Lettere al Direttore
10 Dicembre 2022

“A nessuno manchi il lavoro, la dignità e la giusta retribuzione”

di Redazione | 3 min

Prendiamo spunto dalla posizione del Sig. Paolo Giardini, pubblicate sulla stampa locale odierna, per ribadire la posizione del nostro sindacato in merito all’affare Betlem. Premesso che ogni giudizio andrebbe ponderato, nella completa libertà di espressione, utilizzando onestà intellettuale e approfondita conoscenza dei fatti siamo fieri di rivendicare la rielaborazione di vecchi concetti (cit. Giardini) soprattutto se questi possono essere così riassunti: “a nessuno manchi il lavoro, la dignità e la giusta retribuzione”.

Questi principi hanno condizionato l’azione sindacale durante le prime fasi della trattativa, principi secondo il nostro interlocutore ispirati dall’entusiasmante coinvolgimento del classico “armiamoci e partite”. Ci sorprende tanta ritrosia rispetto alla posizione sindacale, soprattutto perché sono gli stessi concetti che durante la Messa in memoria di San Giuseppe lavoratore Papa Francesco ha pronunciato a casa Santa Marta.
Vogliamo pensare che queste parole non siano state pronunciate semplicemente perché in quella Casa, i tetti erano già stati ristrutturati.

Per far chiarezza definiamo la questione. Siamo partiti, come già più volte detto da una richiesta da parte dell’attuale proprietà del Betlem, in accordo con Coop Serena di effettuare una cessione di ramo di azienda in deroga ad una norma di legge proponendo dei contratti individuali che nella sostanza, oltre a peggiorare le condizioni di lavoro, obbligavano lavoratrici e lavoratori a dimettersi per poi essere riassunti.

Sia chiaro tutto il percorso se avesse trovato i lavoratori d’accordo sarebbe stato legale e legittimo. Peccato che la parte in questione non fosse dell’idea di dimettersi rinunciando ad ogni forma di tutela anche sindacale. Bene mi preme informare che il percorso normativo è stato ripristinato e tutte le parti si troveranno al tavolo il 13 Dicembre prossimo per l’esame congiunto così come previsto dal Codice Civile per definire il passaggio. Preme informare il Sig. Giardini che grazie all’azione sindacale nessun lavoratore si dovrà dimettere.

Il sindacato non ha l’ambire di cambiare il mondo, ma se ogni piccola azione di salvaguardia dei posti di lavoro e delle tutele salariali aiuta a migliorare un pochino le condizioni di vita di qualcuno credo non sia una cosa malvagia. Preme ricordare inoltre che il citato Mons. Arcivescovo Perego, oltre a non aver mai smentito di aver fatto certe affermazioni e il contesto in cui sono state dette, non reputo sia un “Archisuperficiale” anzi, Perego ha sempre detto che non si tratta di un problema economico ma organizzativo.

Pertanto ha legittimamente pensato di affidare una struttura ad un soggetto esterno. L’autonomia imprenditoriale prevede anche questo. Insinuare che le conseguenze dell’azione sindacale manderebbero “in malora il Betlem con i suoi debiti e vedrebbe il crollo dei tetti delle chiese” è affermazione alquanto azzardata e quanto più lontano ci sia dal veritiero.

Invitiamo il Sig. Giardini a verificare, sempre in virtù di quell’onestà intellettuale di cui si faceva riferimento sopra, se in questi anni il Betlem abbia mai fatto ricorso a strumenti previsti dalla legislazione che potessero soccorrere la struttura in crisi economica, oppure attivato gli istituti previdenziali perché non più in grado di erogare i “lauti stipendi” dei lavoratori.

Se di crisi finanziaria si fosse trattato, allora si srebbe dovuto ricorrere ai ripari già da tempo, prima di andare in malora perché si sa che quando i tetti crollano si deve intervenire con urgenza. Quanto poi al riferimento alle maggiori efficienze dell’azienda cooperativa lasciamo il giudizio agli ospiti della struttura, perché si sa che nella maggior parte dei casi efficienza non sempre risulta essere sinonimo di qualità. Tanto si doveva nel rispetto di chi quella struttura la vive quotidianamente col proprio lavoro.

Cordialmente

FPCGIL
Marco Righi

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