San Giorgio trasloca: la storica festa del patrono verso la Fiera di Ferrara
Insieme ai mercati settimanali, anche la Fiera di San Giorgio, per quest’anno, dovrà trovare una nuova sede, per via degli interventi Atuss in via Alfonso d’Este
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Si è svolto ieri in Municipio l'incontro tra l'assessora con delega a Fiere e mercati, Angela Travagli, e le associazioni degli ambulanti
Sale a ventitré - e non è escluso che possa aumentare - il numero delle persone offese nell'inchiesta per lo scandalo al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale di Lagosanto. Restano invece sempre fermi a otto gli operatori sanitari che la Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati
A poche ore dalla decisione con cui la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna all'ex sindaco Nicola Minarelli per la tragica vicenda dell'incendio al poligono, gli avvocati di parte civile Marcello Rambaldi e Simone Trombetti - tramite una nota stampa inviata alle redazioni - intervengono e commentano il provvedimento della Suprema Corte
Un pomeriggio qualunque di traffico cittadino si è trasformato in pochi minuti in una scena da far west urbano

(archivio)
Codigoro. Lui sostiene di averlo ucciso per sbaglio: voleva sparare alla nutria con la quale i suoi due cani avevano ingaggiato una lotta. Per la procura non è credibile: l’animale non aveva alcun graffio o morso, aveva però il foro generato da una fucilata sparata da distanza molto ravvicinata.
Un cacciatore di 72 anni è a processo per aver ucciso il proprio cane. Ieri in udienza davanti alla giudice Giulia Caucci è stato sentito Claudio Castagnoli, ex comandante della Polizia provinciale di Ferrara che ha raccontato come il cane, un Breton di 12 anni, fosse stato trovato privo di vita nelle acque del Collettore Giralda, zona di caccia dove l’imputato era autorizzato a operare. Il ritrovamento avvenne proprio il 1° dicembre del 2019, data di chiusura dell’attività venatoria con l’assistenza dei cani.
La carcassa venne prelevata e conservata. La Provinciale scoprì dal microchip il nome del padrone, l’attuale imputato, e aspettò 60 giorni per vedere se sarebbe arrivata un’eventuale denuncia di scomparsa. Denuncia che che venne effettuata sì, ma solo dopo che il comandante Castagnoli e suoi agenti si fecero vivi con l’attuale imputato, a gennaio inoltrato.
“Il cane era vecchio e poco incisivo dal punto di vista venatorio, e bisognoso di più cure”, ha spiegato il testimone. Il sottinteso, che è poi anche la tesi dell’accusa, è che il cacciatore abbia deciso di disfarsi di un animale considerato non più utile.
Il 29 marzo verranno sentiti due testimoni della difesa.
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