Riforma Nordio. “Non solo pericolosa ma terrificante”
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Ilaria Baraldi (foto giori)
di Ilaria Baraldi*
La settimana scorsa, durante il consiglio comunale, ho presentato un question time col quale chiedevo conto all’assessore Balboni di quanto avvenuto agli studenti Erasmus provenienti dalla Spagna, costretti a dormire per terra o in situazioni di fortuna per non aver trovato una soluzione alloggiativa che consentisse loro di restare a Ferrara, città che avevano scelto per gli studi.
L’assessore ha sostenuto che nessun grave problema affligga studenti e studentesse, che è tutto sotto controllo, che la situazione è rientrata e che amministrazione e Unife hanno posto rimedio.
Il tutto deve essere avvenuto ben lontano dal tavolo che lui stesso ha istituito sulla città universitaria, allo scopo fin troppo evidente di tagliare fuori il consiglio comunale (nel quale siedono, ahi lui, anche le opposizioni) e tutte le associazioni studentesche all’assessore invise.
Naturalmente non ha perso occasione per pubblicizzare il progetto Feris, che si ricorderà, prevede la costruzione di alloggi per studenti nell’ex caserma di via Cisterna del Follo e per magnificare la visione strategica e avveniristica della amministrazione.
Ha anche trovato modo di incolpare il Pd per la mancanza di alloggi per gli studenti.
Poiché gli studenti dell’associazione Link sono tornati in piazza per riaffermare che il diritto allo studio si realizza compiutamente rispettando il diritto ad un alloggio dignitoso e a prezzi accessibili, vale la pena ricordare all’assessore Balboni alcuni elementi che ha sapientemente omesso nel rispondermi.
Anzitutto, che la precedente amministrazione – a fronte di un cambio repentino, senza alcuna preventiva informazione, di politiche universitarie da parte dell’ateneo, allora guidato dal Rettore Zauli, che tolse il numero chiuso ad un buon numero di facoltà – ha affrontato quella emergenza di richiesta di alloggi per studenti con le Corti di Medoro.
Ricordiamo poi che il progetto Feris, brandito come soluzione a breve e del quale dopo la roboante presentazione non si è saputo più nulla, e che come merce di scambio per la costruzione di alloggi per studenti prevede anche la costruzione di un ipermercato su terreno agricolo nonché di un parcheggio, entrambi fronte mura – alla faccia del sito Unesco -, non è un progetto di edilizia pubblica sociale: gli alloggi per studenti saranno interamente privati, affidati al mercato privato, con prezzi privati, non calmierati quindi difficilmente accessibili per studenti fuori sede.
Ancora oggi non sappiamo bene con chi si confronti l’assessore. Certo non con il sindacato degli inquilini, con la maggior parte delle associazioni studentesche, con il consiglio comunale, temo nemmeno con una idonea rappresentanza delle agenzie immobiliari, che possono testimoniare la sproporzione tra domanda e offerta per studenti e studentesse.
L’università, nella persona della Rettrice, temiamo non sia sufficiente per dare all’assessore Balboni la visione del reale problema che certifica quanto Ferrara stia compiendo passi indietro. La città universitaria è altro da una città con dentro l’università e il primo mattone per costruirla è la capacità di Ferrara di accogliere quanti la scelgono per il loro percorso di studio, cosa impossibile se il primo a negare che c’è un problema è chi ne ha la responsabilità politica.
*Ilaria Baraldi è consigliera comunale del Partito Democratico
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