Corsa contro il tempo per accogliere gli sfollati del Grattacielo
Caritas, Arcidiocesi e volontari al lavoro per ospitare fino a 80 persone fino a giugno. Tra riscaldamento, donazioni e difficoltà per chi lavora fuori città, l’emergenza resta aperta
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Lo sgombero del Grattacielo arriva a Roma. I deputati e le deputate emiliani del Pd hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti
Caritas e Arcidiocesi insieme per gestire - in comodato temporaneo - uno stabile dell'Ausl di Ferrara nel complesso di San Bartolo per accogliere gli sfollati del Grattacielo. La notizia arriva poche ore dopo lo sgombero delle Torri A e C avvenuto nella mattinata di giovedì 12 febbraio
Non solo una mobilitazione nazionale in cento piazze, ma anche un percorso stabile sul territorio. È questo il doppio binario scelto da Centro donna giustizia e Unione donne in Italia
Fp Cgil e Fit Cisl intervengono sul polo "Crispa" affidato da Area Impianti alla Cooperativa Cristoforo: "Le lavoratrici e i lavoratori non sono una variabile di aggiustamento dei piani industriali"

(archivio)
Codigoro. Lui sostiene di averlo ucciso per sbaglio: voleva sparare alla nutria con la quale i suoi due cani avevano ingaggiato una lotta. Per la procura non è credibile: l’animale non aveva alcun graffio o morso, aveva però il foro generato da una fucilata sparata da distanza molto ravvicinata.
Un cacciatore di 72 anni è a processo per aver ucciso il proprio cane. Ieri in udienza davanti alla giudice Giulia Caucci è stato sentito Claudio Castagnoli, ex comandante della Polizia provinciale di Ferrara che ha raccontato come il cane, un Breton di 12 anni, fosse stato trovato privo di vita nelle acque del Collettore Giralda, zona di caccia dove l’imputato era autorizzato a operare. Il ritrovamento avvenne proprio il 1° dicembre del 2019, data di chiusura dell’attività venatoria con l’assistenza dei cani.
La carcassa venne prelevata e conservata. La Provinciale scoprì dal microchip il nome del padrone, l’attuale imputato, e aspettò 60 giorni per vedere se sarebbe arrivata un’eventuale denuncia di scomparsa. Denuncia che che venne effettuata sì, ma solo dopo che il comandante Castagnoli e suoi agenti si fecero vivi con l’attuale imputato, a gennaio inoltrato.
“Il cane era vecchio e poco incisivo dal punto di vista venatorio, e bisognoso di più cure”, ha spiegato il testimone. Il sottinteso, che è poi anche la tesi dell’accusa, è che il cacciatore abbia deciso di disfarsi di un animale considerato non più utile.
Il 29 marzo verranno sentiti due testimoni della difesa.
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