat Doblò guidato da un 84enne, oggi indagato per omicidio stradale, all’incrocio tra via Eridano e via Traversagno
Maltempo. Sopralluogo di Bonaccini nel Ferrarese: “Non molliamo mai”
“Terremoto, pandemia e ora alluvione, ma siamo ancora qui. Non molliamo mai” è il messaggio di speranza e di ripartenza che Stefano Bonaccini ha lanciato ai cittadini del territorio centese, e più in generale della provincia di Ferrara, colpiti dalla violenta grandinata che – sabato scorso (22 luglio) – ha danneggiato pesantemente autovetture e case, distrutto coltivazioni, messo in ginocchio aziende e provocato anche alcuni feriti
Schianto mortale in via Eridano. La Procura disporrà l’autopsia sul 40enne
Per far luce sulla morte di Vincenzo Fabrizio Bufano, il 40enne dipendente del Mediaworld, morto nello schianto lungo via Eridano, nella serata di martedì 25 luglio, la Procura della Repubblica di Ferrara – come atto dovuto in questi casi – ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio stradale nei confronti dell’uomo di 84 anni che era alla guida del Fiat Doblò contro cui si è scontrato tragicamente lo scooterista







