Mar 29 Nov 2022 - 336 visite
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Dall’effetto tabù alla legalizzazione della cannabis: il libro di Fiorentini cavalca ‘L’Onda Verde’

La presentazione oggi 29 novembre al Libraccio. Una raccolta di esempi politici che attraversa la storia tra proibizionismo e legalità. L’ex consigliere e segretario di Forum Droghe: “Dopo l’ultimo referendum, ci attiveremo di nuovo nei prossimi mesi”

Leonardo Fiorentini

di Cecilia Gallotta

“Ad oggi il mercato delle droghe è il più libero che esista. Circola a qualsiasi ora, in qualsiasi città, ed è reperibile da qualsiasi cittadino, maggiorenne o minorenne che sia. Un paradosso se si pensa a tutte le politiche repressive che sono state applicate da sessant’anni a questa parte”. Lo stesso paradosso che ha spinto l’ex consigliere e segretario di Forum Droghe Leonardo Fiorentini a scriverne un libro, ‘L’Onda Verde – La fine della guerra alla droga’, che verrà presentato oggi pomeriggio (martedì 29 novembre) alla libreria Libraccio di Palazzo San Crispino.

Alla luce di un “dibattito italiano che è rimasto fermo a quarant’anni fa – afferma Fiorentini – il libro intende portare in Italia una raccolta di tutte le argomentazioni e gli esempi dei modelli politici che ormai dal 2013 hanno portato Canada, Uruguay e altri Paesi ad una riforma delle politiche sulle droghe (in particolare sulla cannabis) e dunque a un sistema regolamentato”.

Che l’effetto tabù del proibizionismo riguardo alle droghe abbia avuto spesso il risultato opposto è ormai un fatto piuttosto evidente, tanto che, dati alla mano, “dal 1998 ad oggi il numero di persone che fa uso di droghe è aumentato a ritmo doppio rispetto all’aumento della popolazione mondiale”, riporta l’autore. Inoltre, “il modello di prevenzione attuata nel nostro Paese rischia di minare la credibilità delle autorità da parte dei ragazzi, poiché è incentrata esclusivamente sull’allerta di un pericolo indistinto fra tutte le droghe, per cui rischia di passare il messaggio che i pericoli dati dalla cannabis siano equiparabili a quelli dell’eroina”.

Ma ci sono anche dati che confermano una miglioria nei Paesi in cui è stata legalizzata? “Altroché. La reale percezione del rischio, nei Paesi con un sistema regolatorio, aumenta, mentre diminuisce l’attrazione data dall’effetto tabù, dal fascino del proibito. Al contrario di quanto si possa immaginare, poi, sono in calo del 30-40% gli incidenti stradali, che sono sempre stati un mantra della deterrenza nel proibizionismo. Questo anche perché spesso, parlando di cannabis, è andata a sostituire l’alcool e gli oppioidi nel consumo delle persone e, soprattutto, è aumentata la consapevolezza”.

Trovare strumenti legislativi che regolino questo mercato è infatti secondo Fiorentini anche un modo per “ridurre i danni, per intervenire tempestivamente sugli abusi mediante una tracciabilità, un controllo di qualità e quantità del prodotto, l’introduzione di paletti come il divieto di acquisto da parte dei minori”.

Ma il libro è infarcito anche di pillole storiche, come le dichiarazioni dell’ex commissario del Federal Bureau of Narcotics del Governo degli Stati Uniti Harry Anslnger negli anni Trenta, o i nastri dello studio ovale di Nixon, da cui partì il noto slogan ‘war on drugs’: esempi da cui trapela come spesso la lotta alla droga – e in particolare alla cannabis – fosse politicamente strumentalizzata per colpire in un certo senso i contestatori o, nel caso degli anni Trenta, l’immigrazione messicana che concorreva con la manodopera statunitense.

“Assieme al libro abbiamo realizzato anche un omonimo podcast con il collettivo Cumbre – fa sapere Fiorentini – che è d’aiuto e di supporto al libro, perché da quando è stato pubblicato sono già cambiate alcune cose: l’onda verde è arrivata anche in Europa con la Germania, e vediamo dai sondaggi che sono tantissimi gli italiani sempre più favorevoli a un orizzonte aperto in questa direzione. All’ultimo referendum, che purtroppo è stato bocciato, avevamo raccolto 500mila firme, e abbiamo intenzione di attivarci nuovamente già nei prossimi mesi con azioni di questo genere”.

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