Minaccia di incendiare la casa e uccidere l’animale domestico: 38enne arrestato
Avrebbe trasformato la vita dei genitori in un incubo fatto di insulti, minacce e continue richieste di denaro
Avrebbe trasformato la vita dei genitori in un incubo fatto di insulti, minacce e continue richieste di denaro
Si aggirava per le corsie con fare sospetto, poi ha infilato nello zaino merce per circa 250 euro tentando di oltrepassare le casse senza pagare
Incidente nella mattinata di sabato 14 febbraio, lungo la Superstrada Ferrara-Mare, dove un ragazzo ha perso autonomamente il controllo della propria automobile, finendo fuori strada
Ha scelto di parlare, rendendo dichiarazioni spontanee, Filippo Parisini, l'ex presidente di Ferrara Fiere oggi alla sbarra nel processo Fiera Bis. Lo ha fatto ieri (venerdì 13 febbraio) mattina, davanti al gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara, raccontando - a tratti commosso - le gravi difficoltà che ha attraversato una volta arrivato a dirigere l'ente
Sei persone coinvolte e tre feriti, di cui uno a colpi di martello e un altro raggiunto da un'arma bianca. È il bilancio della violenta rissa avvenuta a Pontelagoscuro nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio in via Vivaldo Vivaldi
Pochi minuti, forse addirittura pochi attimi. Ruota attorno al tempo il processo per la morte di Maxsimiliano Grandi, il bimbo di quattro anni e mezzo annegato il 12 luglio del 2020 nella piscina ‘grande’ dell’agriturismo Ca’ Laura di Bosco Mesola.
Alla sbarra c’è la madre Veronica Romanelli, difesa dall’avvocato Gianni Ricciuti: omicidio colposo per non aver adeguatamente sorvegliato il figlio, lasciandolo incustodito in un luogo pericoloso, vista l’assenza di vigilanza della piscina, per un lasso di tempo sufficiente affinché si verificasse il dramma, recita il capo d’accusa.
Proprio su cosa sia successo in quel lasso di tempo si cerca di fare luce, innanzitutto con le testimonianze: ieri in udienza davanti alla giudice Ilaria Inghilleri è stato sentito il gestore dell’agriturismo e che sorvegliava anche le piscine – una con l’acqua bassa per i bambini e una per gli adulti, in quest’ultima è morto Maxsimiliano -, che ha già patteggiato la pena di 8 mesi e che ha raccontato quei pochi minuti: il giro di controllo, i rimproveri ai bambini turbolenti, qualche chiacchiera con alcuni clienti, una piccola sosta davanti al bar e poi le urla che attirarono la sua attenzione, le prime manovre di soccorso, aiutati anche da un operatore del 118 al telefono: “Io non ho mai pianto, nemmeno per la morte dei genitori – ha raccontato, subito commuovendosi -. Ho pianto quel giorno lì, con la mano nella mano della signora Romanelli. Non riuscivo a capire come mi potesse essere sfuggito”.
Non sfuggì solo a lui. Nessuno tra i testi ascoltati ieri e sollecitati dal pm Stefano Longhi, presenti quel giorno per un pomeriggio di svago, sembra aver visto Maxsimiliano spostarsi e andare verso la piscina grande. L’ultima ricordo che se ne ha è di lui che mangia un cono gelato: vicino alla sdraio che chiede alla madre se può andare a mangiare in piscina, e lei gli dice che non si può.
Poi passa solo qualche minuto e la tragedia si consuma, senza che nessuno si riesca a spiegare come sia potuto accadere.
La prossima udienza è in calendario per il 23 febbraio, ma sarà solo interlocutoria perché dovrà cambiare il giudice, stante il prossimo trasferimento di quello procedente.
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