Codigoro
1 Dicembre 2022
Per l'accusa voleva disfarsi di un animale ormai vecchio, lui sostiene di avergli sparato per sbaglio

Cacciatore a processo per aver ucciso il proprio cane

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Morì dopo il volo dalla finestra della clinica privata. Due sanitari scelgono l’abbreviato

Scelta riti ieri (giovedì 5 febbraio) per i quattro sanitari accusati di omicidio colposo per la morte di un pensionato ferrarese che, già affetto da problemi psichici e intenti suicidari, mentre era ricoverato nel reparto di Geriatria di una clinica privata, decise di farla finita, smontando un'anta della finestra delle propria stanza, la appoggiò a terra e si lanciò nel vuoto

Hub Urbani. Zappaterra: “Dalle parole ai fatti”

"La Regione Emilia-Romagna mantiene gli impegni e passa dalle parole ai fatti". Così la consigliera regionale Marcella Zappaterra commenta l’approvazione del bando regionale sugli hub urbani e di prossimità

(archivio)

Codigoro. Lui sostiene di averlo ucciso per sbaglio: voleva sparare alla nutria con la quale i suoi due cani avevano ingaggiato una lotta. Per la procura non è credibile: l’animale non aveva alcun graffio o morso, aveva però il foro generato da una fucilata sparata da distanza molto ravvicinata.

Un cacciatore di 72 anni è a processo per aver ucciso il proprio cane. Ieri in udienza davanti alla giudice Giulia Caucci è stato sentito Claudio Castagnoli, ex comandante della Polizia provinciale di Ferrara che ha raccontato come il cane, un Breton di 12 anni, fosse stato trovato privo di vita nelle acque del Collettore Giralda, zona di caccia dove l’imputato era autorizzato a operare. Il ritrovamento avvenne proprio il 1° dicembre del 2019, data di chiusura dell’attività venatoria con l’assistenza dei cani.

La carcassa venne prelevata e conservata. La Provinciale scoprì dal microchip il nome del padrone, l’attuale imputato, e aspettò 60 giorni per vedere se sarebbe arrivata un’eventuale denuncia di scomparsa. Denuncia che che venne effettuata sì, ma solo dopo che il comandante Castagnoli e suoi agenti si fecero vivi con l’attuale imputato, a gennaio inoltrato.

“Il cane era vecchio e poco incisivo dal punto di vista venatorio, e bisognoso di più cure”, ha spiegato il testimone. Il sottinteso, che è poi anche la tesi dell’accusa, è che il cacciatore abbia deciso di disfarsi di un animale considerato non più utile.

Il 29 marzo verranno sentiti due testimoni della difesa.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com