Ven 25 Nov 2022 - 916 visite
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Fé.Ris, anche Ascom e Confesercenti preoccupate per l’iper di via Caldirolo

Le due associazioni di categoria chiedono la convocazione urgente della Conferenza dei Servizi per valutare attentamente le caratteristiche del progetto soprattutto dal punto di vista commerciale

(foto di Riccardo Giori)

Convocare con urgenza la Conferenza dei Servizi per valutare approfonditamente le caratteristiche del progetto Fé.Ris, con particolare riferimento alla componente commerciale.

La richiesta arriva da Ascom Confcommercio e Confesercenti – le organizzazioni più rappresentative del commercio, del turismo e dei servizi – che esprimono tutta la loro preoccupazione per la prospettata apertura di un nuovo centro commerciale in via Caldirolo, a ridosso del centro storico e delle mura cittadine, così come previsto dall’accordo di programma pubblico-privato.

Per farlo, le due associazioni si affidano agli ultimi dati disponibili – aggiornati al 31 dicembre 2020 – forniti dall’Osservatorio nazionale del Commercio, a Ferrara e provincia, la “superficie media di vendita nel segmento degli Iper è di 9.792 mq rispetto ad una media regionale di 6.221“.

In altre parole, nel Ferrarese è presente “un iper ogni circa 48mila abitanti rispetto ad una media regionale che vede lo stesso segmento della grande distribuzione con una struttura ogni 83mila abitanti. In particolare – aggiungono Ascom e Confesercenti – nel nostro capoluogo la superficie di vendita degli ipermercati è già di oltre 23mila mq. Non ravvediamo pertanto opportunità e necessità di un ulteriore insediamento della Grande Distribuzione Organizzata, che certamente non contribuirebbe né ad aumentare la competitività dei prezzi – son già oltre una dozzina i marchi nazionali e non, presenti in città – né l’occupazione stabilmente impiegata nel settore!.

“Ogni progetto urbanistico – concludono – che intenda portare una seria riqualificazione di aree degradate (come la ex caserma e l’area della Cavallerizza) sarà da noi valutato con la massima attenzione, in quanto prezioso per recuperare “comparti” importanti della città anche in un’ottica di fornire spazi sempre più adeguati e razionali per la popolazione universitaria, fuori sede, in costante aumento. Valutando nel contempo con preoccupazione gli insediamenti commerciali e dei pubblici esercizi che saranno presenti nell’ex Cavallerizza“.

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