Ferrara tra luci e ombre nel benessere equo e sostenibile
Il Rapporto Bes delle Province 2025 restituisce l’immagine di una Ferrara complessivamente positiva, sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave, ma con alcune aree di fragilità
Il Rapporto Bes delle Province 2025 restituisce l’immagine di una Ferrara complessivamente positiva, sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave, ma con alcune aree di fragilità
La provincia di Ferrara non sfugge alla crisi che sta colpendo il tessuto produttivo dell'Emilia-Romagna. Nel 2025 le ore di cassa integrazione sono leggermente diminuite, ma con un aumento significativo della cassa integrazione straordinaria (Cigs)
Il 2025 si chiude con un segnale incoraggiante per la sicurezza del territorio ferrarese
La difesa dell’ingegner Davide Grandis ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nel corso dell’udienza preliminare del procedimento noto come Fiera Bis
"La roeuda gira". Un modo di dire milanese, che richiama il movimento continuo delle cose e il loro inevitabile cambiamento, è il filo conduttore pubblicato su Facebook da Bobo Craxi

(foto di Riccardo Giori)
Convocare con urgenza la Conferenza dei Servizi per valutare approfonditamente le caratteristiche del progetto Fé.Ris, con particolare riferimento alla componente commerciale.
La richiesta arriva da Ascom Confcommercio e Confesercenti – le organizzazioni più rappresentative del commercio, del turismo e dei servizi – che esprimono tutta la loro preoccupazione per la prospettata apertura di un nuovo centro commerciale in via Caldirolo, a ridosso del centro storico e delle mura cittadine, così come previsto dall’accordo di programma pubblico-privato.
Per farlo, le due associazioni si affidano agli ultimi dati disponibili – aggiornati al 31 dicembre 2020 – forniti dall’Osservatorio nazionale del Commercio, a Ferrara e provincia, la “superficie media di vendita nel segmento degli Iper è di 9.792 mq rispetto ad una media regionale di 6.221“.
In altre parole, nel Ferrarese è presente “un iper ogni circa 48mila abitanti rispetto ad una media regionale che vede lo stesso segmento della grande distribuzione con una struttura ogni 83mila abitanti. In particolare – aggiungono Ascom e Confesercenti – nel nostro capoluogo la superficie di vendita degli ipermercati è già di oltre 23mila mq. Non ravvediamo pertanto opportunità e necessità di un ulteriore insediamento della Grande Distribuzione Organizzata, che certamente non contribuirebbe né ad aumentare la competitività dei prezzi – son già oltre una dozzina i marchi nazionali e non, presenti in città – né l’occupazione stabilmente impiegata nel settore!.
“Ogni progetto urbanistico – concludono – che intenda portare una seria riqualificazione di aree degradate (come la ex caserma e l’area della Cavallerizza) sarà da noi valutato con la massima attenzione, in quanto prezioso per recuperare “comparti” importanti della città anche in un’ottica di fornire spazi sempre più adeguati e razionali per la popolazione universitaria, fuori sede, in costante aumento. Valutando nel contempo con preoccupazione gli insediamenti commerciali e dei pubblici esercizi che saranno presenti nell’ex Cavallerizza“.
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